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A NEW YORK

Giovedì a Little Italy parte la festa di San Gennaro che dura 11 giorni

Identità, Mondo | 9 Settembre 2019

La festa di San Gennaro a Little Italy celebra il santo patrono di Napoli durante 11 giorni, che quest’anno corrono dal 12 al 22 settembre. Festeggiato per la prima volta nel 1926 da immigrati napoletani, l’evento è diventato una sorta di celebrazione del rapporto tra italiani e statunitensi.

Un punto culminante del tradizionale appuntamento nella zona italo-americana della Grande Mela è il cibo lungo Mulberry Street: cannoli, torrone e, naturalmente, panini con salsiccia e pepe, senza dimenticare le gare di pizza e cannoli che sono uno dei momenti “profani” più divertenti degli 11 giorni di festa.

A parte il cibo, i visitatori potranno possono ascoltare musica dal vivo, assistere a dimostrazioni culinarie e vivere l’atmosfera del fulcro dell’evento: la tradizionale processione della statua di San Gennaro, in programma l’ultimo sabato.

La festa di San Gennaro è stata celebrata a New York per la prima volta nel settembre del 1926, quando gli immigrati da Napoli si sono riuniti lungo gelsi Street nel quartiere Little Italy di Manhattan: quest’anno dunque il San Gennaro Festival a New York compie 93 anni, anche se non li mostra visto che da quasi un secolo le tradizioni degli emigranti del Sud Italia riscuotono sempre grande successo nel centro della metropoli più frenetica e moderna del mondo.

Il merito, molto probabilmente, è da attribuire al comitato “Figli di San Gennaro” che, dal 1996 a oggi, si occupa dell’organizzazione della festa che compendia in un armonico mix sacro e profano e che si svolge lungo Mulbery Street tra Canal e Houston Street (mentre l’intrattenimento musicale si tiene all’angolo tra Grand Street e Mott Street)

Quest’anno a fare da Grand Marshall sarà l’attore Steve Schirripa, il Bobby dei Sopranos. In passato hanno presieduto Chazz Palminteri (2017), Tony Danza (2016) e il comico Vic DiBitetto. Tutti italoamericani con origini meridionali.

Schirripa, ad esempio, nasce a Bensonhurst, un quartiere di Brooklyn (New York), da Maria Capacci, statunitense di origine ebraica e da Ralph Schirripa, figlio di immigrati originari, tra l’altro, di Riace… una coincidenza, bella, che fa riflettere.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Settembre 2019

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