sabato 16 dicembre 2017
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ESEMPIO “PORTICI RIBELLE”

Nasce Itaca, uno spazio occupato per attivare il territorio e fare cultura e aggregazione

Attualità, Prima Slide | 27 marzo 2017

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni o i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere:
non sara’ questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi o Lestrigoni no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga,
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre,
tutta merce fina, e anche profumi
penetranti d’ogni sorta, piu’ profumi
inebrianti che puoi,
va in molte citta’ egizie
impara una quantita’ di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
Raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
Soprattutto, pero’, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra’ deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia’ tu avrai capito cio’ che Itaca vuole significare.

(1911 – Konstantinos Kavafis)

Sono anni che seguiamo i ragazzi di Portici Ribelle, dai tempi in cui loro non erano ancora Portici Ribelle (ma, in larga parte, si aggregavano sotto l’egida dell’associazione Odissea) e noi non eravamo, ancora, giornale.

Condividemmo anni fa quel famosissimo girotondo intorno agli scavi di Pompei che ne segnò la rinascita e il rilancio: battaglie indimenticabili e fondamentali, in difesa dell’identità, della cultura, della storia.

E’ questo, del resto, anche oggi, il principale filone di attività dei ragazzi di Portici da tempo impegnati anche in un confronto con altri soggetti ribelli di Napoli e provincia: ma per loro, a differenza di tanti, l’identità e la cultura costituiscono temi centrali nel loro lavoro. E inoltre sono totalmente autonomi, sia dalla politica che da altri gruppi, tant’è che come Portici Ribelle non si presenteranno alle elezioni amministrative nè appoggeranno alcun candidato. Il che rende la loro azione ancor più significativa, nonostante il tentativo di alcuni di metterci il cappello su.

Anche per questo, non a caso, i ragazzi di Portici ribelle hanno scelto il nome Itaca per lo spazio che hanno occupato da qualche giorno.

Ci spiega Alfonso: “Abbiamo liberato uno spazio che abbiamo chiamato Itaca perché vorremmo si trasformasse dalla casa di nessuno – era abbandonato da decenni – alla casa di tutti. Vorremo sia l’inizio di un viaggio bellissimo. Vorremo diventasse non il sogno di pochi ma la realtà che comincia”.

E a Portici l’iniziativa è stata accolta benissimo, con il sostegno proprio della gente del territorio, che ha partecipato a queste prime ore di vita di Spazio Itaca: si trova in via Università 110, nella zona confinante con Ercolano, in una strada che di spazi vuoti lasciati al degrado ne ha tantissimi.

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga,fertile in avventure e in esperienze. Per tutti tutto. Per noi l’allegra ribellione. Per noi, niente” scrivono sulla pagina di Portici Città Ribelle, Alfonso e gli altri.
Per noi niente è il motto del subcomandate Marcos: noi nel senso privatisco, personale, non vogliamo niente – spiega ancora Alfonso – Per tutti come comunità, come persone tutto. Cioè singolarmente non siamo nessuno insieme siamo tutto
Pure Ulisse era Nessuno. E poi citiamo Kavafis, anche per lui ci chiamiamo così”.

Cultura e identità, appunto.

Dopo l’occupazione e la “braciata sociale” di ieri, a Spazio Itaca si è in assemblea permanente. In attesa di ripulire ulteriormente e rendere accessibile la stanza principale dello spazio, dove poter fare un’assemblea allargata più ampia, intanto è comparsa una teca con su scritto “proposte”: dal doposcuola a iniziative legate all’identità, sono già diverse quelle che sono arrivate e che animeranno il nuovo spazio di Portici.

Comunque non vogliamo fare le feste o propaganda marxista. Ci conoscete: vogliamo fare una cosa aggregativa e culturale che sia utile al territorio” aggiunge ancora Alfonso. “Teatro, sportello legale, corsi di artigianato ai ragazzi. L’idea è di dare a tutti una possibilità di esprimersi” conclude.

E allora in bocca al lupo e lunga vita a “Spazio Itaca” che risponde a quell’idea di “occupazione” che sentiamo di abbracciare sempre e comunque: quando sei capace di riprenderti i territori e offrire loro opportunità con un lavoro quotidiano e collettivo –  del quale vi daremo conto via via – non possiamo che applaudire e condividere. Ancor di più quando i protagonisti sono vecchi compagni di viaggio, coerenti con la propria storia.

Lucilla Parlato

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