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LA SETTIMANA POST-VOTO

Da Zucconi alle foto “pezzottate” ai Caf: antologia del peggio della stampa mainstream

Attualità, Diritti e sociale, Emigrazione, Politica, Razzismo, Senza categoria | 12 marzo 2018

Sette giorni dopo le elezioni, vi proponiamo un’antologia del peggio della stampa mainstream, del pregiudizio sul sud, delle fake news ad hoc per raccontare di un meridione alla fame e spiegare così, semplicisticamente, il trionfo dei cinque stelle.

Il Bing Bang della politica italiana all’alba di lunedì 5 Marzo:

Si consuma il dramma (neppure tanto inaspettato).

In qualsiasi paese maturo politicamente, gli analisti, anche quelli faziosi, si sarebbero assunti la responsabilità di un lucido esame (anche di coscienza). In Italia no.

Così, quando il nuovo giorno iniziava a spuntare, tra sogno e realtà, mentre Mentana era un gigante ed io un rincoglionito,  ho avuto questa visione: il Politburo dell’intellighenzia liberal labourist dem, quello trasversale, che parte da Radio 24 e arriva fino a Radio Capital, passando per tutte le reti televisive e gran parte della carta stampata, si riunisce tra gruppi segreti Facebook e chat Whatsapp e decreta senza appello: “Sempre colpa dei terroni! Ed in Campania poi, non era forse meglio De Luca? Un gigante in confronto a Di Maio”.

E poco importa se lo stesso De Luca era stato lasciato marinare lentamente nel fango qualche settimana prima, a seguito delle inchieste di FanPage, elevandolo ad idea platonica del familismo amorale meridionale (rimuovendo in fretta babbi e banche di altre latitudini).

Poco importa se qualcuno del Politburo faceva notare al consesso dei presenti: “Guardate che i 5 Stelle hanno ottenuto un buon risultato pure al Nord, solo che lo sfondamento è stato assorbito dalla Lega”

“Estigrancazzi, nel Lombardo Veneto sono produttivi, al Sud ‘nà manica di ignoranti creduloni assistenzialisti.”

“Guardate ma le proporzioni del voto sono tali che pure i piccoli imprenditori li hanno votati, pure i dipendenti statali..” – obiettava qualcuno:

“Zitto terrone, improduttivo!”

“Si, ma il Nord ha votato in massa per la flat tax al 15% che forse è pure peggio del reddito di cittadinanza…”

“Improduttivo!”.

Sono tre giorni che sto sbariando su questo concetto per me nuovo, l’essere IMPRODUTTIVO. Abituato al consueto “mariuolo, coleroso, terremotato”, l’unico appiglio stabile che ho trovato, nello straniamento semantico, per significare il nuovo battesimo, è stato il celebre “Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce” che durante il periodo fascista fu apposto nel Forte di Fenestrelle, o il più famoso Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi…e produttivi (macabro pay off nazista).

Chissà cosa avranno pensato,  le migliaia di meridionali “improduttivi” a 200 euro mensili a nero. Di certo un’altra parte si sarà affidata alla novella del promesso reddito di cittadinanza che, secondo il Politburo di cui sopra, sarebbe stato il motivo della vittoria dei 5 Stelle.

Avrebbe potuto chiarirlo meglio, il Politburo, durante la campagna elettorale, che era una cagata pazzesca, ma si è guardato bene dal farlo perché, con l’eccezione della Lista Bonino, ogni partito ha promesso questo mondo e pure quell’altro. Reddito di cittadinanza, flat tax al 15%, 80 euro per i lavoratori autonomi, eccetera.

Ora, che qualche povero Cristo, qualche disperato, qualche illuso, qualche coglione si sia recato al Caf a chiedere i moduli per richiedere il reddito di cittadinanza, è assolutamente normale e può avere ingenerato confusione.

E’ accaduto, mutatis mutandis per carità, anche nel dicembre 2017, lo raccontava La Repubblica: http://www.repubblica.it/economia/2017/12/04/news/rei_isee_caf-182986311/

E poi, altro che terroni con l’anello al naso, i moduli ai Caf li hanno richiesti anche a Torino, senza grande ecco: http://torino.corriere.it/politica/18_marzo_10/torino-l-avviso-sito-caf-per-reddito-cittadinanza-rivolgersi-5-stelle-f20e082a-246e-11e8-b2c3-299181c36e1d.shtml

Niente da fare, quei pochi che, secondo le cronache politiche, ci saranno stati a Giovinazzo o Bari, diventano “il Sud”. Nonostante le smentite dei Caf:

E non bastano neppure i chiarimenti di siti specializzati contro le fake news e le bufale, gli stessi siti utilizzati per il debunking sempre dal Politburo di cui sopra (quando fanno comodo, ovviamente):

PRECISAZIONI Richieste ai CAF pugliesi: “Dateci il reddito di cittadinanza” – bufale.net

Elettori 5 Stelle, reddito di cittadinanza e l’assalto per le richieste dei moduli. Un caso esemplare di disinformazione

Il Mattino, quotidiano napoletano, in pieno orgasmo da informazione riesce a far passare una fila alle Poste in una fila al Caf:

Peccato che la foto originale sia questa:

Purtroppo, il Polutburo, nelle ore precedenti al debunking, aveva già “fatto la frittata”. Hasta la victoria! Alla conquista di Milano Centro e dei Parioli.

Gianni Riotta, che fa pure parte di una task foce europea contro le fake news, cinguettava:

Poi, per essere sicuro che anche oltre Ventimiglia avrebbero compreso bene che IL SUD (!!!) era in coda, lo lo ha scritto in inglese, as well:

Vittorio Zucconi, invece, ha avuto il merito di introdurre nel dibattito un vecchio topos del voto meridionale, ossia l’assimilazione di esso con quello espresso alla criminalità organizzata:

Certo, dice e non dice, forse sono stato malizioso io, ma qualche fan di Gomorra, si ispira al tweet di Zucconi ed è più esplicito:

Zucconi dimentica però che quelli erano i  quartieri “operai” di Napoli, i quartieri degli “ultimi” che la sinistra avrebbe la pretesa di rappresentare. Ed infatti alcuni di quei quartieri, fino a qualche anno fa, erano serbatoi di voti per la sinistra italiana.

Comunque, voglio partecipare pure io al giochetto stupido di Zucconi. Nel produttivo lombardo/veneto, ad esempio, ci sono le percentuali italiane più alte di episodi corruttivi. Milano, prima provincia:

Sic transit gloria mundi. 

Certo, forse dovremmo ricordare al Politburo che se la media UE di occupazione femminile è del 66%, nel Nord Italia del 62, Il tasso di occupazione delle donne siciliane e campane è del 31%.

Certo, inutile ricordare al Politburo che gli investimenti al Sud sono crollati dai 25 mld del 2001
a 13 mld nel 2016. Per non parlare di ben 1,7 MILIONI di emigrati dal 2002 a 2015 (fonte: Andrea del Monaco).

Irridere la disperazione (e il voto) che è il risultato di queste politiche e di queste cifre è molto più facile che assumersi una seria responsabilità di governo.

Ed allora ho realizzato che una parte degli intellettuali italiani hanno, con le “masse” meridionali, lo stesso rapporto che ha il netturbino con la busta della monnezza.

La sollevano, ci scambiano due parole, la benedicono perché in fondo gli dà lavoro. Fondamentalmente però, al netturbino, la busta fa schifo, ne detesta la puzza e l’odore.
E soprattutto non comunicano, con la pretesa, da parte del netturbino, però, di saperlo fare. E pazienza se la busta della monnezza non capisce. E’ pur sempre monnezza. E il suo voto non vale un cazzo.

Il Lazzaro

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