fbpx
giovedì 13 agosto 2020
Logo Identità Insorgenti

ACCADDE OGGI

Diawara in pieno recupero regala la vittoria al Napoli sul Chievo Verona

Sport | 8 Aprile 2020

Il pomeriggio dell’8 aprile 2018 racchiude uno di quei momenti che i tifosi del Napoli ricordano con maggior piacere ed entusiasmo: il gol di Amadou Diawara, in pieno recupero, al Chievo Verona.

Fu una delle rare occasioni, in quella stagione, in cui gli Azzurri si esibirono al San Paolo di domenica, nel tradizionale orario delle 15.00. E la risposta del pubblico di Fuorigrotta – sia per la calda giornata di sole che irradiava Partenope, sia per l’avvincente testa a testa per lo Scudetto con la Juventus – fu tra le più entusiasmanti e calorose del campionato.

Appena sette giorni prima, nella trasferta di Sassuolo del sabato santo, la squadra di Maurizio Sarri aveva lasciato due punti per strada, impattando per 1-1 sul campo della compagine emiliana. Un mezzo passo falso in virtù del quale il distacco dai bianconeri, primi in classifica, si allungò a quattro punti.

Nell’anticipo del sabato, però, la Vecchia Signora si era imposta non senza polemiche per 4-2 in casa del Benevento, cenerentola del torneo costretta ad arrendersi ai più quotati avversari a causa di un generosissimo rigore concesso dall’arbitro Pasqua per un presunto fallo sull’ex Gonzalo Higuain.

Juventus 81, Napoli 74.

Recitava cosi la classifica della Serie A prima del calcio d’inizio del match del San Paolo. Per provare a strappare il tricolore agli acerrimi rivali di sempre, gli Azzurri avevano una sola possibilità.

Vincere.

Un muro napoletano a fermare il Napoli

Per la gara contro il Chievo Verona, il Napoli deve rinunciare per squalifica ad Albiol e a Jorginho, diffidati e ammoniti nel precedente incontro contro il Sassuolo.

Per sostituire il regista italo-brasiliano, Sarri si affida proprio ad Amadou Diawara, la cui ultima apparizione in campionato dal primo minuto risaliva addirittura alla vittoria del Napoli per 3-2 in casa del Genoa del 25 ottobre 2017. Gara in cui il centrocampista guineano fu tra l’altro autore dell’assist per il terzo gol azzurro siglato da Dries Mertens.

La differente cifra tecnica tra le due compagini emerse sin dalle prime battute di gioco.

Gli Azzurri costruiscono un numero elevatissimo di occasioni da rete, ma sbattono ripetutamente contro la propria imprecisione e i guantoni del portiere ospite Stefano Sorrentino, natio di Cava de’ Tirreni e figlio d’arte di papà Roberto, napoletano e prodotto del vivaio del Napoli della seconda metà degli anni ’70.

Oltre a sbarrare la strada alle ambizioni tricolori della squadra di Sarri, la pregevole prestazione di Sorrentino – che parò anche un rigore a Mertens ad inizio secondo tempo – appariva come l’ennesimo scherzo del destino tirato al Napoli da un giocatore campano o partenopeo. Al danno, poi, si aggiunse la beffa quando l’attaccante clivense Stepinski – a poco più di quindici minuti dalla fine dell’incontro – portò in vantaggio il Chievo Verona con un destro forte e preciso insaccatosi sotto la traversa della porta difesa da Pepe Reina.

Quando tutto sembrava perduto

Più di nervi che di testa, gli Azzurri si lanciarono alla disperata ricerca (almeno) del gol del pareggio. Prima della rete degli ospiti, Sarri aveva già lanciato nella mischia l’ariete polacco Milik al posto del capitano Marek Hamsik, passando così dal collaudato 4-3-3 al più offensivo e spregiudicato 4-2-3-1.

Fu proprio Milik, nei minuti finali, a rivelarsi il più pericoloso e decisivo dei suoi. Quando le speranze partenopee andavano spegnendosi con lo scorrere del tempo, un lancio perfettamente calibrato di Insigne raggiunse proprio la testa del numero 99 azzurro, abile nell’indirizzare la sfera sul palo lontano dove Sorrentino – finalmente – non potè arrivarci.

Con i soli tre minuti di recupero ancora da giocare, il Napoli si riversò disperatamente alla ricerca della vittoria. Al 91° Sorrentino dice no ad un altro colpo di testa del solito Milik. Due minuti più tardi, a tempo praticamente scaduto, accade l’impensabile.

Mentre Fuorigrotta intona speranzosa le note di “Napoli torna Campione”, su calcio d’angolo dalla destra di Callejon, il pallone supera Tonelli, Koulibaly, lo stesso Milik e va ad accomodarsi sul destro di Diawara. Il mediano azzurro lo controlla e, di destro, lo indirizza imparabilmente nell’angolino alla sinistra di Sorrentino, realizzando il suo primo (e ancora oggi, unico) gol in carriera in Serie A.

Il tripudio di gioia fu assordante. Pubblico e squadra si ritrovano sommersi in un folle abbraccio collettivo, le cui scene di giubilo faranno il giro dei social e del web in poche ore.

Juventus e Napoli tornarono distanti appena quattro punti. Per gli Azzurri si trattò di un successo fondamentale nella rincorsa del sogno Scudetto, che culminerà nella storica presa di Torino del 22 aprile per poi arenarsi, una settimana dopo, nella sconfitta di Firenze e nello scandaloso arbitraggio di Orsato in Inter-Juventus.

Perché potranno toglierci titoli e vittorie, ma non riusciranno mai a privarci delle emozioni che solo il nostro amato Ciuccio sa regalarci.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 8 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 8 Aprile 2020

Articoli correlati

Sport | 11 Agosto 2020

CALCIO A 5

La Serie A parla Sud: alla Campania il primato di squadre iscritte

Sport | 8 Agosto 2020

CHAMPIONS LEAGUE

Napoli eliminato, la stagione azzurra finisce a Barcellona

Sport | 7 Agosto 2020

CALCIO IN ROSA

Svelata la nuova Serie A: il Napoli Femminile esordirà a Bari

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi