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ESERCIZI DI MEMORIA

Napoli Direzione Opposta recupera una vecchia intervista di Troisi: “Nessuno riuscirà mai a raccontare Napoli”

Identità, NapoliCapitale | 10 gennaio 2018

I ragazzi di Napoli Direzione Opposta, coordinamento di alcuni movimenti napoletani, ripropongono questa vecchia intervista a Massimo Troisi, che riprende molti dei temi che affrontano quotidianamente attraverso la propria pagina Facebook.

“Questo pezzo in particolare, fatto prima dell’uscita di “Pensavo fosse amore invece era un calesse” da Gianni Minà , è un inedito che affronta il difficile tema del rapporto tra Napoli e il mondo della cultura e dello spettacolo – spiegano – Citiamo un pezzo dell’intervista che a noi è parso molto attuale. Tanti oggi sciacallano su #Napoli…senza provare ad essere #napoletani. E proviamo a dirlo con parole non nostre, ma di un grande testimone e abitante della città.

“Secondo me è uno sciacallaggio che fanno in molti ‘e vulè raccontà (di volere raccontare) Napoli, poi invece ognuno racconta la sua Napoli, perché Napoli – dico una cosa banale, (già detta) – è piena di contraddizioni, è così diversa in ogni piccolo angolo che vaje, secondo me non si riuscirà mai a raccontare effettivamente Napoli. E’ raccontarsi. Ognuno che è di Napoli, che si racconta, racconta un pezzo di Napoli, ma non partendo dal punto di vista sociologico, politico, è ‘nu fatto molto più umano, dentro di sentimenti, come, non a caso Pino Daniele fa le musiche di questo film… [Pensavo fosse amore invece era un calesse] “

Noi anche proviamo a raccontare un pezzo di #Napoli: il pezzo delle #lotte, degli abitanti degli spazi #benicomuni della nostra città, e delle esperienze di #mutuosoccorso. Ci auguriamo di farlo al meglio!”

ED ECCO IL TESTO DELL’ INTERVISTA INTEGRALE – Nessuno riuscirà mai a raccontare Napoli

Come mai hai scelto poi di stare a Roma […] visto che poi nel tuo cinema c’è ancora molto di Napoli?

C’è Napoli perché ci sto io. […] Ci sono io nato a Napoli che parlo in un certo modo, però non penso mai di aver fatto dei film dove racconto Napoli. Nun m’aggio mai posto ‘stu probelma del “napoletano nuovo” e del perché a Napoli succedono delle cose, perché non sono nemmeno – forse – la persona più adatta.
Secondo me è uno sciacallaggio che fanno in molti ‘e vulè raccontà (di volere raccontare) Napoli, poi invece ognuno racconta la sua Napoli, perché Napoli – dico una cosa banale, (già detta) – è piena di contraddizioni, è così diversa in ogni piccolo angolo che vaje, secondo me non si riuscirà mai a raccontare effettivamente Napoli. E’ raccontarsi. Ognuno che è di Napoli, che si racconta, racconta un pezzo di Napoli, ma non partendo dal punto di vista sociologico, politico, è ‘nu fatto molto più umano, dentro di sentimenti, come, non a caso Pino Daniele fa le musiche di questo film… [Pensavo fosse amore invece era un calesse]

Perchè hai scelto lui?

Perchè mi sono sempre molto identificato io con Pino Daniele, rispetto non a Napoli, ma rispetto alle cose che ho sempre fatto, anche quando lavoravo con la Smorfia, ho sempre pensato che il corrispondente in musica, quello che io volevo fare o facevo, in teatro, in cinema, era Pino Daniele.
C’è comunque ‘sto fatto di ghettizzarlo ‘nu poco, con il fatto che “ Napoli, parla di Napoli…”.
Secondo me è riduttivo perché è quasi come dire “vabbè Pino Daniele è bravo, canta bene, scrive bene la musica…” (in risposta) “Vabbè grazie! E’ napulitano…!” comm si fosse ‘na cosa – hai capito? – ca uno dice: “Chillo è biondo!” (in risposta) “Grazie è biondo…”.
Eh no! Bisogna essere pure bravi, non basta essere napoletani.
Infatti secondo me artisticamente poi ci stanno tanti altri napoletani, sia in musica, che nello spettacolo, e nel cinema, che non riescono ad essere così bravi quanto Pino, tanto per fare un esempio, voglio dire, e ad esprimere questo sentimento che va aldilà dell’esteriorità di Napoli, che è una cosa che ti porti dentro, ‘na cosa che ti aiuta dal di dentro, e invece come dicevo prima c’è ‘sta corsa, ‘sto sciacallaggio, perché è ‘nu poc come ‘e ffaie, come fai i film sul Vietnam, i film sugli indiani, cioè ‘na serie dove ognuno attingeva, sfruttava, però a me non è nemmeno che me da’ fastidio, voglio dire, me sta pure bene che ognuno poi racconta quello che vuole, e ognuno faccia quello che vuole, però ‘stu fatto ‘e ricercà sempre e continuamente Napoli a tutti i costi, sia nei film, sia nelle canzoni, mi pare esagerato voglio dire.
Mi è capitato pure con altri film addò ‘a primma cosa ca scrivevano è “…ma Napoli dov’è?” (in risposta) “ma chi v’ha itte ca je vulevo parlà ‘e Napule?” (chi vi ha detto che io volevo parlare di Napoli?).
Cioè appena non ci sta Napoli , non ha senso che io faccio un film. Capito?!
E chest’ me pare strano insomma. E’ come se appunto – per carità con le dovute distanze, accussì – però è come si Fellini ogni film se dicesse “Vabbè…e Rimini? Addò sta? ‘E fatto Casanova, ma Rimini nun s’è vista proprio…”
Perchè chill adda rimanè a raccuntà addò è nato? Oppure ‘nu regista in un film è comm e ‘na carta d’identità?
Allora Spielberg è nato su un pianeta lontanissimo perché ha fatto ‘e guerre stellari.
Non lo so, questo è un accostamento, ed è ‘na cosa ca nemmeno me pesa portarmi dietro, però me pare strano che invece ogni volta si calcava, comm se ogni volta ca se parlass’ ‘e Napule, ognuno è sociologo di Napoli, chillu la che capisce e “sa perché…”.
Io non ci credo tanto nella gente che sa sempre tutto su tutto, e spiega tutto, per me è un pezzettino. Ognuno racconta questo pezzettino sulla storia di Napoli, o da napoletano, probabilmente forse è più questo, più che su Napoli. Me pare ‘na cosa ‘ca se trascina stancamente da sempre ‘sta cosa e Napoli…i napoletani…
E quindi è ‘nu poco ‘na condanna, no perché uno non lo vuole, ma perché ‘a ricerca è sempre e soprattutto su questo, dimenticandosi ca uno bravo è bravo pure si è svedese, voglio dire no? Non c’è bisogno di essere napoletano pe sapè cantà…cioè è ‘nu luogo comune ‘ca si uno ce vo rimanè attaccato, va benissimo, poi i siciliani so gelosi, i neri sanno ballà…consoliamoci anche noi in questa cosa qua”.

Ecco l’estratto video:

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