domenica 21 gennaio 2018
Logo Identità Insorgenti

MODERNA RUOTA DEGLI ESPOSTI

Al Policlinico primo bimbo abbandonato nella “culla termica” (gallery Roberta Basile – KontroLab)

Attualità, Diritti e sociale | 11 agosto 2017

Napoli e gli Esposti. Una tradizione di amore, che si rinnova secoli dopo, grazie all’iniziativa di Ninna-Oh, contro l’abbandono infantile e l’infanticidio sponsorizzata dalla KPMG Italia con la collaborazione della Fondazione ‘Francesca Rava’. Una campagna che prevede culle termiche, ovvero moderne “ruote degli esposti”, negli ospedali dello stivale. Oltre al Policlinico di Napoli, ospitano culle termiche anche ospedali di Firenze, Milano, Padova, Parma, Roma e Varese. Insomma una moderna “ruota dell’Annunziata” che a Napoli nacque nel 1600 e diede i “natali” a migliaia di piccoli Esposti, divenuti poi Esposito,  che come è noto è uno dei cognomi più diffusi di Napoli.

Tradizione d’amore e dedizione che si rinnova, dunque. Perché nella culla terminca del Policlinico Federico II è stato “esposto” qualche giorno fa un piccolino, abbandonato lì. Si chiama Alessandro. Pesa 3 chili e 700 grammi, ha quasi due settimane e sta bene. Il piccolo è stato abbandonato nella tarda mattinata dello scorso martedì 8 agosto nella speciale culla che si trova all’ingresso della struttura ospedaliera in via Edmondo De Amicis. Oggi Alessandro è accudito con amore e competenza dai medici e sanitari del reparto di Neonatologia guidato dal prof. Francesco Raimondi e se sua madre non si presenterà si avvieranno le procedure per dichiarare il neonato adottabile.

E’ il primo piccolo moderno “esposto” di Napoli. La culla infatti fu inaugurata nel 2008 ma Alessandro è il suo primo ospite da allora. Per aprire la culla, collegata al reparto di Terapia intensiva neonatale 24 ore su 24 con una telecamera a circuito chiuso, occorre premere un pulsante. Azionata l’apertura della porta arriva un segnale in reparto, quindi parte una autoambulanza con a bordo un medico neonatologo che preleva il piccolo abbandonato per portarlo in Terapia intensiva. Un sistema di civiltà importato nei secoli e che vede di nuovo Napoli protagonista.

Lucilla Parlato

La gallery è di  Roberta Basile/KontroLab© all rights are reserved

Articoli correlati

Attualità | 20 gennaio 2018

NEL TG1 DELLE OTTO

I bimbi di piazza Mercato a Napoli chiedono scusa ai carabinieri dopo la sassaiola di Sant’Antonio. E’ vero: Torino non è Napoli

Attualità | 19 gennaio 2018

MEDIA INDECENTI

Macry e i lavavetri napoletani, causa dei mali di Napoli

Agroalimentare | 18 gennaio 2018

LA GUERRA DEI POMODORI

Nuovo scontro dopo quello sulla mozzarella tra Puglia e Campania. Ma perché non si prova a fare rete?