venerdì 24 novembre 2017
Logo Identità Insorgenti

DOPO LA PIOGGIA

Frana a Torre del Greco, problemi di dissesto sul territorio

Ambiente, Attualità, Campania | 12 novembre 2017

Preoccupante la situazione della regione Campania con l’arrivo delle piogge degli ultimi giorni.

Si inizia a pagare lo scotto dei devastanti incendi che hanno danneggiato la nostra bellissima terra durante i mesi scorsi. Già a luglio, personalità di spicco nel campo della Geologia, come il Professore Franco Ortolani, paventarono la possibilità, per nulla remota, di futuri danni causati dalle piogge.

Sono passati i mesi senza che nulla fosse fatto per mettere in sicurezza le aree interessate, poi è arrivato novembre con piogge molto consistenti. Come spesso accade in questi casi, le prime notizie e segnalazioni sono giunte dai social. Molti cittadini spaventati hanno iniziato a postare foto di smottamenti, frane e rivoli di fango.

Dalle foto, scattate il 7 novembre da Massimo Ginelli in Via Montagnelle 2 nel comune di Torre del Greco, si può notare la frana. Dal rilievo sulla mappa si vede chiaramente che, fortunatamente, non sono state coinvolte le case. Il centro abitato dista però solo un chilometro da dove si sono fermati i materiali. Questi sono venuti giù perché una vasca di contenimento che si trova a monte della collinetta, si è riempita ed è tracimata. La vasca è visibile nella photo-gallery.

Ne parliamo con Filomena Di Donna, presidente del Comitato “Vesuvio Mo’ Basta”.

Durante l’estate, da liberi cittadini, avete deciso di costituire il Comitato Vesuvio Mo’ Basta. Una reazione ai numerosi incendi estivi e a quella straziante immagine del Vesuvio in fiamme, diventata una sorta di manifesto del dramma. Adesso con l’arrivo delle piogge, cosa temete?

Esattamente ciò che temevamo quattro mesi fa. – risponde – Gli incendi che hanno devastato il Parco Nazionale del Vesuvio, hanno aumentato il rischio idrogeologico in tutta l’area colpita dal fuoco. Le perizie dei nostri esperti hanno evidenziato numerose criticità sia sulla qualità dell’aria che sulle condizioni dei terreni. Sappiamo che esiste un concreto rischio di frane e smottamenti e siamo molto spaventati: la distruzione dei boschi e il deposito di una massiccia coltre di cenere che impermeabilizza il terreno lo rende inidoneo a trattenere le acque piovane. E le prime piogge autunnali, purtroppo, hanno confermato i nostri timori: piccoli fiumi di fango hanno raggiunto molti centri abitati, bloccando sottopassi e strade di periferia.

In che modo si sta muovendo il comitato?

Stiamo monitorando le azioni degli Enti preposti alla messa in sicurezza del territorio. Abbiamo chiesto interventi mirati ma, a quattro mesi dal disastro, sappiamo che nulla è stato fatto. Per questo abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata una denuncia-querela contro le istituzioni che hanno ignorato ripetutamente il nostro grido d’allarme. Alla magistratura abbiamo chiesto di fare piena luce sulle responsabilità degli Enti competenti, valutando eventuali profili di illecito penale, al fine di procedere nei loro confronti, riservandoci di costituirci parte civile in un eventuale procedimento penale.

Con la consapevolezza di non potersi aspettare interventi tempestivi, visto che ad oggi nulla di concreto è stato fatto, si può contare però sulla parte migliore della società: i cittadini sentinella. Sono quelli che agiscono per il bene comune, impiegando tempo ed energie per difendere la vita partendo dalla tutela del territorio.

Maura Messina

photo-gallery di Massimo Ginelli

Articoli correlati

Ambiente | 24 novembre 2017

L’INIZIATIVA

Cartelloni contro gli sversamenti illeciti di rifiuti. L’idea della III Municipalità di Napoli guidata da Poggiani

Ambiente | 19 novembre 2017

LA REPRESSIONE

Foglio di via per Riccardo, attivista No Tap: non potrà mettere piede a Melendugno per tre anni

Ambiente | 13 novembre 2017

L’INVASIONE

Follia Tap, 500 militari assegnati ai cantieri per un mese. Militarizzata nella notte tutta l’area