sabato 21 ottobre 2017
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GIORNO DELLA MEMORIA

Se la storia vera del Sud è considerata inutile dal quotidiano che una volta rappresentava Napoli

DueSicilieOggi, Storia | 10 agosto 2017

Il Consiglio Regionale della Puglia vota a favore dell’ istituzione di una giornata della memoria (il 13/02) per ricordare le vittime meridionali dell’unità d’Italia.
Della strage dell’unità d’Italia.
Vittime per troppo tempo dimenticate, insieme ad una storia mai narrata e distorta ad arte dai vincitori.
“Il Mattino” ha pensato di creare un dibattito sulle sue pagine tra intellettuali.
Ieri ha ospitato le opinioni di Massimo Adinolfi e Gianfranco Viesti, che più che dibattere facevano a gara a chi la riteneva più inopportuna, strumentale, inutile.
Oggi invece dibatte sul tema (da solo) lo scrittore/giornalista Raffaele Nigro.
È il caso di ricordare che non parliamo delle opinioni di Salvini o Giletti, di Borghezio o Nina Moric (anche se, in quanto a pochezza, il Nigro riesce a superarli), ma di uno scrittore pluripremiato con svariate lauree honoris causa.
E cosa ci dice il professorone? Comincia domandandosi: “ Perché (commemorare) solo questi? Sono morti privilegiati? – Cos’è quest’aria reazionaria che ha portato il Sud a un leghismo all’incontrario?
Ed ecco che il meridionalismo diventa, secondo il Nigro, “passione sanguinaria e disgregatrice” che vorrebbe ricreare la “Nazione Napoletana”.
E lui non ci starebbe in un Regno del genere (ma poi chi ha mai parlato di regno oggi?) “dopo aver visto Gomorra e l’esaltazione che ne fa Saviano (anche gli Intellettuali con la I maiuscola, Italiani, giudicano Napoli da Gomorra), ma “neppure con Palermo che uccide i Magistrati” e “Reggio Calabria che favorisce rapimenti e ammazzamenti”.
E prosegue con l’elenco delle brutture e delle inefficienze del Sud, dalle ferrovie alle autostrade, con la domanda:” è questa l’Italia che abbiamo ereditato dal Regno di Napoli? (no, idiota, questa l’avete creata voi). –“Con l’85% di analfabeti questo è il ricordo che magnificano i gruppi neoborbonici?”. Come se le istanze del Sud odierne fossero rappresentate solo dai neoborbonici.
Poi la domanda oltre la.quale ho avuto difficoltá nel continuare a leggere:” Le questioni BANDITESCHE (?) appartengono al cimitero del tempo. Ve la sentireste di creare una giornata per Bin Laden o l’Isis? Anche loro nel cuore avevano ragioni politiche”.
Vergogna. Un popolo che si difendeva da un esercito invasore paragonato all’Isis.
I valorosi patrioti tutti Bin Laden.
Quasi quasi rimpiango le opinioni di Borghezio e Salvini al riguardo.
L’articolo poi va avanti con sproloqui e falsi storici ma mi fermo qui perché ce n’è abbastanza per vomitare.
La nostra colpa è sempre la stessa: quella di “ricordare”. Addirittura una giornata della memoria, poi.
Dopo 150 anni di lavoro per seppellire il ricordo di una guerra mascherata da “unificazione” ( non richiesta né trattata, ma fa niente).
Dopo aver celebrato da eroi gli autori dei più effimeri massacri, di fucilazioni di massa, di libertá di stupro concesse ai soldati, di paesi rasi al suolo, di infiniti saccheggi.
Di terre confiscate, industrie smantellate e trasferite al nord.
Di un regno (Piemontese) pieno di debiti che vennero ripianati dalle ricche riserve dell’altro regno.
E di un popolo, quello meridionale, che per ricompensa venne tassato in maniera così iniqua (dovevamo pagare le spese della “liberazione”) da ridurlo all’impoverimento totale con milioni di persone costrette ad emigrare.
Tutto questo, e altro ancora, non si può ricordare.
Verrebbe meno la storia riscritta, quella che vuole un Sud palla al piede del Nord, un meridione “arretrato” e “sfaticato”. Inferiore “scientificamente” come emerge dagli studi di Cesare Lombroso.
Se riscrivi la storia, neanche tanto lontana, e proseguita per disparitá fino a ieri, devi riscrivere il presente.
E se riscrivi il presente magari si cambia un po’ anche il futuro e questo non va bene.
Ma l’amarezza più grande è che questi Professori della disinformazione trovano carta igienica sulla quale scrivere non su “Libero” o “Il Giornale” ma sul più antico e prestigioso quotidiano del Sud Italia.
È proprio il caso di dirlo che il buongiorno si vede da “Il Mattino”.

Maurizio Zaccone

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