lunedì 23 ottobre 2017
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ORRORI IN ARRIVO

‘O Cuorno (senza scuorno): sul lungomare a Natale la tamarrata del secolo

Attualità | 16 giugno 2017

Pensavate che a tutto c’era un limite e che n’albero era la cosa più brutta mai vista sul lungomare di Partenope? Ebbene, sbagliavate. Italstage quest’anno ci sorpenderà ancora di più perché al posto di n’albero, accogliendo le istanze di chi, come noi, trovava poco identitaria quella struttura mostruosa che ha ingombrato fino a un paio di mesi fa Rotonda Diaz, adesso potrebbe innalzare (da ottobre a gennaio 2018) un’oscenità di 20 metri più alta: ‘O Cuorno (già ribbattezzato lo Scuorno), che sarà visibile anche da Capri, dato che avrà un’altezza prevista di 60 metri.

Italstage è la stessa società che ci ha ammorbato con il mostro di tubi innocenti: anche quest’anno, come un rito (scaramantico?) si ripete, la procedura dello scorso anno. Italstage propone, il comune apre una manifestazione di interesse (come previsto dalla legge) anche ad altre aziende. Alla fine la spunta Italstage (è una società che non teme chissà quale concorrenza). E dunque prepariamoci. All’orrore e alle polemiche. Alla cafonata e ai tentativi di nobilitazione. Ha voglia di inventarsi la dirigente del Comune addetta all’organizzazione degli eventi, la potente Gerarda Vaccaro, che questo babbasone rosso andrà ad arricchiere «l’offerta culturale e turistica natalizia, dando risalto alle tradizioni popolari sul tema “Napoli e la Scaramanzia”».

E’ già chiaro che consorzi, associazioni, fondazioni, società che vorranno partecipare alla gara del comune a patto che rispettino il tema «Napoli e la scaramanzia» non hanno speranze. E poi è dimostrato che ai fratelli de Magistris  – visto il batacchione di tubi innocenti del Natale 2016 –  il gigantismo fallico non dispiaccia.

In attesa di pariare sul mega corno, rassegnati come non mai , pariamo con la relazione della Vaccaro sul bananone rosso che ci aspetta già da ottobre: «Napoli, con il suo popolo ricco di sensibilità e fantasia, è considerata la città scaramantica per eccellenza. Il malocchio, la jella, la sfortuna, la scaramanzia, sono parti integranti della cultura di Napoli e dei napoletani da sempre legati a questo rito propiziatorio. Magia e superstizione si diffondono fin dai tempi più remoti nell’atmosfera partenopea: ‘o munaciello, ‘a bella ‘mbriana, la smorfia, il corno portafortuna sono solo alcuni degli elementi distintivi delle credenze napoletane».

Senza scuorno. E che Italstage ce lo mandi buono…. corna facendo, ovviamente.

Lucilla Parlato

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