lunedì 23 ottobre 2017
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LA POLEMICA

Poggiani: “Telecamere? Bene. Ma il governo ignora le richieste per potenziare le scuole, bacino di manovalanza”

Attualità, Criminalità, Politica | 27 luglio 2017

«Tra le tendenze comuni a cosa nostra, alla camorra, alla criminalità organizzata pugliese e, in parte, anche alla ‘ndrangheta non può non rilevarsi la spinta in atto, da parte di giovanissime nuove leve, ad affiancarsi, se non addirittura a sostituirsi, alla generazione criminale precedente». Le giovani leve della criminalità, e in particolare quelle della camorra, puntano alla conquista dei vertici delle rispettive organizzazioni. È questa una delle tendenze che emergono dalla relazione semestrale della Dia, la Direzione investigativa antimafia, riferita al secondo semestre del 2016. Dunque, come è ormai noto da tempo, è la manovalanza giovane a rimpinguare l’attività camorristica a Napoli. Non deve meravigliare, dunque, la polemica lanciata in queste ore dal presidente della III municipalità, Ivo Poggiani, nei confronti del governo, tronfio dell’accordo Argo che porterà all’istallazione a Napoli di 92 telecamere grazie a un accordo interistituzionale tra Prefettura, Regione e Comune, di cui parliamo in altra parte del giornale. Perché bene, benissimo le telecamere. Ma ovviamente è una misura insufficiente per risollevare le sorti di quartieri come la Sanità, ad alto tasso di disagio e dove occorrerebbero – come sostiene da sempre anche padre Zanottelli, che pure vive il quartiere e le sue problematiche – progetti sulle scuole, impianti sportivi funzionanti e a basso costo, alternative alla precarietà.

“Mi sento tradito. Come Presidente di Municipalità sono amareggiato dall’atteggiamento del Governo e di Minniti nello specifico – spiega Poggiani in un post sul suo profilo fb – In questi giorni parte (realmente) il progetto di Videosorveglianza nel quartiere. Un progetto non calato dall’alto, ma fortemente chiesto dal quartiere dopo la morte di Genny. Non ho mai fatto polemiche sui ritardi. Ringrazio anzi la Regione che ci ha messo i soldi.

Leggo però il comunicato di giubilosulle telecamere del Ministro degli Interni, ma non riesco proprio a gioire. Quando lo incontrammo a Marzo, dopo mesi di battaglie della Municipalità sui temi della lotta alle camorre, parlammo, anzi fu proprio lui, di sicurezza a 360°. Alla presenza di altissime cariche dello Stato, fummo concordi nello stabilire due linee di azione. Una saturazione da parte delle FF. OO. del quartiere – cosa visibile a tutti – ed un grande progetto sulla dispersione scolastica. I dati del Rione Sanità sono drammatici, in quel brodo culturale le camorre attingono la loro manovalanza. Dal giorno dopo, con un grande interesse della Prefettura, abbiamo lavorato con 7 scuole e 4 agenzie territoriali che si occupano proprio di dispersione per produrre un progetto che prevedesse la presa in carico di 500 ragazzi. Sebbene il progetto abbia fatto il giro di tutte le scrivanie degli uffici ministeriali stiamo ancora a zero.

Come al solito si preferisce la linea muscolare e repressiva senza attaccare i problemi alla radice. Si preferiscono le strade semplici a quelle complesse.

Ho avuto fino ad oggi un atteggiamento di collaborazione istituzionale verso tutte le passeggiate di Renzi, ministeri vari e tutti quelli che volevano farsi foto in quartiere che va di “moda”.

Se non ci saranno risposte si tornerà sulle barricate, non abbiamo avuto problemi a fare i nomi dei camorristi, non avremo problemi ad affrontare chi, del mondo della politica, si rende complice”.

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