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A MANFREDONIA

Si presenta “Territorio zero” per difendere la terra e contro il degrado

Agroalimentare, Altri Sud, Ambiente, Attualità | 11 Settembre 2015

copertinaTerritorioZero

“Territorio 0” è una maniera di pensare e vivere le nostre terre, quell’aspetto urbano che caratterizza chiunque e che, spesso, trova sfogo nel gestire il degrado. Il “nostro” degrado che è prima di tutto culturale, della deriva storica e sociale di un singolo io che si fa gruppo e che, dal gruppo, riesce costantemente ad estraniarsi. Un metodo, lo è! Essenziale è non perdere di vista il filo rosso che collega le sue parti.

“Territorio 0” è una progettualità amica, verde…pura; è l’esempio di come mettersi in gioco nel momento stesso in cui il singolo diventa sistema.

La Comunità del Bene Comune vuol dire ‘coltivare’ una visione lungimirante, investire sul futuro, preoccuparsi della comunità dei cittadini, anteporre l’interesse a lungo termine, di tutti, all’immediato profitto dei pochi.

“Territorio 0” crea una vera comunità, la città nella città…un progetto di urbanizzazione naturale che sfida la presente, circostanza che ci impone un cambiamento sulle tematiche strettamente legate al giusto “uso” di un centro urbano, grande, medio o piccolo che sia.

Sistema è un sinonimo maschile a significato ambiguo; un sistema che si rispetti si basa su questa definizione: ..è un insieme di elementi o sottosistemi interconnessi tra di loro e con l’ambiente esterno tramite reciproche relazioni, ma che si comporta come un tutt’uno, secondo proprie regole generali.

È il sistema che produce benefici, ed è lo stesso che vigila su presunte mortificazioni ambientali. “Territorio 0” raccoglie lo strappo creatosi ormai da cinquanta anni per via di agenti endogeni, come la politica dei Governi Italiani, ma, soprattutto, di natura esogena con uno sguardo vigile al fenomeno della Globalizzazione. “Territorio 0” assume l’onere e l’onore di costituire e gestire la nuova comunità individuando aspetti da valutare e conseguentemente creare e relazionare.

Propone una nuova idea di società basata sul nuovo paradigma di “Economia Circolare” che mira ad eliminare gli sprechi ed il concetto stesso di “rifiuto”. Crea una nuova dinamica economica positiva sul territorio comunale che si declina in “rifiuti zero, emissioni zero e chilometro zero”. Rivoluziona positivamente il rapporto fra i cittadini e risorse naturali del territorio, riacquistando la sovranità energetica con l’autoproduzione da fonti rinnovabili, basata su una infrastruttura energetica capillare a costi marginali tendenti allo “zero”.

Elimina pratiche negative proprie dell’attuale modello industriale, come l’inquinamento, il ricorso ad inceneritori e grandi discariche per la gestione dei rifiuti, le centrali termoelettriche alimentate a carbone ed i grandi cementifici. Non rimane esente un’agricoltura intensiva basata sulla chimica che ha prodotto l’abbandono della coltivazione delle campagne, il dissesto idrogeologico derivato dalla mancata cura dei corsi d’acqua, il consumo di suolo per un’urbanizzazione spesso selvaggia e lo sfrenato modello consumistico causato dalla seconda rivoluzione industriale; tutte scelte ad enorme impatto ambientale per il consumo di materie prime non rinnovabili, presentate, erroneamente, come inevitabili prezzi da pagare per uno sviluppo dimostratosi distorto. Crea un nuovo modello economico ad alta intensità occupazionale, conferendo un rinnovato protagonismo alle PMI, ai gruppi di ricercatori e imprenditori innovativi, raccogliendo la sfida congiuntamente all’operato di enti locali, organizzazioni della società civile e in definitiva dei cittadini.

Si favorirà, così, un’occupazione stabile sul territorio e una valorizzazione sostenibile delle sue risorse naturali, agricole, eno-gastronomiche, culturali, turistiche, storiche e archeologiche, attraverso una nuova PAC (Politica Agricola Comune), che rafforzerà non solo la competitività, ma soprattutto la cooperazione e la sostenibilità dell’agricoltura, mantenendo la sua forte presenza nelle regioni. In tal modo, si garantirà ai cittadini europei la produzione di alimenti di qualità, preservando l’ambiente con uno sviluppo sano nelle aree rurali. Questa Rivoluzione sarà la fonte di risparmio per considerevoli risorse economiche da indirizzare a favore di attività sociali orientate alle famiglie, alle imprese e di sostegno al reddito dei cittadini, agevolando, così, il raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Unione Europea. Saremo presenti sabato 12 Settembre 2015 in Piazza del Popolo, Manfredonia, dalle ore 18:00 alle ore 23:00 con gazebo informativo per questa nuova idea di Comunità. Si continuerà la raccolta firme contro l’istallazione del megadeposito di Gpl targato EnerGas.

Gianpaolo De Giorgio – Organizer “Territorio zero Manfredonia”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 11 Settembre 2015

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