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A BRUXELLES

Una squadra di 11 donne del Sud al Parlamento Europeo. L’esperienza di Re-Generation (Y)outh all’European Youth Event 2018

Europa | 30 Luglio 2018

Strasburgo, 1 e 2 giugno 2018: il Parlamento europeo raccoglie circa 8000 giovani tra sessioni di discussione, workshop, giochi di ruolo e YoFest!. Provengono da tutti i Paesi dell’Unione Europea ed hanno la possibilità di ascoltare il presidente Tajani, il vicepresidente del Parlamento, di dialogare con i reporter, di porre le loro domande e di ricevere le dovute risposte: nessuno escluso, hanno la possibilità di entrare in contatto con i principali decision makers. Possono conoscere da vicino le istituzioni e capire come funzionano, varcare porte e sedere alle stesse poltrone dei parlamentari e, come loro, per due giorni intavolare proposte che abbiano una base scientifica valida ma soprattutto capacità di valicare limiti e confini. Il motto dell’UE diventa tangibile durante l’European Youth Event a cui, dopo una selezione, ha partecipato il gruppo Re-Generation (Y)outh creato dalla team leader Giusy Sica. Invio della domanda di partecipazione, studio accurato delle peculiarità confacenti il gruppo, descrizione delle sue componenti, scelta di sole donne ed infine la risposta di poter essere a Strasburgo e la partenza. “Ci siamo sentite cittadine europee sotto tutti gli aspetti – racconta Giusy Sica -. Siamo rimaste sorprese dal clima di totale presenza e ascolto. In quelle giornate le istituzioni europee ci chiedevano dei consigli e noi ci siamo sentite ascoltate. E’ stato molto emozionante poi confrontarci con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che ha insistito sui valori della cultura e dell’arte come collante”.
Le 11 donne under-30 campane e lucane hanno potuto esperire in due giorni la vita parlamentare, elaborare proposte, presentarle ai reporter e scriverle sul relativo format online ma anche di dialogare col Presidente facendogli conoscere il gruppo ed i suoi tratti innovativi. Nato dalla mente della team leader e comprendente professioniste e studentesse la cui formazione è ampiamente caratterizzante, il gruppo reca in sé tratti peculiari: l’innovazione passa per la transdisciplinarità in vista di una ri-generazione, sia essa di spazi fisici o di idee, elaborata da menti di giovani donne. Una base scientifica fondamentale che incontra due aspetti sociali altrettanto importanti per quanto concerne formazione e lavoro: il mondo delle donne ed il mondo dei giovani, entrambi che necessitano di un occhio che ne osservi con attenzione le dinamiche insite. Il Sud conosciuto, vissuto, studiato ed interrogato dalle domande di 11 donne in una nazione al penultimo posto per presenza femminile nel mondo del lavoro e, ancor più bassa, riguardo le posizioni di leadership. Puntano ad un’emancipata realizzazione personale in un’ottica innovativa che comprende collaborazione e necessità di fare rete per colmare un gap, non solo numerico, figlio di una propugnata esclusività enfatizzata che spesso è mista ad un’esclusione che abbassa le percentuali, scende i gradini delle scale di analisi ed appiattisce le presenze femminili.
Il concetto della ri-generazione, parte integrante del nome, è affrontato dal macro al micro significato attraverso la connessione, dalla doppia valenza, sia quale meccanismo di informazione volto a trasmetterne l’approccio sia alla base della composizione del gruppo. Le 11 professioniste e studentesse, raggruppate attraverso la creazione di una rete, operano, o meglio, cooperano come un network operativo improntato su un approccio di tipo bottom-up. La transidisciplinarità ne è la base scientifica: si punta ad un obiettivo che sia inclusivo, che consideri le varianti differenti e proprie di ogni processo e che voglia e sappia valorizzarle. Comune è la volontà e la determinazione di innovare applicando e, soprattutto ripensando, il concetto di ri-generazione, in modo consapevole ed evoluto. Un’innovazione transdisciplinare a partire dai 15 articoli della “Carta della Transdisciplinarità” firmati da Basarab Nicolescu, Edgar Morin e Lima De Freitas nel 1994. Un approccio transdisciplinare valorizza ogni membro del team, ogni conoscenza e tende verso un unico obiettivo: le componenti provengono da ambiti differenti ma ciascuna apporta nel gruppo le proprie conoscenze e lo arricchisce con il proprio profilo professionale. Il punto di svolta sta nello scontro tra discipline di provenienza che, interrogandosi, comunicando, condividendo i metodi e le prospettive di osservazione, ampliando la comprensione e lo spettro della propria dimensione disciplinare, si vanno contaminando e giungono a soluzioni peculiari. Più che uno scontro, un incontro non pianificato ma in crescita ed evoluzione tra ambiti differenti che non può non rivelarsi decisamente innovativo. Il 25 maggio 2018, Re-Generation (Y)outh ha presentato “Transdisciplinary Cultures”, prima della partenza, mettendo in connessione, in senso transdisciplinare, una serie di realtà operanti sul territorio. Ha avviato un tavolo di confronto, attraverso l’intervento di imprenditori, professionisti, ricercatori e addetti ai lavori, con l’obiettivo di ri-generare e condividere conoscenza, finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali ed economiche di territori come quello italiano.
Le menti delle 11 donne under-30 vogliono e possono utilizzare appieno e con cognizione tutti gli strumenti che la Generazione Y ha elaborato; altra parte integrante del nome del gruppo è la Millennial Generation, che va dal 1980 agli anni 2000, classificata da William Strauss e Neil Howe. Si tratta di una generazione connessa e spesso incolpata di eccessiva dipendenza, di negativa brand loyalty, di essere soggetta alla social proof ma, ulteriore svolta, sta nel rovesciare in modo speculare gli aspetti negativi: una connessione che mira a trasmettere le best practices presenti sul nostro territorio. Infatti queste sono state le protagoniste delle proposte presentate al Parlamento e sono tre le keywords che raggruppano le best practices scelte: rigenerazione di spazi ma anche di idee, connessione e creazione di una rete con ricadute concrete sui territori e per le comunità. Presentate sul relativo format online ma anche ascoltate il 14 luglio 2018 durante “Connecting Innovation”, secondo evento di Re-Generation (Y)outh, una “tavola rotonda” tra gli innovatori ed il gruppo, un’interazione di voci e di saperi ed uno scambio dinamico di esperienze volti all’ambiziosa creazione di una rete che poggi sui territori. Punto di partenza e punto di arrivo è la “partecipazione consapevole”: unica leva e fulcro di un’innovazione che continui.
L’approccio integrato, elemento principe delle best practices, incontra territorio, cultura ed ambiente. Protagonista delle due proposte all’European Youth Event 2018 è il patrimonio culturale che reca in sé un valore fondamentale ed un forte potenziale in crescita, entrambi necessari allo sviluppo delle aree rurali nelle quali il paesaggio culturale attesta l’identità della società presente sul territorio. Si insiste molto sulla Convenzione di Faro che “considera i paesaggi come parte integrante del patrimonio culturale e deve essere trasmessa alle generazioni future”, come si legge nella proposta. Ha rivelato Giusy Sica che “questo ribaltamento di prospettiva ha già riscontrato un interesse a Strasburgo” insistendo sulla necessità di valorizzare il rapporto tra ambiente e comunità attraverso una piena consapevolezza del potenziale culturale insito nel territorio ed evidente nel paesaggio. La seconda proposta persegue, in parallelo, la valorizzazione dei siti Unesco “all’interno delle aree rurali e marginali – spiega Giusy Sica -. E qui in Campania ne abbiamo una bella testimonianza”, quali poli attrattivi per lo sviluppo di territori, spazi di propulsione di attività economiche e di promozione di startup sociali, culturali e creative, punto di partenza per la ri-generazione di questi, attuata con cognizione ed attenzione alle peculiarità attraverso un’integrazione partecipata ed un rapporto di osmosi tra valore sociale ed economico. “Ci teniamo molto alle nostre proposte”, le parole della team leader del gruppo italiano, “speriamo che le nostre idee siano presenti in Parlamento nel report finale di ottobre e, in attesa dell’autunno, Re-Generation (Y)outh non si ferma: l’innovazione continua, l’approccio deve evolvere”.

Emanuela Di Venuta

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Luglio 2018 e modificato l'ultima volta il 30 Luglio 2018

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