sabato 23 giugno 2018
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DISSESTO SCONGIURATO?

Il premier uscente Gentiloni pronto a ricevere de Magistris per discutere del debito ingiusto di Napoli

Economia, NapoliCapitale | 9 marzo 2018

A Palazzo San Giacomo c’era aria di sollievo. Il governo in carica, guidato da Paolo Gentiloni (che governa fino a insediamento del nuovo governo, quindi prevediamo che governerà minimo per un altro mese e mezzo) apre a de Magistris nella ricerca di una soluzione che non mandi in default per un debito milionario ereditá del terremoto in Irpinia del 23 novembre del 1980 la prima metropoli del Mezzogiorno e capitale del Mediterraneo, con 3 milioni di residenti se si guarda anche alla città metropolitana tutta.

“Stamattina la segreteria di Palazzo Chigi ha contattato il mio Capo di Gabinetto, Attilio Auricchio, per fissare un incontro sul debito CR8 a Palazzo Chigi giovedì prossimo – spiega il sindaco di Napoli – Oggi pomeriggio mi ha chiamato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con il quale mi sono intrattenuto in un cordiale colloquio telefonico. Non avevo dubbi che mi avrebbe richiamato vista la sua tradizionale correttezza istituzionale. Mi ha assicurato che sta seguendo personalmente la questione ed entrambi abbiamo auspicato che giovedì, a Palazzo Chigi, si possa chiudere definitivamente la questione con il via libera per l’eliminazione dell’intero pignoramento delle casse del Comune di Napoli”

Respiro di sollievo dunque e molte speranze che la situazione possa trovare soluzione positiva, dopo l’annuncio della Corte dei Conti di aver bocciato uno dei ricorsi sul tema da parte del Comune. Il paradosso è che forse sarà il governo Pd a salvare Napoli in un momento in cui proprio il Pd è ai minimi storici. Ma non possiamo che gioirne: il fallimento di Napoli avrebbe effetti devastanti su milioni di persone. Persone che proprio grazie a questo sistema economico e politico nazionale ricevono servizi pubblici (sanità, trasporti, istruzione, igiene urbana e welfare in genere) da terzo mondo. E che meritano la possibilità di poter ricominciare senza avere sulle spalle questa ombra permanente del dissesto finanziario del Comune, sventolato troppo spesso dalle opposizioni come minaccia.

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