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A GIUGLIANO

Campo Rom: dopo l’allarme della Corte Europea, l’emergenza resta grave

Attualità, Diritti e sociale | 22 Maggio 2019

La vicenda legata alle quattrocento persone di etnia rom e sinti, ancora in stato di emergenza abitativa all’interno del comune di Giugliano, resta assai intricata.

Lo scorso 10 maggio è avvenuto lo sgombero di settanta famiglie di etnia sinti e rom della città in provincia di Napoli. Ancora oggi, e in attesa di risposte concrete, donne, uomini e bambini continuano ad occupare un’ex area industriale, nella frazione di Lago Patria.

Una situazione impossibile da regolarizzare

Allo stato dei fatti, resta impossibile regolarizzare la condizione delle persone che ora vivono all’interno dell’area occupata, ormai, da più di venti giorni.
Le indicazioni nazionali ed europee impongono al comune di accompagnare le famiglie verso soluzioni abitative stabili.

Un processo che immaginiamo assai lungo e che, al momento, rende inattuabile qualsiasi intervento da parte delle istituzioni per tamponare l’emergenza.

Intanto, alla Caritas Diocesana di Aversa continuano a giungere richieste di tende o soluzioni di riparo alternativo. In molti, al momento, stanno dormendo in auto. Qualche altro addirittura all’aperto.

Come se non bastasse, a queste difficoltà si aggiunge quella di non poter accedere ai servizi di elettricità ed acqua, per non parlare dell’assenza dei servizi igienici.

I parlamentari incontrano il sindaco

In seguito alle indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’uomo, i deputati Riccardo Magi (+Europa), Doriana Sarli e la senatrice Paola Nugnes (M5S) sono stati ricevuti, lunedì 20 maggio, dal sindaco Antonio Poziello per cercare di dare uno slancio positivo alla vicenda.

Riccardo Magi, nelle dichiarazioni alla stampa, parla di una “situazione di emergenza che richiederebbe l’intervento delle protezione civile”. Il deputato sottolinea l’assurdità di aver attuato lo sgombero del campo rom prima della pubblicazione del bando pubblico per l’assegnazione di abitazioni.

Un’azione che, afferma, “sembrerebbe essere avvenuta anche per disposizioni della prefettura e non solo per una decisione del comune ed è per questo che il governo è da ritenersi responsabile, a maggior ragione in seguito alla denuncia della Cedu“.

Dello stesso parere è anche la senatrice Nugnes, la quale anticipa la necessità di dover procedere ad una nuova ordinanza di sgombero perché lo spazio occupato è privato e, soprattutto, non è sicuro: “La situazione transitoria non è definita e questo è molto grave” – afferma – “Per trovare alloggi adeguati ci vorrà un tempo indefinito e non esiste una struttura, un tavolo tecnico tra vari enti territoriali che affronti il problema“.

I parlamentari concordano sulla necessità di sollecitare la regione e il governo ad intervenire. L’amministrazione comunale non riuscirà mai, da sola, a fronteggiare il problema.

Salvini continua a fare propaganda

Il ministro dell’interno è troppo occupato ad accaparrare voti in vista delle europee. Qualsiasi occasione è buona per mantenere viva l’attenzione sulla sua persona e sul partito che rappresenta.

Ovviamente, in seguito alla sentenza della Cedu, il leghista non ha mancato di far conoscere il suo pensiero sulla vicenda, attraverso un tweet che facciamo davvero fatica a commentare: “La Corte Europea vuole obbligarci a dare le case ai ROM? Ahahahahah. Motivo in più per votare Lega domenica“.

Non esiste vangelo che tenga, per lui, rispetto a certi temi che sa bene possono essere utilizzati per allargare il consenso. Tuttavia, deve esserci qualche corto circuito nel suo modo di vivere quella fede che ama ostentare, in piazza, mentre agita il rosario.

Nel campo rom di Giugliano, gli unici cristiani che abbiamo incontrato sono stati quelli della Caritas e della parrocchia di san Pio X. I sacerdoti presenti, tra cui anche padre Alex Zanotelli, stanno condividendo il dramma di quelle persone e cercando di costruire efficaci e risolutive soluzioni.

Che un ministro della Repubblica scelga di trattare, con questi toni, il problema, dovrebbe sdegnare tutti gli italiani.
Per la sua scelta di fede, invece, l’ipotesi è che a quel vangelo sbandierato in piazza, durante un comizio elettorale, mancassero delle pagine importanti.

La verità è che, dinanzi allo stato di vita in cui sono costretti centinaia di persone e che abbiamo avuto modo di toccare con mano, ci è passata la voglia di scherzare anche sulle infelici uscite del ministro.

Chissà quanto bisognerà attendere prima che, anche lui, scelga di smettere di alimentare l’odio e i luoghi comuni e cominci seriamente a lavorare per il bene dei cittadini di questo Paese.

Sia chiaro, noi potremmo pure essere disposti ad attendere i tempi di un governo interessato solo ad attrarre consenso.

Per chi, invece, dovrà dormire, anche stanotte, su un giaciglio di fortuna, senza acqua e servizi, forse non c’è più tempo da perdere.

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 22 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Maggio 2019

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