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IL SOLITO INSAVIO

“de Magistris connivente con chi fa le stese”. Eppure per Saviano finché c’è camorra c’è speranza

Attualità, Criminalità, NapoliCapitale, Seconda Slide | 5 gennaio 2017

 INSAVIO2015

Roberto Saviano su Repubblica di oggi dopo il ferimento della bambina a Forcella scrive: “Questa città non è cambiata. Illudersi di risolvere problemi strutturali urlando al turismo o alle feste di piazza è da ingenui. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore diventa connivenza….Chi invita a distogliere lo sguardo da questa realtà mi fa paura quasi quanto le paranze che sparano.  La città è sempre stata meta di turisti, tanto più che ora il terrorismo ha precluso certe mete… Nessuno mette in dubbio che Napoli sia meravigliosa. Nessuno nega che le associazioni siano in prima linea, nessuno nasconde il lavoro staordinario dei maestri di strada o dei preti di frontiera. Ma quelli ci sono sempre stati e se aumenta l’impegno è un bene prezioso. Quello che è sbagliato è scappare in un immaginario falso di una città rinata, di risorse ritrovate che sono inesistenti… A un certo punto si preferisce invitare le persone a parlare solo delle cose belle. Che ci sono sempre state anche nei periodi più bui. Ma chiederci di non guardare le ferite, per puntare gli occhi al cielo, è omertà. È la sintesi dei deliri che sento arrivare da alcuni ambienti della città. Questa isteria sul turismo come panacea di tutti i mali mi ricorda i vecchi discorsi del centrodestra che pensava di risolvere così il disagio di una metropoli come Napoli. Ora anche la sinistra napoletana più radical si lascia andare a discorsi neoborborbonici ed è pronta a confluire nel partito di de Magistris. E il sindaco, che ha messo in cantiere una candidatura nazionale appena ha sentito parlare di proporzionale, si lascia andare a questo ritorno al passato. Parla come se fosse all’opposizione, invece è al potere. Le bellezze della città sono merito suo, il potere criminale, disoccupazione, controllo del territorio sono demeriti dello Stato. Se non è populismo questo…”. Pubblichiamo la replica di Rosario dello Iacovo.

 

Finché c’è camorra c’è speranza

Saviano, il tuttologo che parla di Napoli non vivendoci più da dieci anni, dice che De Magistris è moralmente paragonabile a chi fa le stese (per i non napoletani, raffiche di colpi d’arma da fuoco esplosi da moto in corsa contro abitazioni o esercizi commerciali dei nemici), e che la sinistra radicale è neoborbonica.

Se fossimo ai vecchi tempi, quelli di Metrovie e del Manifesto, alzerei il telefono e gli direi: «Robè, ma tu ti rendi conto della gravità assoluta delle tue affermazioni, quando paragoni un sindaco e una giunta rieletti a furor di popolo ai camorristi?», oppure: «Hai mai sentito parlare di Nitti, Salvemini, Gramsci, Zitara, ovvero della grande tradizione meridionalista di sinistra e in parte marxista, che non si è mai confusa con le nostalgie monarchiche e vandeane?».

E invece, siccome non lo sento da dieci anni, devo affidare queste mie semplici domande a facebook. Chissà che qualche amicizia comune non le porti alla sua illuminata attenzione. Anche se non mi sembra di scorgere qualche elemento di novità nella sua retorica disfattista, che da qualche anno si avvita perennemente su stessa. Sì, come un Henry Winkler che deve interpretare Fonzie per tutta la vita, perché quello è l’unico ruolo che gli concede il mercato.

E allora Robè, fattelo dire, tu che su questa immagine di Napoli ci hai costruito ricchezza, esilio dorato e gloria, augurati che la camorra ci sia sempre. Perché finché c’è camorra c’è speranza, come la guerra di un vecchio film in cui Alberto Sordi faceva il trafficante di armi.

Rosario Dello Iacovo

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