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A PARIGI

La Francia celebra “Visages de Scampia” mostra nata dall’incontro tra Davide Cerullo e Pignon

Cultura, Europa | 5 Giugno 2018

Di Lucilla Parlato

La Francia celebra Scampia. La galleria Gallimard di Parigi in questi giorni ospita una splendida mostra di fotografie di Davide Cerullo, “Les visages di Scampia”, composta soprattutto dai ritratti degli abitanti del suo quartiere, insieme a disegni e fotografie di Ernest Pignon-Ernst.

Pignon, nel 40esimo anniversario della morte di Pasolini, ha iniziato un viaggio in Italia cercando tracce resistenti di quelle periferie raccontate dallo scrittore. L’incontro con l’ex direttore dell’Istituto francese di Napoli, Sibylle Atchouel, lo ha condotto nelle periferie più simili a quelle pasoliniane, a Scampia.

E qui l’incontro tra Davide Cerullo e Ernest Pignon-Ernst è avvenuto in modo molto naturale “È favoloso, ama la poesia, conosce Christian Bobin, ha letto tutto, scrive lui stesso poesie e realizza bellissime foto. Me lo ha “consigliato” Erri de Luca” racconta l’artista alla stampa francese. Cerullo insomma è stato il Cicerone di Ernest guidandolo nel quartiere, dove ha installato la sua opera  disegni e scattare foto: come aveva già fatto  a Roma o Matera, Pignon ha continuato anche a Scampia il progetto “Se torno (se torno)” incollando tra le Vele l’immagine Pasolini con uno sguardo oscuro con  il suo stesso corpo senza vita tra le braccia.

Il libro catalogo che  Gallimard ha voluto stampare su “Visages de Scampia” è disegnato, con le fotografie dell’autore napoletano, a cui si aggiungono le voci di Erri de Luca, ma anche Chrisitan Bobin e Ernst Pignon-Ernest.

Nato nel 74, Davide Cerullo visse a Le Vele fino all’età di 13 anni prima di entrare in camorra. “Avevo tasche piene di soldi, potevo permettermi i piaceri, le droghe, tutto. Avrei potuto fare una carriera. Ma non era la vita reale” è ancora il racconto stavolta di Cerullo alla stampa francese, alla quale ha narrato la sua storia di avvicinamento al Vangelo nel carcere di Poggioreale e il giorno in cui dalla Francia ricevette una lettera da Bobin, evento che gli cambiò la visione del mondo in positivo. Del resto “l’irrecuperabile non esiste: è solo un prodotto nato dalla nostra cattiva volontà” è il suo motto raccontato anche su queste pagine e nella mostra le immagini dei bambini lo raccontano con gesti, sguardi, emozioni.

La mostra si trova presso la Galleria Gallimard 30 Rue de l’Université, 75007 Parigi dove resterà fino al prossimo 16 giugno.

All’inaugurazione è stato proiettato anche il documentario realizzato dal collettivo Sikozel sul progetto di Ernst Pignon Ernest, alla presenza dell’artista e di Cerullo.

Il Collettivo Sikozel tra l’altro nasce nel 2013 con lo scopo di produrre un documentario sul ricordo dell’opera effimera realizzata da Ernest Pignon-Ernest a Napoli tra il 1988 e il 1995. Dopo la realizzazione del film, La pasqua secondo Ernest-Pignon-Ernest, il collettivo organizza in collaborazione con l’Istituto Francese e l’Accademia di Belle Arti di Napoli una settimana di eventi («La memoria dei vicoli») per festeggiare con l’artista e la cittadinanza partenopea (abitanti, scuole, associazioni) il venticinquesimo anniversario dei suoi interventi urbani con proiezioni, incontri, un concerto e una mostra fotografica. Costituito da due film-makers, tre storici dell’arte e un antropologo, Sikozel ha intrapreso nel 2015 un secondo lavoro documentario autoprodotto in occasione del quarantesimo anniversario dell’omicidio di Pasolini. Di nuovo sulle tracce di Ernest Pignon-Ernest, il collettivo ha seguito l’artista francese durante gli incollaggi della pietà pasoliniana sui muri delle città di Roma, Matera e Napoli, raccogliendo le atmosfere e le reazioni che l’immagine ha suscitato negli abitanti delle tre città.

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Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Giugno 2018 e modificato l'ultima volta il 5 Giugno 2018

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