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A BOSCOREALE

Inaugurata la mostra sul sito protostorico di Longola

Beni Culturali | 17 Aprile 2019

Inaugurata nell’Antiquarium di Boscoreale la mostra dedicata al sito protostorico di Longola nel Comune di Poggiomarino, posto nell’alta valle del Sarno, a poco più di una decina di chilometri ad est di Pompei.
L’insediamento fu scoperto nel 2000 casualmente durante i lavori per la realizzazione del depuratore del Medio Sarno. Gli scavi, durati dal 2001 al 2012 dell’allora Soprintendenza, oggi Parco archeologico di Pompei, hanno consentito di mettere in luce un insediamento perifluviale su isolotti, frequentato dalla media età del bronzo (1300 – 1350 a. C.) fino al VI sec. a. C., un unicum per l’Italia meridionale. Protagoniste dello scavo Caterina Cicirelli e Claude Livadie. Una Venezia ante litteram con capanne su isolotti lambite da canali. Gli abitanti di questi insediamenti hanno lasciato queste capanne perché hanno avuto problemi di alluvioni e forse precedentemente di qualche eruzione e sono loro che poi fondano Nocera e Pompei, i cosiddetti sarrastri.

La mostra è a cura di Massimo Osanna, Alfonsina Russo, Anna Maria Sodo, Silvia Martina Bertesago, Antonino Russo.

L’allestimento della mostra

L’allestimento della mostra spiega le caratteristiche dell’insediamento, la sua importanza nella Campania protostorica e le sue peculiarità. Legno e acqua sono i due segni distintivi di Longola.
Ci sono quattro vetrine: due in cui si trovano le due star della mostra che sono le due piroghe, imbarcazioni fluviali, di cui una già esposta a Città della Scienza dove è scampata al rogo e poi alla mostra “Pompei e i Greci” nella Palestra Grande del Parco archeologico di Pompei; e due vetrine con i materiali che illustrano la vita quotidiana con le ceramiche di uso e produzione locale. Ci sono ad esempio vasi forati legati alla produzione casearia. Ma c’è anche la ceramica di importazione che documenta i contatti di questo insediamento, che proprio per essere ben collegato al Sarno e alle vallate circostanti ha sicuramente rivestito un ruolo importante per gli scambi rispetto ad altri che lo circondavano. Ci sono poi ami, coltelli legati alla caccia e alla pesca che erano le principali attività di sostentamento dell’uomo a quell’epoca.

Le piroghe

La parte più interessante della mostra è quella dedicata alle piroghe. In mostra ce ne sono due ma quelle ritrovate a Poggiomarino in realtà sono tre: le uniche trovate in Italia meridionale. Pezzi eccezionali, sia per lo stato di conservazione che per il particolare e faticoso restauro che hanno dovuto subire. Interessanti per farci capire come si navigava nella Campania protostorica. Attualmente la terza piroga si trova a Portici e sarà oggetto anch’essa di restauro.

Longola anche centro di produzione specializzato

L’ultima vetrina è composta da materie grezze e lavorate che ci fanno intendere che Longola fosse anche centro di produzione specializzato. C’è l’ambra che arriva dal Baltico, l’osso, i metalli, oggetti legati alla tessitura e alla filatura, fusi, fibule. Le vetrine si arricchiranno con oggetti che devono rientrare dalla mostra “Pompei e gli Etruschi” a Pompei, come la seconda mangiatoia in legno, (una già esposta in mostra), e un’altra ruota accanto a quella ora già visibile. C’è anche una cesta di vimini tra i reperti di Longola, ora al Laboratorio di Ricerche applicate a Pompei che si pensa di esporre in seguito. L’idea è quella di creare una sezione permanente, anche se non si sa se sarà a Boscoreale o altrove, che parli del sito protostorico di Longola.

Il Parco archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino

Di recente è stato inaugurato il Parco archeologico Naturalistico realizzato dal Comune di Poggiomarino con la direzione scientifica del Parco archeologico di Pompei e un finanziamento della Regione Campania. Il progetto prevede una riproduzione del villaggio protostorico.

E’ stato riproposto un isolotto a destinazione abitativa delimitato e circondato da palizzate di protezione dall’acqua e che costituiscono uno dei sistemi per regimentare le acque e guadagnare spazio. Qui sorgevano 5 capanne, due riprodotte e visitabili, mentre altre tre sono state delineate planimetricamente con un filare di pietre calcaree. Le capanne presentavano un tetto a doppio spiovente con ingresso su un lato, uno spazio interno diviso in due navate o in più vani e un focolare al centro dell’ambiente principale.
Adiacente all’isolotto residenziale sono altri tre isolotti, riproduzione dell’area a destinazione artigianale, le cui attività produttive si svolgevano in buona parte all’aperto e sono testimoniate dalle tracce di lavorazione dell’ambra, della pasta vitrea, del bronzo e dell’osso. La vocazione di Longola quale centro produttivo e di scambio, fra prima età del Ferro e Orientalizzante antico, è intuibile sia dalla sua posizione centrale nella valle del Sarno, sia dal suo stretto rapporto con le vie d’acqua, vie privilegiate di comunicazione, percorse con imbarcazioni di cui il sito restituisce un’eccezionale testimonianza. Esse, con i numerosi reperti lignei recuperati, sono oggetto di delicatissimi interventi di restauro, preliminari necessari alle fasi di studio e musealizzazione attualmente in corso da parte del Parco con il coinvolgimento di numerosi specialisti del settore.

La mostra all’Antiquarium di Boscoreale sarà visitabile dal 16 aprile al 20 gennaio 2020, mentre il Parco archeologico Naturalistico a Poggiomarino resterà aperto ogni weekend fino al 30 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; dal 1 luglio al 15 settembre dalle 16 alle 23 e dal 16 settembre al 31 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La prima domenica del mese è ad ingresso gratuito.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 17 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 17 Aprile 2019

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