SAPORI E IDENTITA’ / Capparelli, il regno del Babà è nel centro storico di Napoli

Il nostro Centro Storico oltre ad essere uno dei più belli e più ricchi dal punto di vista culturale, è conosciuto anche per la presenza  di nomi legati alla tradizione gastronomica e alla pasticceria. Quindi a ciò che di gustoso costituisce parte della nostra identità. Una delle attività commerciali attualmente più riconosciute, che non tradisce la tradizione ma punta il naso verso l’innovazione per ridare dignità all’immagine di Napoli, è certamente la Pasticceria Capparelli, nel decumano maggiore, che affaccia proprio su piazza San Gaetano, cuore della città, patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta della Pasticceria che ha spedito finché è stato in vita, i meravigliosi e buonissimi biscotti all’amarena a Pino Daniele a Roma, ma che è soprattutto conosciuta per i suoi grandi, tradizionali ed istituzionali Babà venduti al solo costo di €1,50.

Nonostante Pino Daniele e Salvatore Capparelli non si siano mai incontrati, il Maestro pasticciere ha deciso di dedicare le sue rinnovate torte all’artista che non c’è più. Infatti, ogni torta ha una didascalia, come se fosse un’opera d’arte. Come lo erano e lo sono ancora le canzoni di Pino.

 

“Ho iniziato l’attività nel 1984 insieme a mio padre all’età di 14 anni – ci spiega Salvatore Capparelli – nella vecchia sede di Via Carbonara. Dopo la sua morte avviai una società insieme a mio fratello durata circa 14 anni, ma nel 2002 decisi di mettermi in proprio aprendo la Pasticceria qui in Via dei Tribunali. Col passar del tempo anche un Bar e una Gelateria sono stati  aperti col marchio di famiglia e devo dire che le soddisfazioni non mancano.”

Capparelli è conosciuto soprattutto come il Principe del Babà (e anche della Sfogliatella, perché  no) e ha vinto molti riconoscimenti. Eppure quello di  Tutore del Patrimonio e della Tradizione napoletana la inorgoglisce più degli altri. Perché?

“Perché il cibo è ovviamente tradizione. È un patrimonio che va conservato, pur nell’innovazione e questo più che essere un orgoglio è una missione”.

Durante l’inverno la Pasticceria è stata chiusa per lavori e momentaneamente spostata nella sede del bar e della gelateria che affacciano sulla bellissima Basilica di San Lorenzo Maggiore. Come è nata la decisione di cambiare immagine?

“Il  9 gennaio di quest’anno abbiamo avviato i lavori per rinnovare la sede che ha ospitato Domenico Dolce (di Dolce e Gabbana) durante il suo sopralluogo a Napoli nell’aprile 2016, per progettare il magnifico evento che ha visto la città protagonista in tutto il mondo, lo scorso luglio. La sede in cui Pina – mia moglie – nell’aprile 2016 durante il sopralluogo dello staff D&G, non ha riconosciuto Domenico, e  dove grazie a tale piccola gaffe  è stata avviata una collaborazione sbocciata subito in una affettuosa amicizia. Abbiamo rimediato attraverso il dono di un ricco vassoio di Babà, è nata subito un’empatia tra i due. La nascita di questa amicizia ha posto anche le basi per creare un rapporto di collaborazione con gli altri commercianti del centro storico”.

Possiamo affermare che un Babà, uno dei simboli dell’identità napoletana, ha contribuito a creare le condizioni affinché a Napoli si celebrasse la bellezza e anche la stessa città?

“E’ certo che grazie al Babà e alla solarità di mia moglie sono nati i primi rapporti tra gli stilisti e la Basilica di San Lorenzo Maggiore che ha ospitato l’evento. Dal mega evento itinerante D&G a Napoli dello scorso luglio, oggi si sente ancora il riverbero della bellezza. Il 17 marzo terminati i lavori, abbiamo svelato la nuova immagine della Pasticceria. Una Boutique del dolce in una zona popolare. L’ispirazione deriva dall’esperienza D&G, che ha portato per un tempo seppur breve l’eleganza in una zona antica, popolare e per nulla lussuosa.  Col nostro rinnovo abbiamo deciso di far restare l’eleganza nel centro antico e di non farla andare via insieme a Dolce e Gabbana. La nuova immagine è un omaggio allo stile D&G, non solo dal punto di vista dell’arredamento, ma anche per quanto riguarda le divise con chiaro riferimento allo stile della casa di moda. Inoltre, è stata abbattuta la distanza posta in precedenza dal bancone. Ora, grazie agli architetti e arredatori di Costa Group, c’è un contatto diretto tra i clienti e il personale che opera intorno ad un’isola al centro della Pasticceria e che serve da piano d’appoggio. Tutte le prelibatezze sono disposte in frigoriferi addossati alle mura e c’è una zona in particolare, quella posta di fronte all’entrata, dove tante piccole buonissime e colorate mousse e pezzi di piccola pasticceria sono riposti in frigoriferi trasparenti a cassetti, come fossero abiti preziosi”.

Impossibile ignorare il fermento turistico che negli ultimi anni vede Napoli tra le maggiori scelte del turismo culturale. E non possiamo ignorare l’apporto che il turismo e gli eventi conferiscono alla valorizzazione commerciale del territorio e conseguente valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale.

Annalisa Guida