lunedì 23 ottobre 2017
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LA LETTERA

De Magistris al Presidente Anci: “No alla direttiva Bolkestein per concessioni di suolo e di beni ai fini commerciali”

Europa, Imprese, Lavoro | 10 ottobre 2017

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha inviato oggi al Presidente dell’ANCI Antonio De Caro  una nota riguardante la direttiva delle UE “Bolkestein”.

In premessa de Magistris scrive a De Caro che desidera portare alla sua attenzione –  alla luce delle forti proteste e preoccupazioni degli operatori del settore – “ la necessità di impegnare il Governo a valutare l’esclusione dal campo di applicazione della Direttiva dell’Unione Europea 2006/123/CE, meglio conosciuta come  Bolkestein, recepita in Italia con il Dlgs n.59 del 26/03/2010, delle concessioni di suolo e di beni patrimoniali pubblici ai fini commerciali. Direttiva, la cui entrata in vigore per tali tipologie di esercizi è stata già differita dal Parlamento – grazie a una battaglia condotta proprio dalla ANCI – al 31 dicembre 2018, attraverso la Legge n.19 del 27 febbraio 2017. L’aspetto a mio avviso inaccettabile riguarda centinaia di migliaia di posteggi e box nei mercati su suolo pubblico, chioschi ed edicole le cui concessioni scadranno tra meno di un anno e mezzo.”

Il Sindaco così prosegue nella nota a De Caro:  “Il primo elemento di valutazione che sottopongo alla Tua attenzione è che, l’attuale incertezza nelle prospettive di ognuno, ha determinato il rallentamento, se non il blocco totale, di ogni forma di investimento per migliorie e/o innovazioni. Nessuno, infatti, investe temendo di perdere una concessione dopo pochi mesi. E ciò è, almeno per la Città di Napoli, già un notevole danno.  Il secondo elemento riguarda gli effetti dirompenti e destabilizzanti sui canali commerciali e distributivi delle nostre Città e, soprattutto, sulla vita delle persone che in tali attività lavorano e da esse traggono sostentamento. Su questo aspetto va considerato che, al rischio reale di precarietà di centinaia di migliaia di posti di lavoro, può aggiungersi, stante la normativa attuale, quello del rischio per la garanzia e della tutela della concorrenza. Non è improbabile, infatti, la discesa in campo di vere e proprie lobbies, che – facendo valere nelle procedure ad evidenza pubblica risorse e/o licenze commerciali di lungo corso – potrebbero accaparrarsi decine di concessioni e, successivamente, locarle o cederle, creando un vero e proprio mercato “legale” di concessioni, con tutte le conseguenze immaginabili. Insomma, i nostri ambulanti dovranno competere con società di capitali, o altre forme aggregative, che avranno diritto di esercitare tale attività godendo di fatto di un fortissimo vantaggio competitivo, fiscale e organizzativo e che punteranno sulle aree commercialmente più appetibili e remunerative. “

        “ Il terzo elemento – continua la lettera di de Magistris –  riguarda l’orizzonte temporale limitato – le concessioni, che la Direttiva Bolkestein rende non rinnovabili, durano in media 10 anni – che non incoraggia di certo investimenti di carattere imprenditoriale dei singoli ambulanti. I rischi che si corrono, dunque, sono quelli di arrivare ad una rapida consunzione delle strutture esistenti con ricadute negative sul decoro cittadino e di generare una precarizzazione spinta dei contratti di lavoro dipendente che, per altro, subiranno anche la concorrenza di chi potrà applicare la normativa contrattuale del Paese di provenienza. “

Avviandosi alla conclusione il primo cittadino osserva che: “ Il quarto elemento si rifà al campo di applicazione dei principi della Direttiva Bolkestein. Principi che tendono a evitare la “storicizzazione” del godimento di beni contingentati, tra i quali a mio modo di vedere non può annoverarsi il suolo pubblico. E’ sempre possibile, infatti, utilizzarne nuove porzioni per incrementare il numero delle concessioni e consentire così nuovi ingressi nel canale distributivo, senza, per questo, mettere a rischio la continuità delle concessioni esistenti. Non utilizzo l’argomento relativo alle enormi difficoltà burocratiche e amministrative che gli Enti che amministriamo dovrebbero affrontare per l’emanazione e la gestione di bandi pubblici, per assegnare migliaia di concessioni senza alcun sostegno dallo Stato centrale, né in termini economici, né di risorse umane. “

Ecco infine la richiesta di de Magistris: “  ti chiedo a tal proposito, sulla scorta di tali considerazioni, che spero condividerai, di portare avanti questa battaglia su tutti i tavoli istituzionali che l’ANCI ha, attualmente e che aprirà col Governo, allo scopo di assicurare sicurezza e dignità a centinaia di migliaia di persone che da anni garantiscono servizi i quali sicuramente sono considerati essenziali e irrinunciabili. “

 

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