sabato 24 luglio 2021
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1 MAGGIO

La comunità ebraica contro il Comune di Napoli per l’uso dello slogan di Auschwitz: “Inaccettabile ignoranza”

Storia | 1 Maggio 2020

In un comunicato firmato dalla presidente Lydia Schapirer, la Comunità Ebraica di Napoli esprime indignazione e profondo sconcerto nell’apprendere la notizia, pubblicata anche da Identità Insorgenti,  dello slogan con il quale il Comune di Napoli ha lanciato il suo concerto virtuale “Primo Maggio virtuale: solo il lavoro rende liberi”, che richiama la frase che campeggiava all’ingresso del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz.
“La successiva correzione da parte del Comune di Napoli, che ha sostituito quell’espressione tristemente evocativa di uno dei periodi più bui della storia umana con la frase “solo il lavoro rende la dignità”, nulla toglie alla gravità della scelta operata dall’Assessorato alle Politiche Sociali e al Lavoro del Comune di Napoli che, con un uso tanto disinvolto delle parole, rivela superficialità, insensibilità e ignoranza inaccettabili da parte di una rappresentanza istituzionale” spiega la Presidente della Comunità ebraica partenopea.

“La Comunità Ebraica di Napoli, da sempre impegnata nel dialogo interreligioso e interculturale nel rispetto delle specificità di ciascuno, ritiene offensivo per la memoria delle vittime della Shoah e per gli Ebrei la scelta di quell’espressione odiosa e considera l’episodio un esempio pericoloso di come la conoscenza corretta di quel che è stato abbia sempre meno spazio presso certe amministrazioni, evidentemente più avvezze alla banalizzazione degli eventi storici che alla corretta percezione del loro reale significato”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 1 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Maggio 2020

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