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3 OTTOBRE 2013

Per non dimenticare mai Lampedusa e una delle più gravi stragi di migranti nel Mediterraneo

Emigrazione, Europa, Italia | 3 Ottobre 2016

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Era il 3 ottobre 2013. Il 1 ottobre, due giorni prima, dal porto libico di Misurata era salpato un peschereccio di appena 20 metri carico migranti di origine africana provenienti dall’Eritrea. Dopo due giorni di navigazione su una barca strapiena e in condizioni devastanti, arrivati a mezzo miglio dalle coste lampedusane, poco lontano dall’Isola dei Conigli, l’assistente del capitano getta a terra una torcia infuocata, che cade davanti a lui, in mezzo alla gente, in una pozza di gasolio. Prese fuoco tutto. Tre i giri della barca su se stessa prima che colasse a picco. Alle 7:00 circa locali alcune imbarcazioni civili e pescherecci locali notarono i naufraghi e diedero l’allarme caricando la maggior parte dei superstiti a bordo; numerosi dubbi, in seguito a testimonianze, vi sono in merito ai tempi di arrivo dei soccorsi da parte della Guardia costiera che apparentemente ha impiegato quasi un’ora per raggiungere il luogo del naufragio. Ci vollero circa 10 giorni per un bilancio definitivo delle vittime: 366. Poco più di 100 i superstiti. Alla fine si calcolò che su quella barchetta c’erano oltre 500 migranti. Una vergogna doppia.

La tragedia di Lampedusa è sta una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. E per questo oggi per la prima volta si celebrano quei morti in pare: per ricordare loro e tutte le altre che hanno perso la vita in circostanze analoghe si celebra la Giornata di memoria e solidarietà dedicata ai migranti morti in mare. Un migliaio di persone stamattina hanno preso parte alla marcia verso la Porta dell’Europa per ricordare il terzo anniversario del naufragio.

“Dalla Ue ci aspettiamo che la solidarietà si estenda nei confronti dell’Italia, della Grecia e di tutte le Lampedusa del Mediterraneo. Sbrigatevi perché il prezzo delle politiche di chiusura lo pagano anche comunità come quelle della nostra isola”. E’ l’appello lanciato dal sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. Ricordiamo che tra l’altro Fuocammare il film di Gianfranco Rosi girato a Lampedusa e che racconta gli sbarchi dei migranti è candidato all’oscar per l’Italia.
Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Ottobre 2016 e modificato l'ultima volta il 3 Ottobre 2016

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