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IL MITARIELLO

Leggenda di Donna Concetta, la capa che suda alle Fontanelle

Mitariello | 3 febbraio 2018

Continuando il nostro viaggio (un po’ macabro ed esoterico, ma Napoli ha solide radici piantate in entrambi i terreni..) nelle leggende del cimitero delle Fontanelle e  dopo quella del Capitano con il suo sottofondo  di morte e vendette ai matrimoni,  ci imbattiamo nella storia di Donna Concetta più nota come ‘a capa che suda.

La particolarità di tale teschio, posto all’interno di una teca, è la sua lucidatura: mentre gli altri crani sono ricoperti di polvere, sudici e non troppo curati quest’ultimo è invece sempre ben lucidato. Razionalmente questo fenomeno  forse avviene perché raccoglie meglio l’umidità del luogo sotterraneo ma  dai credenti e dai devoti è stata sempre interpretata come sudore:

“Se domandate ai devoti vi diranno che quell’umidità è sudore delle anime del Purgatorio”.

Difatti gli umori che si depositano su questi resti sono ritenuti dai fedeli acqua purificatrice, emanazione dell’aldilà in quanto rappresentazione delle fatiche e delle sofferenze cui sono sottoposte le anime per scontare il purgatorio e ascendere finalmente e meritatamente in paradiso.

Secondo la tradizione, per una sorta di “loop della grazia “, anche donna Concetta si presta a esaudire delle grazie dopo averne chiesta a sua volta una; per verificare se ciò avverrà, basta toccarla e verificare se la propria mano si bagna in caso contrario   invece, se il cranio non suda, interpretate tutto ciò come un cattivo presagio poiché significa che l’anima abbandonata sta soffrendo e non può concedere la grazia. Una sorta di  “Ritenta sarai più fortunato” però con le cape di morto protagoniste.

Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio.

(Lorenzo Milani)

Prendo  in presto la citazione di Don Milani non per chiedere anche io una grazia ma per raccontare la storia di Donna Concetta.

La leggenda narra che una popolana molto conosciuta nel quartiere e che  sperava ardentemente di realizzarsi mettendo al mondo un figlio visto che tutte le sue amiche al bar durante gli #apericena li esibivano a mò di trofeo,  del tipo “pieVgioVgio già sa parlare 3 lingue e domare un puma solo apponendo il palmo della mano sulla testa” . Stanca  di tutto ciò e pensando che tutto sommato un altro poco e  il suo utero  avrebbe iniziato a cantare Scetate oj bella  di Ciociano (pezzo molto bello, un classico. Ascoltatelo )per vedere il suo desiderio esaudito decise di recarsi alle Fontanelle per chiedere a un’anima del Purgatorio la grazia.  Gira e rigira, visto che il tempo passava e la sotto non pigliava manco il 4g, scelse un teschio a caso, recitò alcune preghiere, si accostò ad esso e lo accarezzò delicatamente per assicurarsi che l’anima del morto accogliesse la sua richiesta. Dopo poco la donna rimase incinta e allo scadere dei nove mesi diede alla luce un bimbo sano e vivace. Terminata la convalescenza conseguente al parto, o’battesimo, le foto selfie e tutte le conseguenze social che porta una piccola anima, Donna Concetta tornò al cimitero per ringraziare l’anima del defunto che l’aveva aiutata. Quando arrivò sul luogo notò che il teschio che aveva prescelto come suo interlocutore emanava una luce abbagliante, tipo le insegne di alcune cornetterie della periferia di Napoli, mentre tutti quelli intorno apparivano opachi e ricoperti di polvere. Da quel giorno la donna adottò il cranio e divenne una fervente devota di quell’anima ignota che le era venuta in soccorso dal suo luogo di espiazione.

Questi fatti unici e irripetibili descrivono l’anima e il “carattere” di un popolo indomito, quello napoletano, capace di trasformare anche le situazioni più drammatiche in occasioni di riscatto e spiritualità, difatti di solito quando i credenti sono in difficoltà e vivono una situazione precaria, decidono di rivolgersi alle anime del Purgatorio perché si crea una particolare sinergia tra coloro che si sentono deboli in vita e coloro che lo sono nella morte. (una sorta di mal comune mezzo gaudio che funziona da tramite con l’aldilà)

A queste anime però non si possono chiedere miracoli perché non si tratta di santi e non possono intervenire in una situazione eccezionale. A loro si chiedono delle grazie relative alla quotidianità dell’esistenza che hanno a che fare con matrimoni, figli, lavoro o salute.

Pure nelle alte (altissime sfere) la burocrazia  è nu cacamient e’cazz.

Aniello Napolano

 

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