sabato 21 ottobre 2017
Logo Identità Insorgenti

A PESCARA

Emergenza freddo, nuove polemiche sul sindaco Alessandrini, impreparato a tutto

Abruzzo, Ambiente, Attualità, Seconda Slide | 10 gennaio 2017

emergenza-maltempo-pescara

L’arrivo della neve a Pescara era stato ampiamente previsto da almeno una settimana, annunciato dal sindaco Marco Alessandrini, Pd, già finito alla ribalta delle cronache giudiziarie per l’ordinanza-fantasma sul divieto di balneazione nell’estate 2015, con mille comunicati stampa degni del Minculpop.

Chilometri di inchiostro per elogiare la perfetta organizzazione della macchina comunale per affrontare la neve, con uomini, mezzi e sale. Mica come ‘quegli incompetenti del 2012’ che, dopo 15 giorni di neve ininterrotta, non avevano neanche portato le sigarette a chi era rimasto senza. E invece no: la neve è arrivata a Pescara, nel giorno della Befana, come aveva detto il sindaco Alessandrini.

Peccato che ad affrontarla non c’erano né mezzi, né uomini, né il sale per impedire la formazione del ghiaccio. E così dopo sole tre ore di neve discontinua e 3 centimetri di neve caduta, l’intera città si è trasformata in una immensa pista di pattinaggio.

Un nuovo uragano di polemiche si abbatte sulla giunta Alessandrini, la stessa che, dopo aver fallito la gestione dell’emergenza balneazione, in una città di mare, ha perso anche il treno per dimostrare di saper gestire almeno 3 centimetri di neve.

I primi fiocchi sono caduti nella mattinata della festa dell’Epifania, un leggero strato di nevischio, seguito, alle 14.46, dal primo comunicato di regime, dai toni trionfalistici, firmato dal vicesindaco Enzo Del Vecchio, unico protagonista dell’intera vicenda visto che del sindaco Alessandrini si sono ormai perse le tracce dalla notte di Capodanno, dopo i saluti in piazza durante il concerto dei Negrita pagato dalla città 119mila euro Iva esclusa. Sindaco che, per la cronaca, è riapparso stamani in zona Colli facendosi filmare nel corso di una diretta facebook mentre una ruspa toglieva della neve. Nella nota il vicesindaco Del Vecchio parlava della splendida organizzazione nell’affrontare ‘l’emergenza neve’, ossia i quattro fiocchi caduti: “mentre uno splendido sole brilla sulla città – stile Istituto Luce – nessuna strada ha registrato problemi per l’abbondante nevicata. Abbiamo sparso 1.800 sacchi di sale per tutta la città e tutti sono felici e contenti”.

Peccato che, mentre il comunicato partiva dalle mail comunali, il vicesindaco non abbia pensato di girarsi verso i Balcani per avvistare le oscure nubi che già cominciavano ad addensarsi sulla città e che dalle 16 in poi hanno portato la nevicata, neve e vento durati per non più di due o tre ore, creando uno strato di 3 centimetri a terra.

Ma nessuno pensava al peggio, tanto, si sa, se sono stati sparsi 1.800 sacchi di sale, sarà il sale a impedire la formazione del ghiaccio. E invece no, perché forse dei sacchi di sale la giunta Alessandrini ha sparso solo i sacchi, ma senza il sale dentro. In poche ore il ghiaccio ha cominciato a formarsi, sempre più evidente, sempre più spesso, mentre le sirene delle autoambulanze hanno iniziato a farsi più forti in un costante andirivieni sulla città per prelevare le vittime delle cadute da ogni quartiere, a partire dalle vie del centro.

E decine di automobili, pure dotate di pneumatici termici o quattrostagioni, hanno cominciato slittare sulle rotatorie paralizzate dal ghiaccio, finendo la corsa contro muretti o alberi. Inaccessibili tutti i ponti carrabili della città e tutte le piazze e le vie pedonali, dove, era evidente, il sale non c’era.

Alle 19 la frittata era fatta: Pescara era chiusa a pedoni e auto, la neve era diventata ghiaccio, comprese le strade che sono classificate come ‘percorsi preferenziali’ per i mezzi di soccorso, come le autoambulanze, compreso l’asse via del Circuito-via Fonte Romana, una strada strategica perché conduce dritto ai due ospedali cittadini.

Ghiacciata pure quella e ghiacciata pure la via d’ingresso al Pronto soccorso. E fino all’una di notte dei mezzi spargisale o spalaneve neanche l’ombra. Ma com’è possibile? Dove sono finiti i 1.800 sacchi di sale, comunque una nullità rispetto all’estensione geografica di Pescara? È bastata una rapida verifica e la verità è stata rivelata: il sale per impedire la formazione del ghiaccio a Pescara non è mai arrivato, ma è rimasto nei depositi di Chieti. Perché il sindaco Alessandrini il sale, nei giorni scorsi, lo aveva solo prenotato, e quando i mezzi della Attiva, la società che si occupa del servizio della nettezza urbana, sono andati a prelevarlo nel deposito, lo hanno trovato ‘chiuso per neve’ con il piazzale inaccessibile.

E Pescara è rimasta sepolta sotto 3 centimetri di ghiaccio, una farsa inaccettabile da parte di quel sindaco Alessandrini che, dopo aver sbagliato tutto nella gestione della balneazione, è riuscito a sbagliare tutto anche dinanzi a 4 fiocchi di neve. E non é tutto. La nuova allerta meteo ha previsto neve per oggi, 10 gennaio, e domani. Mentre tutti i sindaco vicini chiudevano l scuole con ordinanze, il primo cittadino di Pescara ha atteso stamattina per comunicare che le scuole sarebbero rimaste chiuse ovvero quando genitori e bimbi erano giá davanti le scuole.

Luciano Troiano

Articoli correlati

Abruzzo | 11 ottobre 2017

L’ALLARME

Esperimento con materiale radioattivo sotto il Gran Sasso: così l’Abruzzo trema ancora

Abruzzo | 7 ottobre 2017

A PESCARA

All’asta il cementificio inquinante fermo dal 2014: si teme che potrebbe tornare a produrre

Abruzzo | 4 ottobre 2017

A PESCARA

Acqua pubblica non potabile. Il Forum H20: “Urge trasparenza e un piano di controllo”