martedì 11 maggio 2021
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A Portici la Mensa dei Poveri è a rischio: La pandemia ha generato insoluti

Battaglie | 11 Aprile 2021

L’Avv. Riccardo Russo è  il responsabile e fondatore della Mensa del Buon Samaritano sita a Portici  (Napoli), che assicura pasti cucinati giornalieri a circa 70/100 bisognosi, in questi giorni sta tentando di gestire  una situazione che potrebbe avere un tragico epilogo se non verrà affrontata  con concretezza.
La sua raccolta fondi serve a pagare le bollette insolute (a causa della pandemia) per il consumo dell’energia elettrica all’ENEL che ha minacciato di interrompere la fornitura se non si paga al più presto. Ecco come contribuire in maniera sicura alla raccolta fondi necessaria:

https://www.gofundme.com/f/aiuto-alla-mensa-del-buon-samaritano-di-portici-na?member=9969694&sharetype=teams&utm_campaign=p_na+share-sheet&utm_medium=social&utm_source=facebook   

La mensa è in vita da otto anni e si mantiene con i profitti dell’attività parallela di ristorazione, interrotta dalla chiusura governativa da oltre un anno a causa del Covid 19.
La Mensa non ha mai ricevuto un centesimo di denaro pubblico, o di altra natura! Nel seguente reportage, risalente al Dicembre 2018,  si chiarisce di cosa stiamo parlando   https://www.facebook.com/identitainsorgenti/videos/1984142421639499

 

Il gran lavoro dei volontari

Dal Martedì al Venerdi, i volontari confezionano cibi per almeno 100 persone che con la pandemia si sono impoverite ancora di più. Qui non si tratta di chiedere la carità, perchè la “Mensa” aveva una sua attività parallela (“La Terrazza di 800 Napoletano”)  che le consentiva un autofinanziamento. L’Istituto Pennese, al cui interno si trova appunto la mensa dei poveri, è un palazzo antico, spesso sede anche di corsi di formazione, oltre che di attività per la ristorazione.

Da otto anni l’avv. Russo la gestisce insieme ai volontari, affrontando costi elevatissimi di gestione, ma la pandemia, insieme alla totale assenza di sovvenzioni statali,  stanno dando una spallata finale ad un servizio essenziale che di fatto, interviene  laddove lo Stato latita. L’Enel ha chiesto i 18.000 Euro necessari a chiudere la vicenda, e per l’ennesima volta noi tutti cerchiamo di coinvolgere il cuore dei cittadini porticesi e di tutti gli uomini di buona volontà.

 

Alberto Guarino

 

Un articolo di Alberto Guarino pubblicato il 11 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 11 Aprile 2021

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