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A SCAMPIA

Il Carnevale del GRIDAS: la più grande festa a tema di Napoli

Eventi | 21 Febbraio 2020

Domenica 23 febbraio alle ore 10 torna a Scampia, per il 38° anno consecutivo, il Corteo di Carnevale di quartiere promosso dal GRIDAS e tenuto in piedi dalle tante realtà che animano il quartiere napoletano. Maschere e carri preparati in circa un mese di laboratori presso le scuole e le associazioni del quartiere percorrono in corteo le strade di Scampia portando musica e colori ma anche proteste e proposte.

Tema di quest’anno: “La riscossa dei pappici ovverossia tutti insieme che non c’è più tempo”

Il riferimento è al proverbio napoletano del pappicio che con tenacia e costanza riesce a perforare una noce, ma anche alla necessità di unirsi e ribaltare dal basso le sorti dell’umanità. Tanti piccoli insieme possono rigettare indietro nuovi e vecchi fascismi e sopraffazioni e pretendere urgentemente leggi e impegni dei “grandi” a favore di un futuro migliore, sul clima e non solo. Ma anche il lavoro silenzioso che sta riqualificando dal basso le nostre città, ridonando bellezza a territori abbandonati al degrado e al malaffare, cambiando faccia agli spazi pubblici urbani nell’assenza più o meno colpevole delle istituzioni.
Anche quest’anno, prima del corteo, fuori la sede del GRIDAS si esibirà l’Orchestra giovanile Musica libera tutti e i giovani musicisti, per il tema di quest’anno, hanno preparato delle acconciature da pappici. Aprirà il corteo, come di consueto, la Rosa dei Venti con il titolo di questa edizione e, come punti cardinali, i nomi e i valori che ci guidano nel nostro cammino.
Ancora quest’anno in corteo la gru che dal 2011 porta in alto le battaglie dei vari territori in lotta per il rispetto dei propri diritti. Quest’anno un pappicio si arrampica tra le altre sagome di operai e i vari cartelli che ogni anno scandiscono il tempo che passiamo “sulla gru”.
Il tempo agli sgoccioli si è materializzato, nei laboratori svolti presso la sede del GRIDAS insieme al Circolo Legambiente “La Gru”, MAGMA – Movimento autonomo Area Nord, le Porte Invisibili e tutti quelli che sono passati a collaborare, in un’enorme clessidra che sbuca da una noce. La noce, raffigurante tutte le ottusità mentali e le sopraffazioni, viene spaccata da un cuneo rosso e da essa fuoriesce una moltitudine di pappeci che, insieme e dal basso, si prodigano per ribaltare la clessidra per guadagnare tempo. Al termine del corteo la clessidra sarà definitivamente distrutta insieme alla noce ridando spazio alle speranze di un mondo migliore. Tra i pappeci spicca il prototipo di pappicio creato per il Corteo di Carnevale del 2011, riciclato quest’anno e attorniato da numerosi altri pappici di cartone.
Dopo le vandalizzazioni dell’aiuola ASIA del “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”, l’associazione Dream Team – Donne in Rete e il Presidio Libera Scampia “Antonio Landieri” porteranno uno striscione con la scritta “E NOI LI RIPIANTEREMO” e le acconciature saranno alberelli, simbolo del rinnovamento culturale e urbano del territorio a cui partecipano attivamente con il proprio lavoro. Al termine del corteo, a largo Battaglia presso l’aiuola Asia saranno ripiantati degli alberelli, in sostituzione di quelli vandalizzati. A seguire i carri e le maschere preparati presso scuole e associazioni del quartiere. Molteplici come sempre le declinazioni del tema proposto a seconda dei vari contesti di lavoro.

I carri dell’edizione 2020

Il carro dell’ARCI Scampia improntato sul richiamo di Greta al problema del riscaldamento globale e dell’inquinamento. Il drago e il mondo salvato dalle api e dalle formiche che si uniscono per collaborare insieme preparati dall’ass. “Chi rom e…chi no”, l’impresa sociale “La Kumpania” srls, il “Gruppo Zoone” e il CDR “Gatta Blu” nei laboratori svolti presso il centro Chikù – gastronomia cultura e tempo libero che hanno coinvolto grandi e piccini.
Il carro “Simme tutt’uno! Salvammo ‘o munno!” del Gruppo “Dignità e Bellezza” dell’IIS “Attilio Romanò” gemellato con l’Istituto Superiore “Keynes” di Castel Maggiore (Bo) che sfileranno insieme alla cooperativa sociale Irene ’95. La farfalla gialla che vola sui fili spinati dei ragazzini dell’I.C. 58° “Kennedy” in onore di Liliana Segre.
L’I.C. “Pertini” – 87° “Don Guanella” con la danza del canguro preparata dai bambini nell’ambito del “Progetto Pangea” e riproposta qui per ricordare il disastro ambientale accaduto in Australia.
La Vela ArcAbaleno” composta da una barca a forma di guscio di noce portata da 7 formiche dei colori dell’arcobaleno, per ricordare i diritti civili e il desiderio di Pace: formiche portatrici di handicap che si trasformano in abilità, proprio come è l’obiettivo principale del Centro Sociale Polifunzionale “Zenit” per persone adulte con disabilità, di Melito di Napoli e del Comitato famiglie “Zenit”. In alto una vela ecologica a forma di foglia, che annuncia:
“Ricette o’ pappice vicino ‘a noce / Damme ‘o tempo ca te spertose / E te voglio ricere pure nata cosa: / “Nuje Ca’ simme gente e core / Nun vulimme cchiu’ belle parole / E tenimme e qualità e imparamm’c’ a campa’”, / Sì ce piace e’ campa’ bbuono / Sole, mare, ciel e ammor / È o’ mument e cambiar ‘a storia / Ppe e’ uagliune e’ rimman / Tutti assieme ” vuttamm ‘e mani” / Pace, salute e dignità / Song o’ segret ra’ felicità.
La noce gigante alla quale i pappici cercano di arrivare e gli orizzonti di senso verso i quali orientarsi malgrado le difficoltà nei travestimenti dei ragazzi dell’educativa territoriale “La voce dei luoghi” della Cooperativa sociale “L’Uomo e il legno”.
I vestiti variopinti con abiti recuperati e provenienti da un armadio sociale e gli “attrezzi del mestiere” dei ragazzi del laboratorio di sartoria multiculturale “Nakupenda” dell’associazione di promozione sociale “Inclusione Alternativa” che ribaltano così dal basso le proprie sorti di disoccupati, stranieri e emarginati, rompendo il guscio e diventando liberi di mostrare chi sono cucendo il futuro proprio e dell’umanità come si vuole.
L’associazione Hormè-liberi di crescere, da Salerno, con la maschera collettiva sui cambiamenti climatici e l’innalzamento dei livelli del mare (abbiamo l’acqua alla gola).
I Pa(ppi)civirus dell’Associazione Claudio Miccoli e della “Città della pacienza”: pappici portatori sani del pacivirus, il virus della pace che diffonde pace contro ogni forma di discriminazione e intolleranza.
Il Cantiere Giovani con il Progetto Legami, Associazione Nuova Solidarietà e Ozanam si trasformerà per il corteo in una ciurma di Pirati uniti da un unico motto: “Noi siamo i pirati. E a Nord di Napoli siamo approdati. Tutti insieme navighiamo e il nostro mare proteggiamo!”. Un mare di colori, su cui regna il Re Polpo, verrà sventolato grazie all’aiuto di tutta la ciurma: perché anche i pirati si sentono pappici!
Ovviamente si sono attrezzati per farsi sentire e vedere: gli strumenti musicali, fatti a mano con materiali di riciclo, saranno le loro armi e per “farsi belli” indosseranno cappelli e bandane ricavati anch’essi da materiali di riciclo. L’occhio vuole la sua parte ma il nostro mare va protetto!
Il trattore confiscato di (R)esistenza Anticamorra e le schegge di resistenza provenienti da tutta Italia: Libera Masseria – Bene Confiscato di Cisliano (Mi), Descargalab – gruppo musicale di Milano, Centro di accoglienza U.C.A.P.TE (una casa anche per te), ASD Le Ali di Scampia, insieme a La Biblioteca di Scampia e l’Officina delle Culture “Gelsomina Verde”.
L’ASD Athena Volley con i simboli sportivi con cui dal basso cercano di fare la propria parte per migliorare le cose e lo striscione “Aspiett’ che chiove ‘o camp’ se infonne già…tanto athena l’adda asciuttà!”
E ancora l’immancabile Centro Territoriale Mammut; Greenpeace Gruppo locale Napoli e Fridays For Future Napoli; il Giardino Liberato di Materdei con ‘o gallo ‘ncopp ‘a munnezza; il CPRS/SKABB da Soccavo; l’associazione Città della Gioia onlus; la Cooperativa Umanista Mazra e il Centro MaMu- Arte e cura nella Globalità dei Linguaggi; l’Asd Universal Center di Miano e il “Raggio di Sole” di Scampia con le sue coreografie; i pappici rossi del Gruppo di Lavoro “Geografie Critiche delle Disuguaglianze Globali” del dipartimento di Geografia dell’Università di Amburgo – progetto di ricerca “periferie in movimento”; …e tanti altri ancora…
Colonna sonora del corteo, oltre alle parodie del Maestro Gianni Tarricone, sarà l’immancabile ritmo delle murgas del Frente Murguero Italiano capitanato dalla BandaBaleno Murga di Napoli, la Stradabanda di Roma e la Banda del GRIDAS alla testa del corteo. Chiude il corteo, come di consueto, San Ghetto Martire – Santo Protettore delle Periferie con il suo impianto di amplificazione autonomo da cui si alternano la Parodia di San Ghetto Martire del Maestro Gianni Tarricone e il brano “San Ghetto Martire” di Enzo Avitabile accompagnate, da quest’anno, dal brano “Ma che razza de città” di Gianni Nebbiosi a seguito di un gemellaggio tra Scampia e le periferie romane avvenuto qualche mese fa tramite l’associazione “Ottavo Colle”.
Il corteo si snoderà per le strade del quartiere sino al lotto P dove, dopo il consueto ingresso nei cortili e sui ballatoi del lotto, i carri negativi verranno smantellati allegoricamente per dare modo alle positività di emergere e prevalere. Quindi i partecipanti al corteo con le murgas e le maschere positive si sposteranno, attraverso il lotto W a Largo Battaglia dove, tra musica e colori, avverrà la piantumazione delle nuove essenze in sostituzione delle piante vandalizzate recentemente nell’aiuola ASIA del “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”.
Il carnevale di Scampia quest’anno è gemellato con il primo carnevale sociale di Centocelle (Roma) che si terrà in concomitanza con quello di Scampia e con il 1° Carnevale sociale di Torino che si svolgerà domenica 1 marzo ore 10:30 dai Bagni pubblici di Via Agliè sullo stesso tema di quello di Scampia.
Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 21 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Febbraio 2020

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