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CAOS PRIMARIE PD

La procura di Napoli apre un fascicolo dopo i video sui voti “pagati” da alcuni consiglieri

Italia, NapoliCapitale, Politica, Seconda Slide | 8 marzo 2016

primarie pd

La procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulle circostanze emerse dal video di Fanpage.it,  grazie al lavoro di tre bravi giornalisti come Antonio Musella, Alessio Viscardi e Peppe Pace sul voto per le primarie in alcuni seggi. A quanto si è appreso, si tratta di una indagine conoscitiva in cui non si formulano per ora ipotesi di reato. Il fascicolo è affidato alla seconda sezione, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. E’ probabile che tra gli atti preliminari vi sia l’acquisizione del video e delle successive notizie di stampa.

Noi ci auguriamo che venga fatta luce su quanto è accaduto sulle primarie in generale, anche per quanto riguarda i supporter di Antonio Bassolino. Voci molto insistenti circolano in merito anche allo sconfitto delle primarie del Pd di domenica scorsa. Pare infatti che i “voti pagati” per le primarie da parte di alcuni consiglieri, come si vede nel video di Fanpage, ci siano stati anche in casa dell’ex sindaco, anche se minoritari rispetto a quelli della Valente, appoggiata come è noto, dall’apparato piddino storico di Napoli. Con i risultati, se non penalmente rilevanti, moralmente sconfortanti che sono sotto gli occhi dell’intero paese.

Come è stato annunciato su alcuni quotidiani che hanno spinto per la vittoria dell’ex sindaco, come Mattino e Repubblica, lo staff di Antonio Bassolino sta discutendo se presentare ricorso contro il risultato delle primarie del Pd a Napoli, vinte per 452 voti da Valeria Valente. Se dovessero emergere però altri filmati che riguardano i suoi “grandi elettori” probabilmente questo intento finirebbe nel cassetto.

La commissione di garanzia per le primarie di Napoli, al momento, è convocata per domani pomeriggio, 9 marzo, alle 17, ma non esaminerà il filmato “a meno che non ci siano ricorsi in merito”, spiega all’Ansa Giovanni Iacone, presidente della commissione.

In caso contrario l’analisi del video tocca “alla commissione provinciale di garanzia del Pd – spiega Iacone – che potrà decidere di prendere provvedimenti nei confronti degli iscritti”. Iacone precisa che i fatti evidenziati dal video “non sono stati riportati in nessuno dei verbali che ci sono pervenuti dai 78 seggi” e che quindi non sono stati notati da nessuno dei presidenti e degli scrutatori dei seggi e neanche dai delegati dei candidati, dal momento che nessuno li ha fatti mettere a verbale.

Il pd insomma, da Tartaglione alla stessa Valente, se ne lava le mani e scarica tutto sul consigliere Borriello, perfetto dottor Malaussene e capro espiatorio della situazione.

Borriello in queste primarie ha firmato la candidatura di Bassolino per poi cambiare idea, sostenendo la Valente e nella sua zona d’elezione, San Giovanni a Teduccio, dove la candidata ha vinto nettamente, surclassando Bassolino. “L’ho fatto – commenta Borriello – per non essere scortese come partito. Faceva freddo, erano venuti lì, non avevano l’euro e così gliel’ho dato io, ma l’ho fatto davanti a tutti, mica di nascosto”.

Ma questo clima da azzeccagarbugli non è cosa nuova nel Pd napoletano. E’ una pratica che va avanti da troppo, da decenni addirittura, come ricorda Giuseppe Manzo in un post dal titolo eloquente, Caos Primarie, Borriello: la “creatura” di Bassolino non è un “caso isolato”.

“È davvero poco entusiasmante – scrive tra l’altro il giornalista – il dibattito che vuole creare il “mostro” Borriello che assolve un partito e tutta una generazione della sinistra storica responsabile di una torsione etica. Non è un ricorso a mettere la polvere sotto al tappeto: qui c’è il fallimento di un ceto politico che dal terremoto dell’80 ha inseguito il consenso a colpi di clientela, ha sostituito la politica con la gestione amministrativa, ha tradotto l’etica nella mortificazione culturale delle classi e dei rioni popolari di questa città. Non è un caso che il Pd ha perso la guida della città nel 2011 e, probabilmente, perderà anche le prossime amministrative”.

Lucilla Parlato

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