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PROPAGANDELLA BECERA

Lo “sportello” in difesa della città: come svuotare un’idea di significato e farne un flop annunciato

Seconda Slide | 19 aprile 2017

Abbiamo aspettato 24 ore per scriverne, ma col passare delle ore e l’approfondimento della notizia, ci siamo: a Napoli è nato lo sportello online ‘Difendi la città’ promosso dal Comune ed è un’iniziativa che non ci convince per niente. Sul sito del Comune si legge: “Da tempo ma sempre più spesso si assiste ad una narrazione distorta e a volte diffamatoria della città rendendola oggetto di pregiudizi, stereotipi e dannose generalizzazioni. Da qui l’idea dello sportello per ccogliere le segnalazioni dei cittadini napoletani relative alle offese contro Napoli, chiedendo attraverso gli uffici interessati precisazioni ed apposita rettifica ma eventualmente avviando, previa attenta valutazione dell’Avvocatura, iniziative legali per tutelare la reputazione di Napoli e del popolo partenopeo”. “La nostra non è affatto una insofferenza alle critiche delle quali abbiamo bisogno. Vogliamo solo difendere la città quando chiunque fa una ricostruzione contraria al vero” aggiunge il sindaco nello spiegare l’iniziativa.

Un’idea che avevamo lanciato tra anni fa su queste pagine, proprio intervistando de Magistris anche se allora non pensavamo assolutamente a uno sportello reclami, che il sindaco ha voluto affidare alle mani di una ragazzina inesperta che non ha alcuna competenza, quale la rappresentante dell’autonomia a Napoli, che però al momento è trasparente in termini di incisività politica, fatta eccezione per due-tre conferenze stampa in cui il sindaco l’ha voluta al proprio fianco.

Come si dice a Napoli: la pazziella in mano ai creaturi. Invece la nostra proposta era quella di far lavorare un pool di legali volontari che non gravasse su casse e lavoro dell’avvocatura comunale e che agisse su indicazione dell’amministrazione stessa e non certo dei cittadini. Perché se sportello reclami deve essere, ce ne sono tante di motivazioni e ben più gravi. Pensavamo insomma a una cosa un po’ più articolata e certamente non così propagandistica nè poco opportuna quale questa, in un momento in cui l’amministrazione è in calo di credibilità, grazie anche a tagli e tasse aumentate (di cui non ha colpa), scarsità di trasporti (di cui inizia ad avere responsabilità sempre più ampie) e altri temi e alla vigilia della discussione finale sul bilancio con cui si rischia, tra l’altro, il commissariamento della città a causa dei conti che non quadrano (per colpa anzitutto del governo centrale e dell’Europa e di patti folli che gravano sui nostri capini e che nulla c’entrano con la gestione amministrativa attuale: va detto e ribadito con forza anche questo).

Purtroppo un semplice post sulla nostra pagina fb in cui postavamo l’intervista al sindaco in cui lanciammo l’idea e un paio di parole critiche hanno scatenato i demagistriani, sempre più trincerati su se stessi e impermeabili a qualsiasi critica. Ovviamente se la sono presa con noi e non con i giornali di tutto lo Stivale che oggi li perculano citando, ad esempio, la carta sporca di Pino Daniele e il fuitevenne di Eduardo che oggi, secondo questa logica fessa, sarebbero querelabili!

Un flop annunciato, dunque, come il Napo (la moneta “alternativa” ricordate?)… del resto proveniente dalle stesse teste. Inutili.

Noi, dal canto nostro, a questo punto cediamo volentieri la primogenitura dell’idea, che svuotata così non ha più senso. E soprattutto ricordiamo ai fans ciechi del sindaco – non certo il nostro caso – che noi siamo un giornale AUTONOMO da tutto e tutti. E se c’è una cosa che rivendichiamo e rivendicheremo sempre è il nostro diritto di critica a iniziative e idee che dubitiamo possano giovare davvero a Napoli. Che è l’unico imperativo categorico che ci muove.

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