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A MARE CU TUTTE ‘E PANNE

La sfilata di gommoni di De Magistris affonda lo zapatismo partenopeo

Attualità | 29 Giugno 2019

Simbolicamente si pensava a una grossa operazione. Nelle assemblee zapatiste di cinque persone che si svolgono solo ed esclusivamente a Palazzo San Giacomo, nella stanza del capo di gabinetto e ex carabiniere Attilio Auricchio, il sindaco ombra di Napoli che nessuno conosce ma che tutto muove, gli ex leader di Insurgencia, oggi comodamente seduti ciascuno su una poltrona “assegnata” (tranne la De Maio, eletta, purtroppo anche con i voti di questo collettivo di scrittura, allora più giovane e inconsapevole anche di chi stava ingenuamente sostenendo) da mesi si parla di questa sfilata di barche che dovevano essere trecento in origine e che oggi sono ridotte a poche imbarcazioni, addirittura gommoni e kajak. Ufficialmente sono 60 barche che sfileranno oggi per questa pagliacciata della flotta napoletana: 36 a vela, 12 a motore e 15 a remi: i numeri sono indicati nell’ordinanza della capitaneria di porto per la “Giornata mondiale del rifugiato”.

Ebbene il gran giorno è arrivato. E il comunicato del Comune di Napoli – si, proprio del Comune – ci fa sapere che oggi nei nostri mari “si terrà un evento straordinario: un corteo in mare – composto da imbarcazioni civili, kayak, pescherecci e dai rappresentanti di ONG e di Associazioni – attraverserà le acque del Golfo per ribadire “che il Mediterraneo è luogo di pace, contaminazione e accoglienza e non di morte e di segregazione”.

“É un’iniziativa a costo zero per il Comune di Napoli, fortemente simbolica, per riaffermare l’identità aperta e multiculturale della nostra città. Il punto di incontro delle imbarcazioni è fissato per le ore 10:30 nello specchio d’acqua antistante il Molosiglio; saremo lì, accanto all’imbarcazione della Lega Navale, che ringraziamo per la disponibilità ed il supporto tecnico che ci sta fornendo. Il nostro scopo è sostenere la battaglia dei sindaci e della società civile italiana ed europea contro politiche che stanno provocando decine di migliaia di morti nel Mare Mediterraneo. Mobilitiamoci in tanti e in tante anche per affermare nuovamente la nostra solidarietà ai naufraghi a bordo della Sea Watch 3, da più di 10 giorni oramai al limite delle acque territoriali italiane senza che sia concesso loro un porto sicuro, mentre sulle nostre coste continuano ad avvenire sbarchi di persone disperate” dice il sindaco.

Certo, politicamente, si voleva lanciare un segnale a Salvini, come c’è stato in passato quando con alcuni collettivi si è manifestato al porto di Napoli contro la disumanità a cui assistiamo anche in queste ore. Ma De Magistris è il sindaco della città e da un sindaco ci si aspetta che si occupi della città e non della politica nazionale. Ma tant’è.

Nei giorni in cui Napoli sembra nuovamente in semiemergenza sul fronte rifuti e con un piano trasporti per le Universiadi non ancora partite, che già provoca il soffocamento della città, davvero ci si aspetterebbe da un primo cittadino qualcosa di più efficace e dignitoso di questa farsa a mare di oggi o dei continui e grotteschi tagli di nastri di questa ultima settimana (addirittura inaugurando un MD discount).

«Napoli si è schierata – ribadisce il sindaco Luigi de Magistris – e mi sento sempre meno rappresentato da questo governo che arresta chi aiuta le persone in difficoltà. In un paese democratico andrebbe messo dietro le sbarre chi impedisce agli altri di fare il proprio dovere civile. Ma quando queste persone saranno processate Napoli si costituirà parte civile. Oggi siamo dalla parte di Carola perché siamo umani».

Tutto bene ma ci domandiamo a cosa serva questa sfilata grottesca e a chi serva se non al sindaco, alla disperata ricerca di un’occupazione futura, cosa ormai chiara anche ai pesci antistanti Castel dell’Ovo. Napoli intanto piange e rimpiange le promesse di inizio mandato, dal Vasto a Napoli Est, da Pianura-Soccavo al Vomero, da Chiaia a Bagnoli: le assemblee zapatiste nei quartieri, mai fatte, le promesse di decisioni dal basso mai realizzate, nella disperata ricerca di quella normalità che fatica a trovare, anche grazie a queste pagliacciate insensate che fanno del nostro sindaco e di questa città una barzelletta eterna. Altro che sportelli in difesa. Qualcuno ci difenda dalle iniziative risibili di De Magistris, qualcuno risollevi le sorte della nostra amatissima ex capitale.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 29 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Giugno 2019

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