lunedì 23 ottobre 2017
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NAPOLI A PIEDI

Scale che continuano a svelarsi: la chiesa del Petraio e la villa dove dimorò Paul Klee

Identità, NapoliCapitale | 4 ottobre 2017

Ci avevano detto che lungo le scale del Petraio ci sta una chiesa, che la domenica si dice la messa. Ma pur essendo scesi per quella lunga bellissima scalinata molte volte, noi di chiese non avevamo visto l’ombra. Ma si sa che i “viaggi” sono fatti di soste, e di informazioni chieste ai passanti anzi ai residenti. Allora una di queste volte che eravamo scesi e ci eravamo messi a parlare con un signore che al Petraio c’è nato, gli avevamo chiesto se sapesse della chiesa. “Sì, sta poco più giù vedete, oltre quel cancello dentro quel palazzo, dicono la messa la domenica verso le dieci”. La domenica successiva ci andiamo.
Mentre saliamo per la rampa di scale laterale che porta al palazzo c’è una signora che ci precede, buon segno. Il cancello è solo accostato, entriamo. Al piano terra, sotto il porticato antico di questo palazzo di scuola vanvitelliana, villa De Rosa, c’è una piccola campana. La signora che ci precedeva inizia a suonare, dice che se no la gente poi fa tardi. Ed in effetti dentro la chiesa per ora ci sono solo altre due persone.
Una delle due, la signora Lidia, ha le chiavi della chiesa e ci inizia a raccontare un poco. “Sì, qua si dice la messa tutte le domeniche, viene Don Antonio della parrocchia dei Salesiani che sta lungo la scalinata di via Scarlatti, tra poco lo vedete arrivare”. Bella sta chiesa autogestita, uno arriva e suona la campana, qualcun altro tiene proprio le chiavi della porta.
Sul soffitto ci stanno dei begli affreschi: un angelo vicino ad un pescatore; più avanti, al centro del soffitto, una Madonna.
Iniziano ad arrivare altre persone: una signora anziana l’accompagna, sotto al braccio, il figlio. La signora Lidia ci dice che questa è una comunità parecchio unita, abitano tutti lungo le scale: “ve li trovate sempre, pure se dieci minuti prima c’è stato qualche screzio, in caso di bisogno la gente ve la trovate a fianco come se nulla fosse stato. A volte organizziamo le cene sulle scale, chi c’è si siede con noi, per la festa di S. Anna. Abbiamo organizzato pure il presepe vivente qualche anno. Le persone prima erano un poco scettiche poi dovete vedere come le vecchiette stavano in prima fila, attente attente, per partecipare”.
Verso le dieci arriva il parroco e suona un’altra volta, la scampanellata definitiva. Poi si inizia a vestire per la funzione: non c’è sagrestia, è una messa “trasparente” è tutto a vista, pure i paramenti.
Dopo aver letto un brano dei Vangeli padre Antonio chiede il parere ai fedeli. Li interroga per nome, uno per uno: “e tu che ne pensi? secondo te questa parabola come va interpretata?”
La discussione è animata, ognuno dice la sua senza troppi fronzoli né giri di parole.

Finisce la funzione, la nostra presenza ovviamente non è passata inosservata e ci chiedono di fare qualche foto di gruppo dal lato dell’altare verso fuori.

Se qualche volta vi va di partecipare l’appuntamento è la domenica ore 10, gradini del Petraio, sulla rampa laterale che sta, scendendo, subito dopo Largo del Petraio.

Ah, comunque questo palazzo ha anche altri segreti: qui in questa stessa villa nel 1902 dimorò un pittore tedesco molto famoso. Paul Klee scrive infatti così nei suoi Diari: “…In questi tre giorni ho visto tante cose che non posso riferirle tutte, nemmeno approssimativamente. In confronto a Genova, Napoli è indolente, sudicia e malata. In confronto a Napoli, Genova è unilaterale. Napoli ha il più grande splendore accanto alla più grande miseria. Vita del porto, corso di carrozze, teatro dell’opera di alto livello, perfino un pezzo di Roma: il Museo nazionale. Accanto a ciò la natura paradisiaca, impareggiabile. Il mar di Genova più imponente, ma anche più monotono. Qui una placida insenatura, inquadrata da strane montagne e chiusa da isole caratteristiche. E tutto quanto posso vederlo dal poggiuolo della mia camera. Giace ai miei piedi, come un gigantesco anfiteatro, la città meravigliosa con il suo intenso brusio. A sinistra la città vecchia con i bacini del porto e l’antico Vesuvio, a destra la moderna Villa nazionale e Posillipo. Tutt’intorno alla casa giardini di un verde fresco, forme fantastiche e miriadi di fiori. Salita del Petrajo, Villa De Rosa 48, Pensione Haase, Napoli, si chiama questa favolosa vedetta panoramica. Il mare è meravigliosamente azzurro e calmo. La città un quadro movimentato di chiarezze, facciate di blocchi di case, nella luce e nell’oscurità, vie bianche, tratti di parchi di un verde cupo. Di fronte a un tale spettacolo si pensa alla tentazione di Cristo. Ci si esalta dalla gioia, si è librati tra sfere splendenti, divenute il centro di un mondo…”

Testo e foto Francesco Paolo Busco

 

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