fbpx
sabato 30 maggio 2020
Logo Identità Insorgenti

Ad Expo festa della pizza con lievito di Piacenza. Si faranno sentire i pizzaioli di Napoli?

Rubriche | 6 Giugno 2015

EXPUH2015

Quando Expo “celebra” la pizza, significa solo due cose, sempre le stesse: furto di identità e furto dell’indotto economico. Del resto quando ci si abitua a rubare le eccellenze del sud a favore di padania, come tra tradizione risorgimentale, difficile smettere. E’ successo con la margherita “italiana” presentata in pompa magna dalla Coldiretti, la truffa si ripete sotto altre vesti il prossimo 20 Giugno, quando Expo Milano 2015 celebrerà la Festa della Pizza con una margherita lunga 1,5 chilometri.

Ricordiamo infatti che nel mese di Aprile la Coldiretti del torinese Roberto Moncalvo presentò ad Expo una pizza “napoletana Doc” a forma di penisola italica da spacciare come simbolo della fiera. Realizzata dalla pizzeria Brandi, araldo dell’insulso falso storico secondo fu dedicata alla Regina Margherita di Savoia, fu strombazzato ai quattro venti che era fatta solo con prodotti di eccellenza campana. Ma a noi bastarono le dichiarazioni di Moncalvo sulla “italianità della pizza, simbolo culinario dell’Italia“ o ancor peggio sulle “formidabili opportunità occupazionali” per sentire lontano un miglio puzza di bruciato di stampo coloniale.

Neanche due settimane dopo a Bologna la Coldiretti, nel più assoluto silenzio, firma un accordo di filiera con una azienda di Modena, la Italpizza: un affare da 65 milioni di pizze surgelate, 450 addetti e un fatturato di 76 milioni di euro, ma questa pizza “100% italiana” non avrà nemmeno un ingrediente prodotto in Campania.

Sabato prossimo 20 Giugno la scena si ripete, perchè per preparare la pizza da Guinness dei primati verranno usate 1,5 tonnellate di mozzarella e una tonnellata di pomodoro: “tutti ingredienti rigorosamente italiani”, si legge sul sito ufficiale di Expo, ma basta approfondire un po’ meglio la notizia per scoprire che fornitore unico di tutti questi prodotti sarà Sante Ludovico di “La Pizza +1” di Gariga di Podenzano. Come se non bastasse l’azienda piacentina metterà a disposizione, per impastare la pizza, un lievito naturale speciale realizzato nei suoi laboratori: pizza napoletana,  pubblicità e introiti piacentini, un modo tipicamente “italiano” per celebrarla.

Alla festa della pizza di Expo sarà presente anche l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani guidata da Sergio Miccù con una squadra di oltre 100 pizzaioli: un’occasione unica per loro, e per tutti noi, per rivendicare il primato tutto napoletano della pizza, anche perché la prossima tappa del Pizza fest è prevista a New York. In particolare li invitiamo a sottolineare con decisione che è inaccettabile che pizze e pizzerie napoletane, come nel caso di Brandi, vengano utilizzate come spot per rilanciare commercialmente un prodotto che si definisce “italiano”, ma quando poi si mette mano al portafogli, vedi alla voce Italpizza, gli introiti finiscono al nord.

Nel caso in cui qualche spocchioso alle latitudini più settentrionali o qualche sprovveduto di casa nostra dovesse bollare come campanilistica la querelle sulla pizza napoletana, e non italiana, ricordiamo loro che proprio in questi giorni non Napoli contro Milano, ma all’interno della stessa regione la Romagna fa la guerra in tribunale all’Emilia sulla piadina romagnola e la vince.

In tutto ciò sarà interessante vedere cosa faranno Ciarambino&Company pentastellata, che in piena campagna elettorale avevano delirato di pizza italiana: prenderanno posizione sulla questa vicendae sulla precedente di Coldiretti e Italpizza? Eletti in regione, si batteranno per far riconoscere alla pizza napoletana le stesse tutele legali della piadina romagnola e di altri prodotti del nord, di modo che almeno una parte del relativo indotto economico e occupazionale possa far legittimamente ritorno a Napoli?

Si accettano scommesse, tutto dipenderà dall’evolversi, in positivo o in negativo, del loro quadro clinico relativo  alla patologica condizione di colonizzati culturali, e ai rapporti con l’elettorato padano del loro movimento, cui risulta alquanto indigesto mettere in discussione i capisaldi della nostra condizione di colonia interna spiegando loro che è il sud che mantiene il nord da un secolo e mezzo ad oggi. Insomma la partita si gioca sul conflitto tra interessi della propria terra, che comunque li ha eletti, ed interessi di bottega, se ci passate il termine: staremo a vedere.

 Lorenzo Piccolo

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Giugno 2015 e modificato l'ultima volta il 6 Giugno 2015

Articoli correlati

EXPUH! | 6 Luglio 2016

Expo, 11 arresti per appalti truccati. Coinvolta la Dominus Scarl, società con sede legale a Milano

Agroalimentare | 21 Agosto 2015

E no caro Cannavacciuolo: l’Expo “goloso come un babà” è un’offesa al babà

EXPUH! | 13 Luglio 2015

Il Pd usa i padiglioni di Expo per l’assemblea nazionale. E candida Sala a sindaco di Milano

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi