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WINE & INCIVILTY

Selfie sul trono di Palazzo Reale, escrementi nella sala del Trono di Caserta

Attualità, Beni Culturali | 16 maggio 2018

Il Trono di Palazzo Reale di Napoli usato in 4 per un selfie, e la Sala del Trono di Caserta come un gabinetto: sono notizie agghiaccianti degli ultimi giorni.
Cosa altro dobbiamo aspettare dopo questi scempi?
Wine & The City è una bella manifestazione, oggi rovinata da 4 giovani donne senza rispetto per la loro storia e i beni pubblici. E’ di poche ore infatti la notizia drammatica della violazione di ogni tutela nella Sala del Trono di Palazzo Reale avvenuta nella serata del 10 maggio durante uno degli appuntamento dell’evento che coniuga arte e vino a Napoli, nello stesso giorno dello scempio denunciato a Caserta.
A Napoli, dopo le foto postate su Instagram e prontamente rimosse dal profilo, la denuncia è partita da Francesco Emilio Borrelli e da Gianni Simioli. Pronta la replica di Donatella Bernabò Silorata, organizzatrice di Wine&Thecity : “per l’utilizzo dell’Ambulacro e per l’apertura straordinaria del Museo dell’Appartamento Storico abbiamo pagato 8.934 euro incluso lo straordinario per i custodi addetti alla vigilanza e rispettato tutti i dettami richiesti. Alla serata hanno partecipato 282 persone tra cui il sindaco di Napoli”.
Come giustamente specificato dall’organizzatrice, non era una serata ad invito, e dovevano esserci i sorveglianti. Già ma come sempre, dove erano? Dopo gli escrementi nella bella Sala del Trono datata al 1845 della Reggia di Caserta e la notizia rimbalzata da Casertace.net , questo è l’ennesimo affronto al nostro patrimonio e alla nostra identità, che le aperture straordinarie evidentemente non riescono a gestire e ad evitare. La Sala del Trono di Palazzo Reale di Napoli, col suo scranno storico su cui incoscientemente 4 donne si sono sedute senza pensare minimamente al reato che commettevano, sperando forse di restare impunite. Senza riflettere e sapere evidentemente della data del 1820, anno di realizzazione del trono e della sua fragilità che costò insieme alla sala, la fatica delle ricamatrici del Real Albergo dei Poveri con le sue sete rosse trapunte di gigli d’oro. Restituito dopo il faticoso restauro durato due anni nell’aprile del 2017, il trono è un simbolo per tutti: re Ferdinando II e Francesco II vi si sedettero, ed erano gli ultimi respiri del Regno e della sua grandezza. L’affronto, l’ennesimo al patrimonio, dovrebbe ormai farci domandare con maggiore serietà fino a che punto spingerci negli eventi e nella tutela, dove è evidente non riusciamo a contenere l’inciviltà e l’ignoranza. E dove il personale sottodimensionato o assente, non riesce a gestire le minime norme di sicurezza. Che senso ha aprire le porte di musei e dei tesori che custodiscono quando ormai l’intrattenimento e la volgarità è l’unica cosa di cui riusciamo a parlare? Si spera che le donne vengano identificate e denunciate: che sia una lezione per tutti. Si prendano provvedimenti perché è vergognoso ormai lo stato di declino con cui accettiamo che queste cose accadano senza porvi rimedio.

Rossana Di Poce

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