domenica 24 settembre 2017
Logo Identità Insorgenti

NAPOLI “SCIPPATA”

Una succursale del MANN a Comacchio. E i napoletani insorgono

Arte e artigianato, Battaglie, Identità, Seconda Slide | 29 luglio 2016

museo archeologico nazionale napoli

Notizia che riecheggia insistentemente in città, da ogni parte: il MANN spedirà alcuni reperti provenienti da Pompei ed Ercolano a Comacchio.

Accordo siglato al cospetto del sindaco Marco Fabbri, del direttore del MANN Paolo Giulierini, della funzionaria Valeria Sampaolo e dell’assessore Alice Carli, con grande soddisfazione di tutti, tranne che dei legittimi proprietari: i napoletani.

Non c’è pace tra gli ulivi per la città partenopea. Dopo le strenue lotte per scongiurare “prestiti” riguardanti il Caravaggio, per il tentato furto del tesoro di San Gennaro, per le “minacce” del Ministro Franceschini sulla collezione Farnese, tocca ai tesori del MANN.

E, per favore, non veniteci a parlare di depositi. Qui non si tratta di essere contrari agli scambi, né di voler bloccare il naturale “flusso” dell’Arte.

Intanto, ci chiediamo che bisogno c’è di spostare opere da Napoli quando Napoli brulica di potenziali spazi espositivi. Castel dell’Ovo, il Maschio Angioino, Castel Capuano hanno intere sale che potrebbero essere allestite con opere tenute in magazzino. Per non parlare del progetto di Palazzo Fuga, che potrebbe destinare spazi sconfinati per accogliere ed esporre opere provenienti da tutto il Sud Italia.

Poi, se scambio deve essere, ci chiediamo cosa possa dare in cambio la città di Comacchio che, a quanto risulta, non possiede praticamente nulla. Qualcuno parla di “trovata pubblicitaria”. Se è così, lasciatecelo dire, siamo messi veramente male. Se uno dei più gradi ed importanti musei del mondo, contenente la più numerosa collezione di reperti di epoca romana del mondo, ha bisogno di farsi pubblicità prestando una collezione ad una piccola città di provincia, siamo alla frutta.

Inoltre, ma sarà solo una coincidenza, per carità, Comacchio è la stessa città che ha sottratto ad Ercolano la candidatura a Capitale della cultura. Ed è sempre una coincidenza se Comacchio si trova nella stessa area geografica interessata da numerosi interventi di valorizzazione, come i fantomatici “risarcimenti” della Collezione Farnese di Franceschini.

Ma quella che secondo noi è la ragione più importante per opporsi a questo ed altri prestiti analoghi riguarda la natura stessa delle collezioni. Una collezione non è soltanto un’accozzaglia di manufatti quanto, piuttosto, un pezzo importantissimo dell’identità di un popolo, capace di fornire informazioni storiche, antropologiche e culturali sullo sviluppo storico di una società. Smantellare una collezione, qualunque essa sia e seppur temporaneamente, andrebbe evitato con ogni mezzo perché significherebbe sottrarre alla città un pezzo di anima.

Trattandosi, oltretutto, di collezioni PRIVATE (le collezioni borboniche furono donate alla città di Napoli dai Borbone) sono di proprietà della città per volere stesso dei loro proprietari originari, a prescindere dalla gestione del MIBACT e Soprintendenze varie.

Rispettare la storia sarebbe già un buon inizio per una città che si pone l’obiettivo di rinascere anche attraverso il turismo artistico. E Napoli, lo sappiamo, in quanto a patrimonio artistico, non è seconda a nessuno.

 

Drusiana Vetrano

 

Articoli correlati

Arte e artigianato | 23 settembre 2017

STREET ART

Davanti a Carminiello ai Mannesi l’opera di Masuottolo per il San Gennaro Day (con Partenope, Virgilio e Faccia Gialla)

Attualità | 21 settembre 2017

REFERENDUM IN CATALOGNA

Mentre Madrid mostra i muscoli con Barcellona, qualche riflessione sull’inesistente indipendentismo napoletano

Arte e artigianato | 21 settembre 2017

A BAGNOLI

Torna “Back to the style”, la kermesse dei writers mondiali