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ACCORDO MIBACT-UNIVERSITA’

Girolamini, Franceschini battezza la scuola di Alta Formazione sui libri antichi. Ma sulla riapertura nessuna certezza

Beni Culturali, NapoliCapitale | 22 Maggio 2017

Appare sempre un evento straordinario l’apertura della Biblioteca dei Girolamini, la più antica di Napoli, la seconda più antica d’Italia. Invece dovrebbe essere la normalità. Il complesso aspetta di essere restituito alla comunità dal 2012, precisamente dal 19 aprile, data in cui l’intero patrimonio è stato posto sotto sequestro dopo essere stata depredata dall’allora direttore Marino Massimo De Caro, condannato in via definitiva alla pena di sette anni e all’interdizione dai pubblici uffici.

Non è bastata neanche la presenza di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, per avere risposte certe sui tempi che potrebbero rendere di nuovo pienamente fruibile questa istituzione culturale. Il Ministro ha ribadito alla stampa e agli invitati quello che a tutti è noto: «Questo è un luogo bellissimo che porta ancora le ferite di un furto devastante e terribile di cui ha parlato tutto il mondo, ma inizia adesso una storia di riscatto che vedrà arrivare qui giovani da tutta Italia per occuparsi di storia, di tutela dei libri antichi e sarà la dimostrazione che si può conservare la memoria e allo stesso tempo investire sui giovani studenti, sulla ricerca e sul futuro».

L’occasione della venuta del ministro, infatti, non è una riapertura e un cronoprogramma per la riapertura ma l’inaugurazione, certamente importante ma non risolutiva per la fruibilità di un gioiello della città, della Scuola di Alta Formazione in Storia e filologia del manoscritto e del libro antico, presentata questa mattina nella Sala Giambattista Vico – che ricordiamo è sepolto nella chiesa del complesso –  dal Rettore della Federico II Gaetano Manfredi, che ritiene l’iniziativa ampia e d importante, in grado di portare l’Università all’interno dei beni culturali più strategici di Napoli: «I Girolamini sono un pezzo integrante della collaborazione con la nostra Scuola di Filologia e Studio del Libro antico».

Alla nostra domanda sui tempi e le modalità di riapertura del complesso, il Rettore ha spiegato che non dipende esclusivamente dal MIBACT: «Bisogna per questo riferirsi all’Autorità Giudiziaria, sta a loro stabilire quando il luogo sarà sicuro per la fruizione esterna. E’ chiaro che per tutti l’obiettivo è la riapertura, sappiamo che si sta valutando la possibilità di un dissequestro anche a seguito di questa iniziativa della Scuola di Alta Formazione che l’Università sta portando avanti, si tratta di input importante e speriamo che in tempi rapidi si possa arrivare ad una riapertura».

Tra gli interventi, anche quello di Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Mibact,  di Rossana Rummo, direttore generale delle biblioteche e istituti culturali, di Andrea Mazzucchi, direttore della Scuola e del Procuratore Vincenzo Piscitelli che, interrogato proprio in merito ad un possibile dissequestro ha sottolineato: «La Biblioteca è tuttora sotto sequestro e la situazione resterà così fino a quando non si sistemerà la vicenda giuridico-inventariale dei libri. Il sequestro, infatti, era finalizzato a dare la possibilità di ricostituire lo stato della Biblioteca e quest’opera non è ancora definitivamente compiuta, ma in via di completamento. Ci auguriamo che possa accadere nel più breve tempo possibile. Intanto iniziano le attività della Scuola che avrà come lavoro preliminare proprio questo di inventariazione: su questo esiste un progetto che l’Università ci ha presentato e che noi esamineremo e dovrebbe portare alla progressiva restituzione della Biblioteca. Al momento è aperta agli studiosi e, salvo impedimenti, apre in via straordinaria ai portatori di interesse collettivo per eventi particolari, abbiamo comunque sempre cercato di garantire l’accesso nella misura massima possibile».

Resta solo una grande soddisfazione. Contornata da molte speranze: ma non basta la storia e la bellezza – che pur ci sono – se ancora non è possibile capire quando e come I Girolamini torneranno ad aprire le porte. Nonostante il Ministro Franceschini li ritenga «Un grande punto di riferimento che potrebbe rendere molto dinamici i suoi spazi».

E la Scuola di Alta Formazione è – almeno ce lo auguriamo – un primo passo in questo senso: «Conservazione e tutela sono legate all’innovazione e all’era digitale in maniera indissolubile, questo sarà un luogo simbolico per molti ricercatori e per molte Università del Paese, per questo la prossima sfida riguarda proprio la digitalizzazione del nostro patrimonio. Abbiamo un patrimonio incredibile e nei prossimi dieci anni sarà fondamentale l’impegno teso verso conservazione, tutela, digitalizzazione, innovazione e ricerca. Naturalmente il Ministero non ha nessuna intenzione di fare questa operazione in solitaria, ma si avvarrà del supporto di Istituzioni come le Università che hanno tutte le competenze per farlo e la forza di giovani carichi di entusiasmo e voglia di sapere. Il passo più importante è stato fatto oggi che nelle stanze dei Girolamini non gira più qualche interessato malvivente, ma ragazzi proiettati verso un futuro di cultura».

Sette milioni di euro sono stati stanziati fino ad ora per il recupero ed il restauro del complesso dei Girolamini, eppure non esiste ancora un piano definito per l’inizio dei lavori. Quello che si sa per certo è l’intenzione, da parte del Ministero, di rispettare la vocazione del luogo: «Quello dei Girolamini non diventerà un contenitore enorme in cui inserire programmazioni disorganizzate – conclude Franceschini – per il complesso sarà mantenuto un disegno organico legato al settore di interesse. Il Mibact già da tre anni ha messo in campo una netta distinzione tra fondi destinati alla manutenzione  e finanziamenti riguardanti immobili che hanno già individuato la loro vocazione. Riguardo ai Girolamini, man mano che il progetto andrà avanti si faranno le valutazioni sulle risorse da stanziare».

Maria Fioretti

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 22 Maggio 2017 e modificato l'ultima volta il 22 Maggio 2017

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