sabato 16 dicembre 2017
Logo Identità Insorgenti

Natale a Caltagirone. Dall’8 dicembre il tradizionale tour dei presepi, dove trovare le card

Arte e artigianato, Identità, Sicilia, Turismo | 6 dicembre 2017

Anche in Sicilia fervono i preparativi per il Natale, e in particolare per quello che ormai da anni è diventato un appuntamento irrinunciabile, per grandi e bambini: la visita ai Presepi di Caltagirone. La tradizione del presepe, qui come in tutto il Sud – siamo “uomini d’amore” come diceva De Crescenzo –  è molto sentita e Caltagirone vanta una tradizione artistica che risale al XVII secolo. Siamo stati nella città della ceramica per un giro prenatalizio ed abbiamo preso informazioni utili per chi volesse visitarla nei giorni di festa, programma alla mano. Difatti, sebbene qualche presepe sia già pronto e visitabile, ufficialmente il programma della visita ai Presepi partirà l’8 dicembre (il giorno dell’Immacolata per tradizione è dedicato all’allestimento del presepe), e fino al 6 gennaio la cittadina calatina sarà crocevia turistico, pertanto è utile arrivare preparati perché i presepi sono davvero tanti e dislocati in varie zone e ci sarà parecchia confusione.

Caltagirone ci accoglie con il suo marchio inconfondibile mentre costeggiamo la villa – dieci ettari di giardino dentro la città – con le sue balaustre in terracotta, sormontate dalle famose pigne verdi e dai caratteristici vasi dipinti con i colori tipici. Percorriamo via Vittorio Emanuele e facciamo incursione in una bottega aperta di un ceramista al lavoro. Uno spettacolo… La via pullula di botteghe di artigiani. E mentre proseguiamo verso il centro storico della città, piazza del Municipio, facciamo caso alla presenza, quasi imbarazzante  (sembra ci osservino ovunque andiamo), delle famose “Teste di Moro”, uno dei simboli più famosi dell’arte ceramista calatina.

E per chi non la conoscesse ci piace raccontare la leggenda che ha dato origine a queste affascinanti opere.

Si narra di una giovane donna palermitana, bella da stordire, abitante nel quartiere che oggi è denominato Kalsa, che trascorreva molto tempo alla finestra a curare i suoi fiori. Durante la dominazione dei mori, un sultano la notò e se ne innamorò perdutamente. Dopo un breve corteggiamento, che la donzella non era indifferente alle attenzione del moretto, i due vissero un’appassionante storia d’amore, appassionante ma breve… Il sultano, infatti, risultò ammogliato e con prole e, avvicinandosi il giorno della partenza, confessò tutto alla donna siciliana. Grave, gravissimo errore. Noi donne del sud in amore siamo passionali, ma gelose oltre misura e se tradite, vendicative. E la bella picciridda se ne ebbe a male, troppo a male, così durante l’ultima notte d’amore decise bene di tagliare la testa al suo moro. Ma lo fece piangendo s’intende, eh, perché lo amava. E dato che non si voleva rassegnare alla perdita di quell’amore, pose la testa sul suo davanzale facendone una sorta di vaso e vi piantò una pianta di basilico. Il basilico, così profumato, era considerata l’erba dei sovrani ed era sacra. La siciliana si prese cura così del suo amore e vi piangeva sopra ogni giorno. Di modo che il basilico crebbe rigoglioso ( chissà che non sia nato in quell’epoca il pesto siciliano…) e i vicini, invidiosi – i vicini da che mondo è mondo sono sempre invidiosi ( se no che ci sta fare il detto “L’erba del vicino è sempre più verde”?) – commissionarono ai vasai ceramisti delle teste proprio come quella e abbellirono tutta Caltagirone con questi singolari vasi.

Un’altra versione della leggenda vuole che il Moro e la Siciliana, invece – in versione Romeo e Giulietta – , si amassero di un amore contrastato dalla famiglia di lei e, che una volta scoperto, fossero decapitati e le loro teste affisse insieme su di una balconata, a monito contro ulteriori incaute passioni. Da qui si spiegherebbe la quasi costante contemporanea presenza di una testa di uomo e di una di donna. Noi ne abbiamo incontrate tante e nei posti più impensati: una coppia persino sul bancone di un bar del centro, appena sopra la scritta “Latte di riso”.

Arriviamo in piazza del Municipio e non possiamo non affacciarci sulla scala di Santa Maria del Monte, 142 gradini di pura arte. La sua costruzione risale al 1600 ma la decorazione con i rivestimenti in maiolica si deve a un progetto del 1956 del professore Antonio Ragona, il quale previde la realizzazione di un disegno, con pattern e colori diversi, per ogni scalino, in ordine ‘cronologico’ rispetto al motivo che portano. Così si trovano a succedersi elementi tipici degli stili arabo, normanno, svevo, aragonese, spagnolo, rinascimentale e via dicendo fino alla sommità, il contemporaneo. La scala è protagonista di due feste religiose, dedicate alla Madonna: l’infiorata nel mese di maggio, mese mariano, in cui si riveste di fiori e poi nel mese di agosto, il 14 e il 15, per l’Assunzione, in cui si illumina con dei ceri che creano disegni particolari,  per dar vita alla famosa Scala Illuminata.

Dalla leggenda alla storia, fino alla tradizione: veniamo al Natale e al programma di quest’anno organizzato dal Comune nonché dall’Associazione Amici del Favo. Sì perché se l’Amministrazione Comunale ha previsto una card  per la visita di sedici Presepi di qualità, scelti per il particolare valore artistico, culturale e storico, i Presepi da visitare sono molti di più. L’associazione Amici del Favo, per esempio, presente sul territorio dal 2000, propone la visita ai presepi che gestisce con delle novità assolute, come il più bel presepe barocco di Caltagirone, per la prima volta esposto con figure a grandezza umana con stoffe originali del tempo, il Presepe di pane, il Presepe di Carta e tanti altri presepi delle varie tradizioni del mondo.

La storia dell’associazione riporta un episodio che lega la Sicilia a Napoli e che citiamo, come sempre quando ne troviamo, con grande orgoglio e soddisfazione:

“Michele Perniciaro viene subito rapito dalla magia del presepe già in giovane età ad ogni Natale il presepe su di un piccolo tavolo con i personaggi tipici della tradizione siciliana adornato con arance e mandarini creando un’atmosfera natalizia tipica di Caltagirone. La sua vera passione viene grazie agli insegnamenti di Suor Giuseppina Catapano di origine napoletana dell’Ordine delle Suore delle Figlie della Carità. Ancora tredicenne, il suo primo riconoscimento fu la donazione di un bambinello in cartapesta del ‘700 conferitogli dalla stessa Suor Giuseppina in occasione di un concorso di presepi. Il cammino artistico di Perniciaro è segnato da notevoli creazioni artistiche . Altre opere di notevole fattura sono state realizzate in tutta Italia. Nel corso degli anni di attività presepistica ha ottenuto riconoscimenti dalla Città di Caltagirone, dalla Provincia regionale di Catania e dalla Regione Sicilia nonché premi a livello nazionale e riconoscimenti internazionali. Non mancano segni di stima da Diocesi, Parrocchie ed Istituti Religiosi come pure plausi ed encomi da parte di Istituti Scolastici. La passione di Perniciaro è suggellata dalla fondazione dell’ ”Associazione Amici del Favo” nell’anno 2000 che raggruppa tutt’ora cultori e appassionati di questa antica tradizione popolare. L’obiettivo che persegue l’associazione è l’operato che ogni associato emana attraverso la creatività del presepio i valori e lo spirito evangelico. Con la nascita dell’Associazione la passione si esprime nei molteplici allestimenti nella Città di Caltagirone come pure la nascita del Museo dei Presepi e poi il Museo dei Diorami che ha visto migliaia di persone provenienti oltre che dall’Italia da altri paesi del mondo. Il “Museo dei presepi di tutto il mondo” raccoglie oltre 2500 pezzi provenienti da tutte le parti del mondo, con datazioni a partire dal XI sec. fino ai giorni nostri” ( dal sito de “I presepi di Caltagirone”).

Tra i presepi dell’Associazione vi sono chicche come il Presepe di Caltagirone in miniatura, con una riproduzione in scala dei monumenti della cittadina e poi da non perdere il Presepe animato più grande d’Italia con 400 mq di presepe, in stile siciliano con oltre 300 personaggi ritratti in momenti di vita contadina.

Le card del Comune sono acquistabili presso l’Ufficio Turistico Unificato, in via Duomo 15 mentre l’Associazione degli Amici del Favo hanno sede in via SS Salvatore, 28. Ma in giro di presepi ne troverete ovunque, anche inaspettati, perché qui ci piace “o’presepio” …

Appuntamento all’8 dicembre!

Articolo e gallery di Barbara Mileto

 

Articoli correlati

Arte e artigianato | 15 dicembre 2017

A PEZZE DI GRECO

Tutto pronto per dare il via alla trentunesima edizione del Presepe Vivente

Arte e artigianato | 29 novembre 2017

ARTE

Ai Magazzini Fotografici di Napoli arriva Brian Griffin per la prima mostra personale

Arte e artigianato | 24 novembre 2017

INIZIATIVE SOLIDALI

‘O ssaje comme fa ‘o core, un calendario con gli artigiani del centro storico per acquistare un defibrillatore