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ANM E CRISI

Napoli, alla stazione “Museo” della Linea 1 si entra senza biglietto

Infrastrutture e trasporti | 17 agosto 2017

 

Napoli, 16 agosto 2017, ore 10 a.m. fermata “Museo” della Metro Linea 1.

Scendo dal vagone, cammino verso l’uscita, su per le scale mobili, sono ai tornelli di uscita e ingresso. Esco.

Poi mi giro indietro: dal lato dei tornelli di ingresso c’è un varco aperto. Ci sarebbe una sbarra col cartello di divieto di accesso ma la sbarra è aperta. Passano entrando, nei pochi secondi in cui sto osservando, tre o quattro persone. Avevo visto questa stessa scena due settimane fa alla stazione di “Quattro giornate” della stessa Linea 1. Allora torno indietro, mi avvicino al posto di sorveglianza che si trova proprio al centro della linea dei tornelli e chiedo: scusate ma lì c’è un varco aperto? Risposta di uno dei due addetti: si, è rotto.

Io: e avete visto che passa la gente senza biglietto?

Addetto ANM: si ma sapete, ci sono problemi con l’approvvigionamento dei biglietti.

Io: cioè non si trovano i biglietti? (E nel frattempo vedo un gruppo di turisti che sta facendo tranquillamente il biglietto al distributore automatico a pochi metri).

Addetto ANM: si sono tutti chiusi in zona i negozi.

Io: e quindi io che stamattina prima di arrivare alla fermata della metro mi sono fermato a comprare i biglietti dal primo che ho trovato ho fatto male?

Addetto ANM: avete fatto benissimo ma che ci volete fare.

Nel frattempo nella guardiola c’è un altro addetto (una donna) che mi guarda con aria infastidita e ad un certo punto interviene: si ma perché c’è qualcosa che non va?

Io: volevo capire, quindi qui si passa senza biglietto.

Addetta ANM: guardi non siamo noi che dobbiamo controllare, qui ci vorrebbero gli addetti ai controlli, e poi a lei cosa interessa?

Io: veramente io pago le tasse, quest’azienda è a partecipazione comunale e quindi a me interessa perché danneggia la città e pure me direttamente.

Addetto ANM: ma guardi che anche se il varco lo chiudiamo, dopo un paio di giorni lo rompono di nuovo.

Io: e se chiamate le forze dell’ordine?

Addetta ANM: e quelli secondo voi vengono? Ma voi siete napoletano?

Io: sì, sì sono napoletano.

Addetta ANM: e non sapete queste cose come vanno?

Io: guardate io lo so come vanno però se stiamo sempre a pensare che le cose non si possono migliorare, restiamo sempre allo stesso punto. Vi dovrebbe fare forse pure un po’ piacere che qualcuno vi chiede queste cose, vuol dire che forse a qualcuno interessa.

L’addetta non dice molto altro ma la sua espressione rimane la stessa.

Mi avvio all’uscita continuando a parlare con l’addetto. Nè io né lui sappiamo più cosa dire. Saluto.

Poi esco dalla stazione e comincio a chiedere ai vari esercenti della zona (bar, tabaccherie) se hanno biglietti ANM. Risposta: sì ce li abbiamo.

Questa ricostruzione, essenziale, scarna, crediate,  è senza alcun fine polemico. Vorrebbe avere solo il fine di porre la questione (piccola? grande? decidete voi), probabilmente notata da mille altri cittadini napoletani, sul tappeto, affinchè si trovi una soluzione.

Francesco Paolo Busco

 

#anm   #linea 1   #Museo  

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