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IL PUNTO GG

Quello che conta nella vita

Rubriche | 5 agosto 2017

Quello che conta nella vita è quel che fai contare tu. A parte la nascita e la morte ma anche a parte qualche malattia, un po’ di culo e un po’ di sfortuna, siamo noi che decidiamo per cosa stare male.

Le rare volte che stiamo bene pensiamo a quando le cose cambieranno in peggio, perché si sa: “il mondo è una valle di lacrime” e in vetta noi abbiamo le vertigini. Ma come dice il Gran Maestro Woody Allen: “ogni cento anni qualcuno preme un pulsante e chi c’era viene sostituito da altri” ed è così per professori famosi, premi Nobel, Stars del Cinema, Dittatori, Pazzi, Ladri e per il mondo intero. Tutti spariti una volta tirato lo sciacquone del proprio secolo, risucchiati nella migliore delle ipotesi dall’Invisibile.

Allora, dico io, perché non ci calmiamo un po’? Perché non recuperiamo le cose che veramente contano, anzi quelle che contano per noi? Immagino un mondo più consapevole e sereno dove ad ognuno basti il proprio desiderio non corrotto. Possibile che tutti mirino ad essere ricchi, belli e famosi, a viaggiare, a comparire, a litigare, ad arrabbiarsi per affermare la propria supremazia? Io non credo, io penso che abbiamo miliardi di desideri diversi ma che la promozione dei modelli umani costruiti in laboratorio con abilità, inquini le vere aspirazioni di ognuno.

Sono certo che se non influisse la propaganda, ci sarebbe qualcuno felice davvero di coltivare il pezzo di terra e basta, qualcun altro appagato dal suo comunissimo lavoro magari tramandato in famiglia, altri ancora sarebbero contenti delle loro labbra sottili o del fisico senza meraviglie e molti, non ho dubbi vorrebbero soltanto vivere di desideri piccoli piccoli.

Nelle vecchie foto dei primi del ‘900 si vedono ciabattini sereni, impiegati contenti, minatori giocosi, donne e uomini grassi, bassi, qualcuna coi baffi e qualcuno senza un capello ma tutti sorridenti ed appagati, era gente che aveva capito la vita.

Io stesso ho conosciuto all’inizio della mia carriera, bravissimi attori “caratteristi” che non miravano a fare i “protagonisti” e che stavano benissimo così, autori che scrivevano prima di tutto per il gusto di farlo e nei tempi che desideravano, professori felici senza necessariamente voler diventare primari, pittori che non puntavano ad esporre al Louvre e così via una serie di persone dalle aspirazioni genuine.

Oggi invece l’umanità corre verso il modello imposto, verso il prototipo del consumatore che ottiene qualsiasi cosa coi soldi o dal suo contraltare modello “Osho Buco” cioè la spiritualità del vuoto . E allora lotte, spinte, graffi, urla, sangue, materia contro materia, spiriti contro spiriti e buchi contro buchi.

Attenzione ai rumori quando sentirete una cassetta riempirsi d’acqua, siate pronti : qualcuno ha premuto il pulsante, ma sarà troppo tardi.

Gianfranco Gallo

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