lunedì 23 ottobre 2017
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IL PUNTO GG

Cara Identità, sarò sincero: non tutti siamo geni (a proposito del Corno di via Caracciolo)

Rubriche | 12 agosto 2017

Sarò sincero, reggetevi forte: non tutti siamo dei geni, non tutti diventeremo degli attori famosi, non tutti saremo dei manager affermati, non tutti possiamo essere Kennedy ma nemmeno Obama, non tutti possiamo pensare di essere Totò, Charlot, Massimo Troisi, non fosse altro per l’implacabile legge della statistica.

E invece conosco migliaia di contemporanei autoproclamati geni, masse di attori famosi , che sono sì famosi, ma famosi per essere quei tizi che pensano di essere famosi dopo una comparsata in una serie famosa. Poi conosco tantissimi manager che hanno lo yacht come quelli che hanno migliaia di dipendenti mentre loro hanno solo lo yacht perché non hanno pagato i dipendenti e conosco pure migliaia e migliaia di Kennedy che dei Kennedy hanno solo preso il vizio di favorire la famiglia , decine di Masaniello che di lui in realtà hanno solo bevuto il bicchiere drogato del potere, dozzine di Martin Luther King che amministrano la cosa pubblica facendosi delle pippe per le quali godono chiaramente da soli . Sono persone elette con pochi voti di città che scrivono e parlano come se fossero capi supremi della Galassia e che si sentono in diritto di indicare le vie per la Felicità, per il Bene Comune (manco l’acqua), per Libertè, Egalitè , Fraternitè (io fotto a te, io fotto a te) che nemmeno Rousseau si sarebbe permesso. Ed infine , giusto per concludere con le citazioni delle categorie iniziali, guardo in TV programmi comici con decine e decine di personaggi convinti tutti di essere davvero dei comici eccezionali il che statisticamente non è possibile, ripeto, non è possibile, visto che di comici eccezionali ne conosco pochissimi da Totò in poi, forse altri due ma non ne sono sicuro.

Quello che volevo dire con questa mia iperbole è che sui social e quando dico social dico tre quarti del luogo in cui ormai lasciamo i nostri passi, bisognerebbe stare molto calmi. Io sono un artista e so di essere uno dei tanti , certo spero di essere smentito, ma non da me, dagli altri, dal pubblico, dalla gente, dal Tempo.

PS A proposito del corno di Via Caracciolo, una delle tante invenzioni di chi si sente come uno dei tanti Wonderman di cui sopra: io sono un napoletano che fa tanto per togliersi di dosso l’etichetta della Scaramanzia, di San Gennaro genio della fortuna, del Tribale, dello stereotipo. Io come napoletano a Via Caracciolo avrei messo una torre della Filosofia , avrei concesso lo spazio a chi mi realizzava il libro più alto del mondo, ad ogni piano mostre, spettacoli accattivanti e moderni, serate di rappers su gente come gli epicurei di Posillipo, Giambattista Vico, Giordano Bruno , Benedetto Croce. Il compito di chi sta a capo di una comunità è quello di spingerla in avanti non di tirarla per la giacca. Purtroppo la verità di Napoli oggi è il Corno perché come credeva Giambattista: “Verum Ipsum Factum” .

Gianfranco Gallo

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