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LA LETTERA

Una mamma napoletana: “Caro sindaco, perché dobbiamo pagare per la refezione che non c’è?”

Istruzione, scuola, università | 14 ottobre 2017

Caro Sindaco,

ecco, ho speso il poco tempo della mattinata libera, per l’ennesima volta emergenzialmente chiesto al datore-di lavoro, a disciplinatamente iscrivere me et prole al portale messo su dal Comune di Napoli per la ‘gestione’ del servizio di refezione scolastica. Servizio che non è ancora partito. Servizio che non si sa ancora quando partirà.

Ora, tale iscrizione ad un servizio che non c’è e che noi genitori napoletani non sappiamo ancora quando sarà disponibile, si conclude con il versamento di una tassa (15 euro a esponente prole) come “Contributo per l’organizzazione generale del servizio di Refezione Scolastica a.s.2017/2018”.

Questa espressione è automaticamente coniata dal programmino a conclusione della domanda in un modulo, ed è la causale da indicare per la suddetta tassa da versare su Iban del Comune.

Ecco, siffatta espressione porta il genitore compilatore a porsi, di fila (nei cinque minuti restanti prima del prelievo della prole -sic definito l’onere nei regolamenti scolastici- alle ore 12:45) i seguenti quesiti:

PRIMO: Contributo? ma non paghiamo, genitori cittadini napoletanissimi, già svariate tasse alle casse del Comune? – Illusa, credevi fosse tra i servizi ivi compresi. No. Non è così. E perché? Boh. E chissà nelle altre italiche città come ci si regola….)))

SECONDO: ’Per l’organizzazione generale del servizio di Refezione Scolastica’? Ma l’organizzazione che si dice GENERALE non dovrebbe iniziare, essere calendarizzata, prevista, programmata, pensata… a seguire della chiusura dell’iscrizione della prole alle scuole (febbraio, se non erro, per le comunali e gennaio, per le Statali)?

Insomma, io se dovessi fare, pianificare, calendarizzare, prevedere, l’organizzazione generale della refezione scolastica delle scuole di tutta la città, cercherei di organizzarmi un attimino prima che inizino le scuole dette, o no?

Io, insomma, direi che ‘sta cosa dell’organizzazione generale mi sembra un po’, come dire, una presa in giro, per essere garbati. Ecco, su, organizzazione EMERGENZIALE, Sindaco, sarebbe stato forse più sincero, e ci avrebbe aiutato a rispondere alla terza domanda…

TERZO: ‘a.s. 2017/2018’: e quello è bello che iniziato, questo Anno Scolastico. I bimbi sono lì che però li dobbiamo andare a PRELEVARE prima.

Chi dobbiamo, poi: mamme e padri in congedo e ferie? Baby sitter? Nonni prepensionati e post? E soprattutto, PER QUANTO TEMPO ‘sto prelievo avverrà alle ore 12:45?

Insomma, caro Sindaco, qui si vive nell’incertezza, e con il sovrapprezzo contributivo, lo stipendio decurtato al 30% in funzione del prelievo prole e/o decurtato dalla baby sitter, lei insomma, con la sua assessora ordinaria ci costicchia!

E poi, parlando di cose anche più serie: il diritto all’esercizio del lavoro stabilito dalla nostra Costituzione? Qui non si lavora i genitori, e manco le maestre.

E quell’altro diritto, quello a un’ educazione e cultura non discriminanti e discriminate (no, le private ce le hanno, le mense, caro Sindaco…) per i cittadini? Insomma cito la Costituzione così a memoria, la Costituzione che non vogliamo si cambi, e con cui ci spazzoliamo i denti e i sorrisi televisivi (e non posso vedermi bene l’articolo, caro Sindaco, perché mo devo andare a pigliare e’ criaturi e in questo periodo, lei comprenderà, non ho mai il tempo per le cose serie).

Per cui, Sindaco, come ho trovato io due minuti per scriverle, La prego, ne trovi uno per rispondere a questa madre insolentA e pensierosa.

Cercherò di leggerla nel lasso di tempo concessomi tra il traffico per giungere a scuola, quello per giungere a lavoro, e quello per prendere mio figlio entro l’una.

Cordiali saluti,

una mamma napoletana

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