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A NAPOLI

Intervista ai ragazzi di Cannabistrò, il locale dal cuore di Canapa

Agroalimentare, Ambiente, Attualità, Battaglie, Cultura, Diritti e sociale, Economia, Europa, Eventi, Imprese, Italia, Lavoro, Storia | 8 Ottobre 2015

cannabis

Protagonista di battaglie politiche e dibattiti e argomento principale della prossima Commissione Narcotici e Droghe dell’Onu del 2016 è la canapa, una pianta magica e fantastica, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo ed in Campania. Non tutti, però, sono a conoscenza delle proprietà della cannabis che hanno garantito agli esseri umani di sfruttarla per molteplici utilizzi fin dall’antichità.

Studi approfonditi, lavoro e passione sono gli ingredienti che hanno permesso ad un gruppo di ragazzi campani di aprire il primo bistrò in Italia dedicato interamente alla cannabis, Cannabistrò. Un locale dal design moderno che risponde all’esigenza di confrontarsi sul tema delle risorse che possono essere create grazie alla coltivazione della canapa.

Ma Cannabistrò è l’emblema di un percorso iniziato molto prima dalla Sativa Alimentari, l’azienda nata nel maggio del 2013 grazie all’intuizione del fondatore Marco Manfredini, originario di Nocera Inferiore, ideatore ed autore di un progetto che unisce coltivazione, produzione e punto vendita. Con la Sativa Alimentari questo gruppetto di coraggiosi ragazzi, che ha deciso di investire, fregandosene della crisi e dei pregiudizi, ha partecipato a molte fiere dedicate al tema in Europa, crescendo sempre di più: nel 2013 la Sativa ha vinto il secondo posto del concorso interno al Cannafest di Praga dedicato alle migliori bevande prodotte con estratti di cannabis, come ci spiega Marcella Odore collaboratrice di Cannabistrò; nel 2014 invece, Sativa è riuscita a raggiungere il primo posto per il concorso di miglior prodotto di canapa del festival “Spannabish” che si tiene ogni anno a Barcellona. Una serie di successi internazionali coronati con il riconoscimento nazionale che arriva con l’inserimento de “Il Chiostro”, il birrificio che si occupa della produzione della birra per Cannabistrò, nella guida dei migliori birrifici artigianali d’Italia, unico in Campania ad essere presente nella lista.

Dopo la partecipata inaugurazione del locale lo scorso 2 ottobre, siamo stati con i ragazzi di Cannabistrò che ci hanno raccontato la loro idea con entusiasmo e disponibilità: ognuno di loro, Domenico, Davide, Marcella e Marco ha dato il suo contributo nel farci vivere quest’avventura nata nel centro storico, iniziata proprio facendo i lavori di ristrutturazione tutti insieme e in autonomia.

Marco, in quanto fondatore di Sativa Alimentari, raccontaci com’è nata l’idea di Cannabistrò…

L’idea di aprire Cannabistrò nasce dopo quattro anni di lavoro nel settore. Abbiamo iniziato con la coltivazione della canapa un po’ per caso, in maniera sperimentale fino a lavorarla poi seriamente cominciando a farne prodotti, soprattutto alimentari come pasta, biscotti, caffè e birra. Commercializzandoli ci siamo trovati a gestire dei catering per alcuni aventi specifici, avendo un discreto successo. Grazie al buon riscontro ottenuto è nata l’idea di creare un posto fisso dove riproporre, giorno dopo giorno, i nostri prodotti. Il nostro scopo non è solo quello di offrire al pubblico il sapore di alimenti e bevande a base di canapa, ma anche creare un luogo d’incontro sul tema: ci saranno spazi dedicati alla lettura, workshop e presentazioni di libri. La settimana prossima, ad esempio, delle ragazze illustreranno come preparare cosmetici con la canapa come fanghi a base di semi e farina. Ospiteremo anche dei ragazzi siciliani che hanno brevettato delle stampe digitali in 3d, utilizzando come materia prima il filamento di canapa. Come potete vedere gli utilizzi di questa pianta sono molti e vari e noi vogliamo contribuire all’ampliamento delle conoscenze sulla cannabis. Oltre ad essere un bar, Cannabistrò sarà un punto di ritrovo per chi crede in questa risorsa.

Quali sono le varietà di canapa che utilizzate per i vostri prodotti?

Le varietà di cui ci serviamo sono autorizzate e raccomandate dal Ministero dell’Agricoltura, che, ha selezionato dei sementi con un bassissimo contenuto di THC. In particolare le nostre sono un misto di varietà monoiche francesi e italiane come la felina.

Dove coltivate le vostre piantagioni?

Le nostre piantagioni sono in provincia di Salerno, tra Battipaglia e Montecorvino Rovella, territori ampi perché la canapa ha senso coltivarla in grandi proporzioni per avere una resa apprezzabile. In questa zona grazie ad una partnership con un’azienda agricola preesistente, abbiamo la possibilità di coltivare per quattro mesi all’anno in un terreno di cinque ettari dove le piante possono crescere fino a cinque metri.

Com’è nata, invece, Sativa Alimentari? E di cosa si occupa quest’azienda?

Sativa Alimentari è la nostra azienda. Ti spiego: Cannabistrò è un’arteria di Sativa, di cui io sono fondatore, autore e ideatore del progetto e del nome. Sativa vende, in collaborazione con aziende artigianali del territorio campano, prodotti a base di canapa che potete trovare qui nel locale, come la birra. Il birrificio, ad esempio, è un’altra azienda partner che produce la birra in esclusiva per noi, una ricetta originale che abbiamo concepito insieme al mastro birrario e depositato come brevetto. I prodotti da forno invece provengono da un’azienda di Oliviero Citra, in provincia di Salerno, un posto nel cuore del Cilento, puro ed incontaminato. Il pane, i panini che utilizzeremo per gli hamburger sono tutti sfornati lì. Potete trovare le informazioni sui nostri alimenti sul sito www.foodsativa.com/it

In base a cosa scegliete le vostre collaborazioni?

Le nostre collaborazioni sono state scelte dopo una lunga selezione di aziende artigianali e biologiche della Campania. Abbiamo puntato anche sulle nostre tradizioni: per la pasta ci siamo rivolti ad un pastificio artigianale gragnanese nato nel 1876! Abbiamo poi richieste e collaborazioni in altri paesi d’Europa come Spagna, Olanda e Danimarca.

 Quali sono i vostri prodotti?

La birra è il nostro prodotto porta bandiera. In precedenza era una, con l’apertura del Cannabistrò ne abbiamo aggiunte due, tutte ricette originali. Poi, anche la pasta alla canapa gioca per noi un ruolo primario perché è una pasta d’eccellenza, figlia di una tradizione di pastai. Ed essendo campani per noi sarà un orgoglio poterla offrire al pubblico alla prossima apertura del ristorante, accompagnata da condimenti tutti alla base di canapa. Infine i prodotti da forno, il caffè, i formaggi, i liquori e tanto altro ancora.  Poi, i succhi di frutta che sono tutti biologici e con una percentuale pari quasi al 100% di concentrato di frutta. In genere cerchiamo di basarci sul km zero, ma questo non ci è possibile per ogni ingrediente.

Quali sono le proprietà che contiene la canapa che utilizzate?

I nostri prodotti alimentari, rispondendo ad una domanda che ci fanno in molti, non hanno effetti terapeutici ma nutraceutici, ovvero, hanno un alto potenziale nutritivo dovuto proprio alla composizione della pianta. Le categorie di prodotti con alto tenore di THC hanno invece proprietà terapeutiche, ma come dicevo prima questo principio è illegale in Italia, dove la preparazione degli scienziati a riguardo è anche minore. Molti studi hanno dimostrato che il THC abbassa anche la crescita di tumori maligni poiché riesce a riconoscere le cellule tumorali attaccandole e distruggendole. Ma esistono anche cannabinoidi non psicotropi e legali come il CBD, il cannabidiolo, che ha moltissime proprietà su cui noi stiamo lavorato per sviluppare nuovi prodotti come l’olio e l’etanolo.

Marco, com’è nata la tua passione verso questa pianta?

La mia passione è nata anche grazie al mio percorso di studi che mi ha portato ad affrontare diversi temi riguardo la cannabis: mi sono laureato in biologia nel 2009 con una tesi sugli effetti dei cannabinoidi sul dolore neuropatico, soffermandomi quindi sull’utilizzo della canapa come farmaco. In particolare, l’esame di farmacologia mi ha permesso di conoscere quest’aspetto e da lì poi ampliare l’interesse per tutti gli altri. Ho scoperto, ad esempio, che la canapa è stata la prima coltivazione in Campania prima del primo dopoguerra e ha rappresentato lo sviluppo di una cultura e di un’economia fiorente. La canapa campana era la prima richiesta in tutto il mondo nell’industria tessile: i primi jeans Levis sono stati fatti con della canapa acquistata proprio in Campania.

Che tipo di proprietà aveva in particolare la canapa campana?

La più utilizzata all’epoca era l’Eletta Campana, una varietà molto famosa che consentiva di avere prodotti ad altissima qualità. Era una canapa richiestissima che ora alcuni laboratori pugliesi stanno provando a recuperare, essendo la più adatta per uso tessile per la fibra molto resistente.

Marco, con la vostra attività avete creato una nuova economia e ci racconti di un glorioso passato, quindi credi che quella della canapa potrebbe essere un’industria importante in Campania?

L’industria della canapa è stata un’industria importante in Campania. Poi, però, purtroppo confusa, per la presenza del THC, con un’industria unicamente volta alla produzione della droga, che è stato uno dei motivi per nascondere queste imprese, criminalizzando a pianta. Noi, aldilà dell’essere d’accordo o meno con l’uso ricreativo, vogliamo sottolineare che ci sono usi legittimi ed ineccepibili della pianta e incominciare da questi per far capire che una sola componente tra l’altro infinitesima, il THC, non può essere indice di criminalizzazione di una pianta intera. La Cannabis Sativa era in origine l’unica varietà di canapa, ma oggi esistono cannabis con un alto o basso tenore di THC, e noi, ovviamente utilizziamo quelle con basso tenore che hanno anche un ritmo di crescita diverso, essendo solo per scopo agricolo. Le piante con un alto tenore di THC sono ricercate per uso ricreativo che in Italia è illegale e noi assolutamente non incitiamo. Promuoviamo gli usi legai e legittimi della pianta e non vogliamo, anche se abbiamo le nostre opinioni in merito, andare contro quelle che sono le normative vigenti.

Avete avuto difficoltà legali per coltivare la canapa ed aprire Cannabistrò?

No, non abbiamo avuto problemi perché per coltivare le sementi autorizzate dal Ministero basta una semplice comunicazione alle forze dell’ordine di riferimento competenti nel territorio. Per cui noi, sei mesi prima della semina, facciamo una semplice comunicazione non avendo bisogno di un’autorizzazione, perché, appunto, sei già autorizzato a coltivare questa specie. A Napoli non abbiamo avuto difficoltà ad aprire il locale, se non quelle tipiche della burocrazia. Fin ora c’è stato un grande interesse ed una gran curiosità verso di noi e noi abbiamo voluto mettere il disegno della foglia ben evidenziato all’ingresso e la parola cannabis per esteso nel nome proprio per non far si che le persone associno in maniera errata la droga con la canapa.  Quando si parla di cannabis qui, si parla di cibo, di cultura e poi perché no anche dello scopo ricreativo, ludico: è un’economia che illegale o meno esiste, far finta di non vedere vuol dire alimentare il mercato nero. Però ti ripeto questo è un parere personale, le leggi in vigore vanno rispettate.

Cosa ne pensi a riguardo dell’utilizzo di piantagioni di Canapa per risanare i terreni della terra dei fuochi?

Credo che sia un utilizzo che debba essere sfruttato proprio perché una delle proprietà della canapa è l’effetto fitodepurativo che ha sui terreni. Immagina che, una delle prime coltivazioni fatte in Campania, dopo la lunga assenza della canapa in questa regione, è stata fatta proprio ad Acerra in un terreno adiacente l’inceneritore da un imprenditore casertano. Con l’essenziale ottenuto dagli estratti ne è stato creato un profumo dalle aziende francesi a cui viene venduto. Vedere le foto della coltivazione con l’inceneritore dietro e pensare al prodotto finito, un deodorante, la dice lunga su quelle che sono le caratteristiche sfruttabili di questa pianta.

Quali sono i vostri rapporti con Canapa in Mostra?

Saremo sponsor dell’evento sia come Sativa Alimentari che come Cannabistrò gestendo gran parte dell’area food. In occasione di Canapa in Mostra faremo la nostra pizza a base di semi, creata da un pizzaiolo napoletano. Con gli organizzatori, con cui siamo amici fraterni, ci abbiamo creduto fin dall’inizio anche perché loro prima di mettere in piedi questa fiera si sono confrontati con tutte le altre realtà campane e noi siamo stati i primi a rispondere.

Per voi quanto è importante partecipare a questa manifestazione?

Sai, abbiamo partecipato a moltissime fiere, sia in Italia che in Europa, ma l’importanza che ha Canapa in Mosta, per noi, è tutt’altra cosa…perché è a Napoli! E crediamo che possa diventare davvero la fiera di riferimento in Italia, non solo in Campania.

Curiosità tratte da www.foodsativa.com

-L’olio di semi di canapa contiene circa i 75% di acidi grassi essenziali che comprende il 15-20% acido alfa-linoleico di tipo Omega 3, spesso poco presente ma indispensabile per la nostra alimentazione.
-Le proteine del seme contengono tutti gli amminoacidi essenziali in una quantità ottimale e principalmente in una forma facilmente assimilabile.

 

Elena Lopresti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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