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ABBANDONO E DEGRADO

Cupa Perillo a Scampia: video denuncia dell’VIII Municipalità

Periferie | 21 Novembre 2020

E’ da oltre 20 anni che nell’Area di Cupa Perillo di Scampia c’è uno dei più grandi campi rom di Napoli dove ogni giorno si continuano a sversare rifiuti di ogni genere come elettrodomestici, suppellettili, materassi, divani, gomme e addirittura carcasse di auto. Da 20 anni qui non mancano nemmeno i roghi tossici che più volte al giorno si presentano facendo respirare veleno a migliaia di abitanti di Scampia che vivono nei dintorni del campo rom e agli studenti del Galileo Ferraris – l’Istituto tecnico del quartiere – che è proprio a due passi da lì.  Quando le scuole erano aperte gli studenti erano i più colpiti, più volte al giorno, erano costretti a chiudere le finestre delle proprie aule a causa dell’aria soffocante, anche nei periodi più caldi dell’anno.

Più volte gli stessi studenti, i professori, i vertici dell’Istituto Galileo Ferraris di Scampia hanno presentato vari esposti, segnalazioni al prefetto, manifestazioni in piazza e al municipio, confronti con le associazioni che assistono i rom, denunce, proposte di tavoli istituzionali, visite di varie autorità, ma niente è cambiato.

Una bomba ecologica sotto gli occhi di tutti, non  una novità: una bomba di cui le autorità, i politici di ogni ordine e grado, sono ben coscienti. Nel 2018 il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca destinò 1 milione di euro per la bonifica dell’area e inviò anche una lettera al ministro dell’ambiente Sergio Costa che rispose richiedendo a sua volta l’intervento del Noe (Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri): ad oggi nulla è cambiato.

Da 15 anni a questa parte anche i vari presidenti che si sono succeduti nell’Ottava Municipialità hanno fatto denunce e segnalazioni, incluso l’attuale presidente Apostolos Paipais, che ha presentato un  esposto su Cupa Perillo alle autorità competenti per denunciare degrado ambientale, igienico, sanitario, urbanistico e pericolo per pubblica e privata incolumità.

Nell’esposto si chiede:

– Tempistica per esecuzione di opere di messa in sicurezza, bonifica e ripristino del sito dell’intera area in oggetto per la quale sono stati stanziati fondi da parte della regione Campania;
– Azioni per tutelare la salute dei cittadini dell’intera municipalità, dell’intera area nord di Napoli e delle stesse famiglie presenti nell’insediamento del campo rom, con bambini, infanti e minori assai esposti a pericoli perenni;
– Termine di scadenza per l’apertura delle rampe dell’asse mediano, chiuse da oltre 20 anni;
– Tempi certi utili all’installazione di videosorveglianza dell’intera area, per contrastare fenomeni di sversamenti illeciti di rifiuti;
– L’insediamento di un tavolo tecnico inter-istituzionale, per il monitoraggio dello stato di avanzamento delle azioni messe in campo, atte alla risoluzione delle problematiche.

E’ stato girato anche un video  con il drone dall’assessore alle Politiche Sociali dell’Ottava Municipalità, Gerardo Avallone,  per dare un quadro quanto più esaustivo possibile della situazione.

L’unica cosa che manca, a Scampia, però, da anni, sono le risposte istituzionali.

Giuseppe Mancini

Un articolo di Giuseppe Mancini pubblicato il 21 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 21 Novembre 2020

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