martedì 26 marzo 2019
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AL FILANGIERI

Imparo Facile, un metodo d’apprendimento veloce si presenta al Museo per la prima volta a Napoli

Senza categoria | 14 Febbraio 2019

Il 22 febbraio nelle sale del Museo Filangieri di Napoli alle ore 09,30 sarà presentato a insegnanti, formatori, genitori, operatori della riabilitazione e alla stampa, il progetto scientifico didattico tutto italiano Imparo facile, frutto dell’applicazione alla didattica delle tecniche e degli esercizi della riabilitazione elaborati dal Professore Giuseppe Cossu, già direttore della Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile all’Università di Parma e docente di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Parma e attualmente Direttore dell’Unità di Neuroriabilitazione Cognitiva del Bambino presso il Centro Medico di Foniatria di Padova.

Il metodo didattico che verrà presentato per la prima volta in Italia e a Napoli, nasce dall’alvo delle
neuroscienze e dalla pratica clinica con lo scopo di facilitare l’acquisizione della lettura e della scrittura sia nei bambini con sviluppo tipico sia in coloro con importanti deficit cognitivi. La metodica di riabilitazione, messa a punto dal Professor Giuseppe Cossu, è basata sull’analisi dei meccanismi neuro-funzionali che governano l’acquisizione dell’ortografia, e sulla costruzione graduale e progressiva delle supplenze funzionali necessarie a riorganizzare il processo di lettura e di scrittura.

Si tratta di una metodica, così detta della scomposizione funzionale, che fu utilizzata in un protocollo sperimentale circa 20 anni fa, per analizzare mediante uno studio comparativo le prestazioni dei bambini di prima elementare nella scrittura e nella lettura ottenute con la metodica elaborata dal Professor Cossu e quelle con le metodiche tradizionali, correntemente in uso. Lo studio fu condotto con il supporto dell’insegnante di una classe sperimentale che seguì il percorso didattico di 21 alunni di prima elementare, le cui abilità di lettura e scrittura furono poi comparate con quelle di una classe prima elementare di controllo che aveva appreso la letto-scrittura in modo tradizionale. I risultati furono stupefacenti: non solo la rapidità di acquisizione e l’accuratezza in lettura e scrittura erano straordinariamente più favorevoli, ma si assisteva a una vera esplosione della creatività linguistica degli alunni del gruppo sperimentale a testimonianza dell’intreccio inscindibile tra linguaggio e ortografia.

Da questa prima fase, presentata in una tesi sperimentale realizzata dalla dottoressa Alessandra Cutruneo, sotto la guida del Professor Tullio De Mauro titolare della cattedra di linguistica generale all’Università La Sapienza di Roma e Giuseppe Cossu è nata la metodica della scomposizione funzionale. Tale metodologia didattica è stata quindi estesa per oltre 15 anni in progetti pilota dedicati sia alla riabilitazione di bambini con disturbi dell’acquisizione di lettura e scrittura, sia a bambini con sviluppo tipico o che iniziavano la prima elementare o che frequentavano l’ultimo anno della scuola della infanzia.

Accanto alla metodica per l’analisi e la riabilitazione della scrittura e della lettura, il Professor Cossu ha elaborato alcuni strumenti clinici per la valutazione e la riabilitazione neurocognitiva dei disturbi del numero e del calcolo. La dottoressa Cutruneo ha iniziato, circa 10 anni fa, a utilizzare questi strumenti clinici e basati anch’essi sul principio della scomposizione funzionale del concetto di numero. Il progetto avviato in una classe di prima elementare con l’attiva collaborazione dell’insegnante Emanuela Esigibili ha ottenuto ugualmente risultati notevoli, documentati tra ’altro dalle rispost dalle prove Invalsi, somministrate in seconda elementare che si stanno riproponendo nelle classi  che in questi ultimi anni stanno applicando la metodologia Imparo Facile.

La metodica innovativa, nel frattempo, è stata quotidianamente usata nella pratica clinica per la diagnostica e la riabilitazione. La logopedista dottoressa Silvia Gerola, che lavora presso l’Unità di Neuroriabilitazione Cognitiva del Bambino al Centro Medico di Foniatria di Padova, ha contribuito ad affinare la metodica sia per la diagnostica che per la riabilitazione.

Dalla collaborazione tra neuroscienze, clinica e pedagogia è dunque nato un metodo che, attivando i
meccanismi neurofunzionali che governano l’acquisizione dell’ortografia e del numero, consente ai bambini a sviluppo tipico di progredire molto rapidamente nell’acquisizione di tali funzioni. Il metodo, inoltre, consente ai bambini con disabilità cognitiva e linguistica di riorganizzare le competenze ortografiche e di calcolo.

Nell’incontro di venerdì 22 febbraio al Museo Filangeri di Napoli, sarà dunque presentata questa metodologia nella sua dimensione pedagogica e clinica, e verranno illustrate sia le premesse neurofunzionali sia le applicazioni pratiche nella scuola e nella riabilitazione clinica di questa innovativa metodica per l’acquisizione di lettura, scrittura e calcolo.

Per molto tempo la pedagogia e le neuroscienze hanno seguito una traiettoria di sviluppo autonoma con contatti pressoché inesistenti. La prima convergenza tra la neurologia e la pedagogia nacque a Roma con l’opera di Maria Montessori che spese, nelle fasi iniziali della sua attività, le sue conoscenze di neurologa al servizio della riabilitazione dei bambini con danno cerebrale. Da quel felice connubio nacque allora il metodo didattico che dalla sua fondatrice prende il nome. Oggi, dopo un secolo si gettano le basi per un nuovo ponte tra neuroscienze e didattica.

L’accesso all’incontro è gratuito, ma è richiesta la prenotazione alla mail [email protected]

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 14 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 14 Febbraio 2019

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