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A SAN GIORGIO A CREMANO

Dai teatri dove debuttò alla casa dove visse: viaggio nei luoghi di Massimo Troisi

Cinema, Cultura, Periferie, Teatro | 30 Gennaio 2018

Si dice spesso che per conoscere la vera essenza di un artista bisogna ritrovarsi a tu per tu con i luoghi in cui ha vissuto: occorre scrutarne l’assetto, visualizzarne gli odori, ripercorrere passo dopo passo le strade che l’hanno ispirato e su cui ha potuto consumare le suole delle sue scarpe. Non è un caso, infatti, che molte delle città italiane in cui hanno vissuto scrittori, poeti e artisti di ogni età, si siano attrezzate, offrendo ai visitatori veri e propri tour organizzati, attraverso cui è possibile rivivere i luoghi che meglio sanno dir delle loro intense vite. Così a Recanati è possibile ripercorrere gli itinerari del Leopardi, a Firenze ci si imbatte nella casa di Dante, in Toscana si passeggia con Boccaccio… e a Napoli? O meglio, e a San Giorgio a Cremano? Quella piccola, ridente cittadina di confine, sorta a soli 7 km dal Centro, che ha visto nascere e crescere Massimo Troisi? Nessuno ci pensa?

Poco male, ce ne occuperemo noi.

Ecco allora un itinerario di viaggio, una sorta di passeggiata virtuale attraverso cui percorreremo insieme le strade della città che accolsero Massimo durante gli anni della sua infanzia sino all’adolescenza, per scoprire i luoghi in cui l’attore partenopeo visse e mosse i primi passi della sua intramontabile carriera.

Partiamo, dunque, da quella che oggi è conosciuta come Piazza Massimo Troisi, vero epicentro di San Giorgio a Cremano, precedentemente detta Piazza Garibaldi o anche, nel gergo sangiorgese, Mmiezo ‘è Taralli. Una denominazione, quella de Li Taralli, che non deriva dalla sua conformazione circolare che, in qualche modo, potrebbe richiamare alla mente il celebre biscotto napoletano. Tutt’altra storia. Mmiezo ‘è Taralli deriva, infatti, dal cognome di una delle famiglie agricole più conosciute del paese, la famiglia Tarallo, appunto, che diede il proprio nome persino ad un palazzo sorto sul lato sinistro della Piazza. Ecco, proprio in quel palazzo, di cui oggi resta solo una facciata ridipinta di rosso, nacque Massimo Troisi. Era il 1953: allora la Piazza era ben diversa da quella che si presenta agli occhi di chi la guarda adesso: piena di giardini e di bazar ambulanti, l’ampio slargo si restituiva alla città come un vero e proprio punto di ritrovo per tutti i suoi abitanti.

Proseguendo il nostro tour ideale, a pochi passi dalla Piazza centrale, imbocchiamo, poi, via Cavalli di Bronzo 31: il celebre indirizzo che il padre di Gaetano, nel film Ricomincio da tre, darà alla Madonna durante la sua supplica serale, lo stesso, in cui la famiglia Troisi si stabilì, realmente, sul finire degli anni ’50. Massimo aveva circa quattro anni, e mai avrebbe potuto immaginare che quella strada l’avrebbe letteralmente consumata, trascorrendovi interi pomeriggi in compagnia di Alfredo Cozzolino, suo amico d’infanzia, nonché suo storico dirimpettaio. Alfredo e Massimo, infatti, tutte le mattine, erano soliti percorrere insieme lo stesso itinerario: partendo da via Cavalli di Bronzo, muniti di grembiule, fiocco, cartella e panierino, attraversavano tutta la città, per raggiungere la scuola elementare sita in Via Emanuele Gianturco, il plesso più antico di San Giorgio a Cremano e che, a partire dal 2006, è stato intitolato proprio a Massimo Troisi.

Poi, fu la volta delle medie: da Via Gianturco, quindi, ci spostiamo verso Via De Lauzieres, altra strada spesse volte ricordata dall’attore durante le sue interviste. Ed è proprio qui, presso la scuola intitolata al cardinale Guglielmo Massaia, sede tutt’oggi attiva, che l’attore poté svolgere gli studi che lo videro impegnato nei primi anni della sua adolescenza.
Ripercorrendo a ritroso il nostro tragitto, tornando dunque nella Piazza centrale e svoltando nel vicoletto a sinistra che fa ad angolo con ciò che resta del palazzo natale di Massimo, imbocchiamo, poi, via Sant’Anna, dov’è situata l’omonima chiesetta solitamente frequentata dalla famiglia Troisi. Qui Massimo non solo fu battezzato, ma, per la prima volta e, quasi per caso, come più volte ha raccontato Lello Arena, assaporò l’emozione di andare in scena: «uno degli attori si ammala» spiega Lello in un’intervista «Il regista dice: “Perché non prendiamo quel ragazzo che abita qui dietro? Quello che si lamenta sempre perché alle assemblee nessuno sta serio quando parla”». Quel ragazzo era proprio Massimo che, per la prima volta, su quel palchetto parrocchiale in Via Sant’Anna, poté tessere le trame del suo destino, imbattendosi nella figura di Lello Arena e nella sua stessa vocazione d’artista.

Di teatro in teatro ci muoviamo nella vita e tra le strade che hanno visto crescere Massimo: non molto distante dalla parrocchia degli esordi, volendo concludere il nostro cammino, ci spostiamo, infatti, in Via San Giorgio Vecchio 31, dov’è situato il “Centro Teatro Spazio”: oggi teatro sperimentale gestito dal regista e drammaturgo Vincenzo Borrelli, ieri, scommessa dell’attore partenopeo e del suo gruppo d’amici. Era il 1972: dopo anni trascorsi a recitare in parrocchia, era giunto, ormai, il momento di ampliare il proprio pubblico, di creare un punto di ritrovo, uno spazio, appunto, che si adattasse meglio alla verve incontenibile di quei giovani e volenterosi artisti. Così, Massimo, Lello e la loro compagnia, che di volta in volta s’ampliava sempre più, decisero di fittare un garage, precedentemente adibito a discoteca, e di coltivare lì la propria passione per il teatro.

Detto fatto. Nacque così il “Centro Teatro Spazio”, il trio cabarettistico “la Smorfia” e quegli spettacoli dal sapore universale che pur nascendo negli interstizi e negli scarti delle semisconosciute strade sangiorgesi, avrebbero valicato, poi, ogni confine territoriale, sostando nel cuore e nella mente di una platea ben più vasta di quella parrocchiale.

Flavia Salerni

(Si ringrazia Luigi Troisi per la supervisione prestata durante l’elaborazione dell’itinerario e per il materiale fotografico concessoci)

Un articolo di Flavia Salerni pubblicato il 30 Gennaio 2018 e modificato l'ultima volta il 31 Gennaio 2018

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