venerdì 24 novembre 2017
Logo Identità Insorgenti

DOPO LA SPARATORIA

La prefettura di Caserta scioglie il contratto a “La Vela”. E l’Opg diffonde un video con le agghiaccianti testimonianze

Campania, Integrazione, Razzismo | 13 novembre 2017

La Prefettura di Caserta ha avviato l’iter per la risoluzione del contratto con il Consorzio di cooperative che gestisce a Gricignano d’Aversa (Caserta) il Centro Temporaneo di Accoglienza per migranti “La Vela”, dove ieri  Bobb, un 19enne richiedente asilo del Gambia è stato ferito gravemente con due colpi di pistola alla bocca dal socio di una delle tre coop perché aveva dato fuoco per protesta alla propria stanza; l’aggressore, il 43enne Carmine Della Gatta, è stato fermato per tentato omicidio, ma il ferimento ha scatenato l’ira di una trentina di migranti, che hanno formato delle barricate in strada, rimosse dopo alcune ore solo grazie all’intervento e alla mediazione delle forze dell’ordine.
La Prefettura ha anche ordinato che la struttura, che sorge in via Leonardo da Vinci e dà accoglienza a circa 150 richiedenti asilo delle più varie etnie e religioni, dai pachistani ai nigeriani, dai gambiani ai ghanesi, venga svuotata nell’immediatezza.

Intanto i ragazzi dell’ex Opg Occupato di Napoli diffondono la testimonianza audio e video di quando hanno sparato a Bobb: il collettivo di via Imbriani ha incontrato i ragazzi che vivevano al CAS gestito dalla cooperativa La Vela. che hanno raccontato loro cosa è successo quella sera e cosa era accaduto prima, quotidianamente, nel centro, dove vivevano 150-170 persone. “Bobb come altri ragazzi viveva dentro un bagno (la sua stanza era stata ricavata così!). Qualche mese fa viene investito mentre è in sella alla sua bicicletta, si distrugge la spalla, dopo qualche settimana tornerà a lavorare in un campo agricolo, nonostante non stia bene ancora. Continua a chiedere soccorso dentro il centro d’accoglienza ma ogni tentativo è vano. A metà giugno il padrone, che gli deve arretrati, gli fa una proposta geniale, lavorare dalle 7 alle 19 senza variare il salario che ancora non aveva visto.

Bobb non accetta, propone di ridurre di due ore, così alcune persone, lo picchiano, e gli aprono la testa con una bottiglia di vetro per conto del padrone. Anche se torna al centro in condizioni spaventose, non verrà portato in ospedale, nessun medico lo visiterà.

Da quei giorni la vita di Bobb cambia radicalmente. Al dolore alla spalla si aggiunge un’emicrania che non gli permetterà più di vivere. A volte dimentica la strada per ritornare al centro d’accoglienza, è esasperato, ma tutte le richieste di soccorso vengono gestite chiamando la polizia.
La vita di Bobb ormai è un incubo, nelle ultime settimane non chiede più soccorso. Si reca dagli operatori e chiede loro di voler essere rimpatriato in Gambia, dice più e più volte che se deve morire almeno vuole farlo vicino a suoi cari. Bobb non vuole più niente, vuole solo tornare a casa.

Fino alla giornata di venerdi, quando la rabbia e la rassegnazione esplodono in una protesta.
Fuori dal centro si sentono delle urla, c’è un uomo che i ragazzi non hanno mai visto prima che urla e brandisce un pistola. E’ Carmine della Gatta, socio della cooperativa gestore, che avanza verso Bobb, puntando la pistola, gli intima di rientrare nel centro. Bobb si rifiuta di obbedire. Della Gatta sferra un durissimo colpo con il calcio della pistola a Bobb, lo fa una seconda volta, poi esplode un colpo verso il volto di Bobb. Bobb cerca disperatamente di proteggersi il capo e allontanarsi, ma dopo l’esplosione del colpo cade a terra.
Il signor Carmine della gatta, non soddisfatto, punta l’arma nuovamente al volto di Bobb agonizzante a terra, gli spara di nuovo. Della Gatta, infastidito dalle urla di un giovane amico di Bobb, gli punta la pistola contro, così come agli altri migranti che cominciano a uscire dal centro.
Poi un uomo sbuca fuori da un’autovettura, afferra per il braccio Della Gatta e si danno alla fuga. Bobb rimarrà a terra con il sangue che sgorga inarrestabile per più di 40 minuti. Quello che riferiscono alcuni ospiti della struttura è che la zona del delitto non viene isolata, molte persone ci cammineranno sopra”.

Articoli correlati

Campania | 24 novembre 2017

FESTE IDENTITARIE

Tutto pronto per la festa di Sant’Andrea, il San Gennaro di Amalfi

Beni Culturali | 24 novembre 2017

REGGIA DI CASERTA

Biglietti e abbonamenti annuali per il Palazzo e il Parco. Ecco cosa cambia

Campania | 24 novembre 2017

IL FESTIVAL

A Linea d’Ombra incontri con Paolo Genovese, Alessandro Rak, Sydney Sibilia e i Manetti Bros