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L’INVASIONE

Follia Tap, 500 militari assegnati ai cantieri per un mese. Militarizzata nella notte tutta l’area

Ambiente, Attualità, Battaglie, Puglia | 13 novembre 2017

L’allarme ci arriva all’alba, dai no tap. Stanotte, nell’area dove si sono svolte nei mesi scorsi le vibranti proteste degli attivisti contro il gasdotto monster che sta portando con se la distruzione e lo sradicamento di migliaia di ulivi, la clamorosa azione predisposta dalla prefettura di Lecce (nelle foto, l’ordinanaza completa) che sicuramente alza ulteriormente le tensioni. Ben cinquecento tra polizia e altre forze dell’ordine sono state assegnate all’area, da oggi interdetta a tutti, finanche ai proprietari, che avranno ingressi contingentati e decisi dall forze dell’ordine, affinché Tap possa fare quello che nessuno vuole, nell’area di San Foca, liberamente e senza ostacoli. Una vergogna, una follia.

“Vogliono chiudere l’intero San Basilio con delle cancellate – spiega il Movimento No Tap – Con un ordinanza prefettizia inviata questa notte vogliono interdire tutta l’area di San Basilio case comprese, ai proprietari gli hanno detto di procurarsi un pass. Di fatto, il cantiere per la realizzazione del gasdotto e le aree limitrofe sono “assegnate nella disponibilità delle forze di polizia, in relazione alle esigenze funzionali alla tutela del cantiere e alla prevenzione di gravi turbative dell’ordine pubblico”. A tale scopo è interdetto “l’ingresso e lo stazionamento a chiunque, fatto salvo ai proprietari dei terreni e ai titolari di diritti reali sugli stessi”.

Ciò significa che nessuno può avvicinarsi al cantiere, che siano cittadini, attivisti, amministratori e giornalisti. E che anche i proprietari di terreni e abitazioni di località San Basilio dovranno essere preventivamente identificati e potranno accedere all’area solo “singolarmente e disgiuntamente”.

Dunque ormai i no tap pugliesi non sono solo moralmente soli ma anche fisicamente isolati. Per tanto si chiede la mobilitazione degli attivisti di tutto il Sud per dare una mano e rifiutare questo ennesimo atto dittatoriale da parte dello Stato. Da parte nostra rilanciamo l’appello a tutti gli attivisti che seguono questa pagina chiedendo loro di mettersi direttamente in contatto con il Movimento No Tap. C’è davvero bisogno di una mano.

Lucilla Parlato

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