lunedì 22 aprile 2019
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AGRICOLTURA IN TERRA DEI FUOCHI

Denuncia di Fanpage: Findus e Md Discount tagliano gli acquisti in Campania

Ambiente, Economia, Italia | 30 Gennaio 2014

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La notizia la tira fuori Fanpage, a firma di Gaia Bozza. E sono di quelle che fanno male.

Il nostro agroalmentare, dopo il taglio degli ordini da parte di Esselunga, di cui abbiamo ampiamente parlato su queste pagine, stavolta è la Findus Italia a sospendere le forniture. L’azienda infatti, secondo Fanpage, sta comunicando ai fornitori nuove disposizioni su patate o altri ortaggi. Per l’area definita a rischio, che comprende gran parte del casertano e parte della provincia di Napoli, non è possibile alcuna deroga: da Mondragone a Licola, dalla provincia di Caserta fino alle porte di Napoli, ad est e ad ovest. “La comunicazione risale a poco più di un mese fa. Nelle aree della regione nelle quali invece la Findus Italia continua ad accettare le forniture, sono necessarie nuove misure precauzionali, a spese degli imprenditori agricoli. Ad esempio: ogni azienda deve fare una valutazione di rischio ambientale; deve eseguire analisi per individuare metalli pesanti nelle acque di irrigazione e nel terreno; la coltivazione deve essere approvata da parte dell’ “agricolture manager”; deve inoltre eseguire una tracciatura geografica e una mappatura dell’azienda; infine, deve fare le analisi dei prodotti al momento della raccolta.  Per dare l’idea delle dimensioni del problema, basti pensare che le patate vengono acquistate dalle grandi aziende a 10-15 centesimi al chilo. Le analisi richieste costano mediamente, ogni volta, circa 1.500 euro”.

In un secondo pezzo, poi, stavolta a firma di Ciro Pellegrino, Fanpage rivela di aver visionato anche le direttive, spedite ai venditori nell’ottobre scorso, di MD Discount (Lillo spa), una delle catene più note a livello meridionale. “La MD Discount chiede ai produttori un’autocertificazione dei prodotti. Chiede di mettere nero su bianco che non sono campani. «Tale documento – si legge – deve attestare che gli articoli a noi forniti, non siano di origine Campania. Tale richiesta è frutto della cattiva pubblicità che i media hanno sollevato in questo momento particolarmente critico (mi riferisco alla situazione Terra dei fuochi). Anche se la nostra legislazione prevede che sia indicata solo la nazione di origine – chiede il dirigente della società – vi chiedo di essere ancora più scrupolosi nell’indicarmi la regione di produzione. Ovviamente su prodotti stagionali dove l’origine è per forza maggiore Campania, vi chiedo di organizzarvi a produrre tutte le documentazione fitosanitarie previste, in modo che se in futuro ci saranno richieste, noi possiamo con tutta la tranquillità, dimostrare che in Campania esistono anche aziende che lavorano nel rispetto delle regole»” rivela Fanpage.

Un’altra mazzata, dunque, per gli imprenditori agricoli campani che, come abbiamo dimostrato su queste pagine (e lo conferma anche fanpage) non hanno registrato assolutamente, nei propri terreni, valori che superano i limiti di legge, in merito a metalli pesanti e altre sostanze velenose.

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Gennaio 2014 e modificato l'ultima volta il 30 Gennaio 2014

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