lunedì 16 settembre 2019
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AD AGRIGENTO

Abbattete questo ponte, non vogliamo altre tragedie

Infrastrutture e trasporti | 17 Agosto 2018

Il ponte crollato il 14 agosto a Genova non è l’unico viadotto progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, sul quale in queste ore si stanno concentrando le attenzioni degli esperti per valutarne le condizioni di sicurezza. Primo fra tutti, il viadotto alle porte di Agrigento, realizzato da Morandi negli anni ’60, che collega il quartiere di Villaseta con la strada che va a Porto Empedocle. L’opera è stata chiusa dall’Anas nel 2017 a seguito delle segnalazioni di diverse associazioni ambientaliste, tra cui Mareamico, che evidenziavano la presenza di preoccupanti crepe sulla struttura.

Il viadotto agrigentino, che fin da subito ha sollevato i malumori degli ambientalisti per il forte impatto sul territorio, è stato realizzato a seguito della storica frana che nel ’66 devastò il centro storico di Agrigento. Per mettere in sicurezza la strada che si erge a centinaia di metri dal suolo sorretto da altissimi piloni, occorrono almeno 30 milioni di euro, ma sono in tanti che, anche a seguito della tragedia di Genova, premono per abbatterlo.

Sul futuro del viadotto Morandi di Agrigento l’Anas condivide l’ipotesi avanzata dal sindaco Calogero Firetto di riconsiderare gli interventi di manutenzione previsti e di rivalutare, invece, percorsi alternativi.

I tragici fatti di Genova hanno spinto il sindaco Lillo Firetto, d’intesa con l’Ente nazionale per le Strade, ad avviare un confronto il prossimo 7 settembre, alle 11, presso la Sala Giunta del Comune di Agrigento. A questo primo tavolo parteciperanno la Soprintendenza dei Beni Culturali, l’ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, il Genio Civile e il Libero Consorzio di Agrigento. Saranno valutati l’utilità del ponte Morandi e il suo impatto ambientale, i costi dei lavori per la messa in sicurezza e la loro efficacia nel tempo, l’opportunità dei percorsi alternativi già proposti a suo tempo dall’Amministrazione comunale e il diverso tracciato studiato da Anas, oltrechè l’ipotesi sempre più pressante della demolizione del ponte.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Agosto 2018 e modificato l'ultima volta il 17 Agosto 2018

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