lunedì 23 ottobre 2017
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IN PUGLIA

Ceneri tossiche vendute ai cementifici, Cerano scende in piazza

Ambiente, Attualità, Politica, Puglia | 12 ottobre 2017

Le associazioni militanti del posto insorgono dinanzi all’ennesimo attentato alla salute pubblica di un territorio quale quello comprendente le provincie di Brindisi e Taranto già messo a dura prova dai soliti “noti” e cioè dalla Centrale di Cerano, dall’Ilva, dalla Cementir, ecc., eco-mostri che continuano imperterriti ad inquinare, nonostante le azioni di contrasto messe in atto dai cittadini e dalla Magistratura.

Purtroppo è di palmare evidenza l’assenza quasi assoluta dell’ente Stato sia nella normativa, che nell’azione di controllo, che dovrebbe essere molto più seria e severa considerato che siamo in presenza di aziende che agiscono in un settore estremamente delicato, con dirette ricadute sulla salute e quindi sulla vita nostra e dei nostri figli, che non può essere abbandonato alla pura e semplice logica del profitto.

E’ noto l’aumento esponenziale dei tumori nel Brindisino e nel Tarantino. Ed appare veramente abnorme quanto sta emergendo dalle indagini della Magistratura in merito a quanto accadeva nel riciclo dei rifiuti prodotti dalle lavorazioni dell’Enel di Cerano ed all’Ilva. Pare che detti rifiuti venivano utilizzati dalla Cementir nel proprio ciclo di produzione del cemento. In conclusione è molto probabile che buona parte di queste sostanze pericolose si trovino nel cemento delle nostre abitazioni.

E’ evidente che solo una forte presa di coscienza delle popolazioni interessate ed una vibrante protesta potrà convincere i responsabili della politica nazionale e regionale ad un cambio di rotta a 360 gradi.

Ed infatti solo un’azione di controllo in tempo reale ed all’interno delle strutture portatrici di alti rischi di inquinamento ambientale potrà prevenire il ripetersi di simili disastri. Infatti l’azione della Magistratura, che ha preso le mosse dal sequestro effettuato dalle Fiamme Gialle di un area sospetta presso la Cementir di Taranto, ha avuto bisogno di ben cinque anni di indagini ed intercettazioni per fare scattare i primi seri provvedimenti giudiziari quali quelli di mettere i sigilli. Nel frattempo l’inquinamento ha continuato a provocar danni.

Ma il disastro è totale anche sul piano etico. E’ evidente infatti che simili avvenimenti non rappresentano solo un danno per la salute pubblica ma anche un esempio estremamente diseducativo per le giovani generazioni, alle quali stiamo insegnando che il solo grande valore di questa società è il profitto fine a se stesso.

I No al Carbone dichiarano sul proprio blog ufficiale : “La mega centrale a carbone di Cerano rappresenta oggi l’esempio lampante del completo fallimento di un modello industriale obsoleto e imposto dal governo centrale contro il volere delle popolazioni.

Ci è stata attribuita una vocazione industriale inesistente con la promessa di uno sviluppo mai arrivato e di un benessere fittizio.
Quello che è arrivato invece è un aumento di morti e malattie, come dimostrano i molti studi medico scientifici realizzati negli anni e l’indagine epidemiologica Forastiere pubblicata solo lo scorso Luglio. Sono arrivati il business malato e costruito sulla violazione delle regole, le prescrizioni normative di ambientalizzazione disattese o spacciate per investimenti in fantomatiche “migliori tecnologie disponibili. Sono arrivati all’uso sistematico delle armi del ricatto occupazionale, del lavoro precario, del sistema delle tangenti per l’affidamento di lavori sempre con appalti al massimo ribasso.
Sono arrivati i comportamenti criminali e mafiosi come per esempio il grave danneggiamento della falda acquifera superficiale durante i lavori di scavo per la costruzione del nastro trasportatore (con conseguente desertificazione della zona di Cerano e il disseccamento dei pozzi delle aziende agricole), sono arrivate le condanne al processo del 2012 per le dispersioni di polveri di carbone su aree vastissime di terreni coltivati. Le implicazioni per traffico di rifiuti pericolosi, gli sversamenti selvaggi fino allo scandalo recente delle ceneri contaminate vendute ai cementifici.”

Il prossimo sabato 28 ottobre 2017 i comitati ambientalisti hanno deciso di andare a manifestare proprio fuori alla centrale al carbone Federico II di Cerano per dare un potente segnale collettivo mirato alla chiusura dell’ecomostro in questione. Venerdì 13 ottobre presso la sede dei Nac in Via Cuggiò a Brindisi ci sarà la prima assemblea organizzativa dell’iniziativa a cui tutti i movimenti e gruppi militanti del territorio sono invitati a prendere parte. Lunedì 16 invece ci sarà il primo di una serie di eventi e spettacoli che precedono appunto la manifestazione del 28.

Il 28 ci ritroveremo quindi tutti a Cerano per una presa di coscienza e per una grande protesta di coloro i quali non rinunciano a lottare per una vita degna di essere vissuta.

Eugenia Conti

 

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