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A GUARDAVALLE (CZ)

Cultura a misura di bambino: in Calabria nasce la “Biblioteca dei piccoli”

Altri Sud, Attualità, Battaglie, Cultura, Diritti e sociale, Emigrazione, Europa, Identità, Integrazione, Istruzione, scuola, università, Italia, Libri, Made in Sud, Mondo | 22 Agosto 2016

biblioteca dei piccoli

Storie di resistenza e cultura, di rinunce ed emigrazione. Storie di passione e impegno, di amore e legami con la propria terra.

Genny Pasquino è una giornalista calabrese emigrata in Toscana, dove ha avuto modo di sviluppare al meglio le proprie potenzialità e riempire un bagaglio ricco di esperienze.

Genny ha sempre amato le biblioteche, tanto da trascorrere i pomeriggi freddi d’inverno in compagnia di sua figlia a curiosare nelle biblioteche comunali Pergin. Ed è proprio questa passione che l’ha spinta a tornare giù in Calabria e creare qualcosa di nuovo, di diverso, fuori dagli schemi. A raccontarlo sembrerebbe una fiaba, ma è la pura realtà.

“All’inizio, ho cercato di capire qualcosa sulla biblioteca comunale di Guardavalle (CZ). Una biblioteca che esiste all’anagrafe delle biblioteche italiane, ma di fatto mai entrata in funzione. Non ha mai prestato libri, e quelli ospitati sono in uno stato di abbandono. Appena mi sono resa conto che era impossibile ripristinare quella ufficiale, ho deciso di crearne un’altra tutta per bambini, così da abituarli a frequentare le biblioteche sin dalla tenera età”, racconta Genny.

Nasce così la “Biblioteca dei Piccoli”, che ha trovato non pochi ostacoli e l’indifferenza di alcuni. La biblioteca divide i locali con il Centro Anziani di Guardavalle Marina, ex asilo comunale, dove Genny visse gli anni della spensieratezza e dei giochi. Ha trasformato così un vecchio deposito di materiale e rifiuti in un vero e proprio luogo di cultura, coinvolgendo anche gli asili, le scuole elementari e i genitori nella raccolta dei libri da depositare, trovando tuttavia riscontro solo nella frazione marina. Dal centro nessuna risposta, nonostante le sollecitazioni degli insegnanti.

La “Biblioteca dei Piccoli” è perennemente attiva sul territorio. Numerose le iniziative promosse e le attività. Tra queste i baby convegni, ossia incontri con esperti pensati per i bambini; le presentazioni dei libri; le attività finalizzate al rispetto per l’ambiente e l’urbanistica, alla sperimentazione di un linguaggio giornalistico in grado di stimolare la curiosità e lo spirito critico; incontri per promuovere la conoscenza, la democrazia paritaria, Funge anche da centro informazioni per la salute del bambino. Inoltre, Genny si occupa di raccogliere all’interno richieste e denunce di ogni tipo: permessi di soggiorno, violenze.

Ci dice: “Le potenzialità della biblioteca le ho sperimentate col tempo: integrazione, inclusione sociale, partecipazione attiva dei bambini e dei genitori. Non ho la pretesa di insegnare, ma di far riflettere e far conoscere il mondo nella sua complessità.”

Genny promuove la lettura anche nel reparto pediatrico dell’ospedale locale attraverso il personaggio di Librosia. Racconta e inventa delle storie ai bambini per non far pesare quel luogo “chiuso”, “spento”, che è l’ospedale.

“Con la “Biblioteca dei Piccoli” ho solo risposto ad un’esigenza culturale negata. Qui dentro si rompono schemi e pregiudizi. E’ proprio per questo che il cambiamento deve partire dal basso, se vogliamo modificare i nostri modi di fare. Credo che con i figli delle famiglie difficili, con i bambini in generale non abbiamo altre alternative se non offrire loro un’opportunità. Solo i libri hanno il potere di insegnare loro a combattere la mafia e altre forme di prevaricazione senza violenza”, conclude Genny.

Eleonora Greco

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Agosto 2016 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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