martedì 23 ottobre 2018
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SORRENTO MEDIEVALE

Matrimoni vietati ai gay dal Comune: “Troppo vicini alla Chiesa”

Attualità | 13 maggio 2018

Nel bellissimo chiostro del ‘300 di San Francesco, a Sorrento, chiostro di proprietà del Comune, il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo ha vietato la celebrazione di un matrimonio civile tra due uomini: “Abbiamo detto no perché, anche se il chiostro di San Francesco è di proprietà del comune, è attiguo al monastero francescano e non mi è sembrato opportuno celebrare questo tipo di unione.”

Una decisione discriminatoria, che disattende la legge Cirinnà e che ha scatenato le proteste delle associazioni, con Alessandro Cecchi Paone a protestare (e forse a intentare causa al Tar) e più di 200 giovani del Collettivo studentesco della penisola sorrentina e dell’Arcigay di Napoli.

Vincenzo D’Andrea e Heriberto Vasquez Ciro, i due ragazzi gay che volevano celebrare la loro unione in uno dei luoghi più suggestivi e visitati di Sorrento, hanno intanto spotato il matrimonio a Villa Fondi. Risibili le giustificazioni del padre del convento Antonio Ridolfi, secondo il quale, dato che  ci sono le celebrazioni religiose nella chiesa attigua. “Non è per omofobia, il rispetto della persona sempre”.

 

Insomma un amore di sei anni tra due uomini, a quanto pare non può rientrare nell’articolo 3 della Costituzione: il principio di uguaglianza tra i cittadini. 

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