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AD AGROPOLI

Polidoro e Marotta Junior presentano “San Gennaro non dice mai no”al Circolo Canottieri

Libri | 23 Settembre 2020

“Con quale attributo le piacerebbe passare alla storia?” chiese una volta un giornalista a Giuseppe Marotta. “Marotta, il napoletano”.

Giuseppe Marotta è tornato nelle librerie del Paese grazie a Alessandro Polidoro, un editore di Napoli,  la sua amata e mai dimenticata città, e si spera torni presto anche nel dibattito culturale nazionale. Dopo la presentazione dei giorni scorsi alla Fondazione Premio Napoli, con il presidente della Fondazione Domenico Ciruzzi e lo scrittore Alessio Forgione, a Palazzo Reale, e da Bookstorie – libri, incontri e racconti – a Roma, il fil rouge marottiano continua il suo viaggio tornando ancora a Sud,  questa volta ad Agropoli.

Settant’anni dopo, “San Gennaro non dice mai no”, grazie alla Alessandro Polidoro Editore, è tornato da pochi giorni in libreria, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi su queste pagine,  e verrà presentato anche alle porte del Cilento, dove vivono i discendenti dell’autore de “L’oro di Napoli”.

“Il premio “Napoli” e “Bagutta” morì, scrivendo, il 10 ottobre del 1963. Un fortissimo mal di testa e poi blackout. Morì inconsapevole della sua grandezza e dell’averci donato uno stile nuovo, attuale e metafisico. Giornalista, scrittore, critico cinematografico, paroliere ideale in ogni tempo. Sacro e profano, dolce e spietato, fragile e forte, umorista e compassionevole – è scritto nell’invito all’incontro – Galantuomo degli umili, camaleontico come i ciottoli dei bassi che gli erano stati mentori, cittadino incontaminato che la nebbia del nord non aveva offuscato, instancabile come la sua curiosità, furioso contro la mediocrità del mondo e immenso come il mare. Quel mare che gli darà il “benvenuto” ad Agropoli, città che un po’ lo ha adottato nella memoria. San Gennaro incontrerà i santissimi Pietro e Paolo nel porto turistico, domenica 27 settembre alle 17, presso la sede del Circolo Canottieri. Interverranno Enzo Mazza, presidente dell’associazione sportiva, Alessandro Polidoro, editore, Antonio Manzo, direttore del quotidiano “la Città”, Luigi Marotta, sui ricordi di Marotta papà, e Clodomiro Tarsia, giornalista, già redattore capo de “Il Mattino”.

«Il mare è vita, accoglienza, sport e soprattutto cultura – è la dichiarazione di Enzo Mazza, presidente del Circolo Canottieri di Agropoli – questo sarà il primo di tanti appuntamenti costruttivi e di spessore. Viste le mie origini partenopee, iniziare con Giuseppe Marotta mi rende ancora più felice ed ispirato».

Del resto per Marotta queste origini furono davvero il fulcro della sua narrazione.  “Napoli – disse – è una città  che ad ogni momento cambia colore, movimento, odore: una città che vale la pena di raccontare perché è unica. Ma a Napoli – diceva Marotta – ci sono i napoletani. Gente che una generazione di scrittori si è sforzata di raccontare, gente che si è inventata da sola, che sembra fatta apposta per cadere in una pagina, In un racconto. Tutta la difficoltà di Napoli — confidava — sta nel tradurla in italiano perché il dialetto partenopeo è cosi illustre e così ricco che tante sfumature di aria, di colore, di vita, di odore e di morte perdono parte del loro incanto nel linguaggio nazionale”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 23 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Settembre 2020

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